Progetto per un centro culturale a Torino
Giorgia Amodeo, Elisa Dompè
Progetto per un centro culturale a Torino.
Rel. Levi Montalcini Emanuele. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2002
Abstract
Il nostro lavoro di Tesi di Laurea è cominciato nel giugno del 2000 con la partecipazione al Concorso internazionale indetto dal Comune di Torino per la progettazione di un nuovo Centro Culturale per la città.
Il progetto è stato affrontato in due fasi distinte: la prima fase fissata. nei tempi e nei modi, dal bando di concorso. la seconda finalizzata alla tesi.
Il momento del concorso, affrontato in collaborazione con altre due amiche studentesse di architettura a conclusione della loro Tesi di Laurea dal titolo: "Iluoghi dell'industria a Torino: conoscenza, interpretazione, intervento", è stato fondamentale per arrivare ad appropriarsi del tema, con i vincoli e le prestazioni richiesti dal bando e per individuare le linee guida di progetto.
Nella seconda fase si è sviluppata e approfondita la progettazione architettonica ideata nel Concorso.
Il Bando di Concorso prevedeva la' progettazione di un centro culturale comprendente la nuova Biblioteca Civica Centrale e una sala teatrale da realizzarsi nell' area delle ex officine Nebiolo e Westinghouse, in via Pier Carlo Boggio, compresa all'interno del programma integrato relativo alla zona urbana di trasformazione della Spina Centrale 2, L'area è delimitata da via Boggio. da corso Vittorio Emanuele e da corso Ferrucci su tre lati e, sul quarto, ritaglia un quadrato nei lotti attualmente occupati dalle officine rlism esse
Le richieste e i vincoli posti dal Bando erano estremamente puntuali ed espliciti: da una parte in vista di una elevata efficienza funzionale e distributiva, dall'altra indicavano la ricerca di una forte caratterizzazione architettonica del progetto che conferisse all'edificio una grande visibilità e capacità di attrazione per la città: la richiesta di un belvedere a 35 metri d'altezza esplicitava quest'intento.
Le scelte volumetriche e formali traggono spunto dai vasti padiglioni industriali del contesto, dove la pesante ed essenziale massa degli elementi strutturali contrasta con i grandi spazi vuoti che genera e dove le strutture disposte longitudinalmente caratterizzano la planimetria dell'area.
Nel nostro progetto pesanti setti di calcestruzzo delimitano leggeri volumi di vetro; i setti, disposti parallelamente, si aprono e slittano lungo il proprio asse definendo cortili e cavedi interni. aprendo visuali e introducendosi nell'area verde del parco antistante.
L'aver partecipato ad un concorso è risultato un aspetto fondamentale ed estremamente arricchente: sia per averci imposto vincoli ed esigenze di una committenza reale. sia, e soprattutto, per averci dato l'opportunità di confrontare il nostro progetto e le nostre scelte con quelle di importanti architetti professionisti.
AI termine della prima fase del concorso abbiamo intervistato gli autori di due dei progetti selezionati per la seconda fase: quelli degli studi Picco e Ingaramo. L'occasione di critica maggiore si è presentata però a conclusione della seconda fase con la mostra delle tavole di concorso inaugurata il 6 dicembre alla Cavallerizza. Poter vedere le 175 proposte progettuali ed in particolare le tavole del progetto vincitore dell'Arch. Bellini e dei dieci progetti partecipanti alla seconda fase ci ha dato modo di considerare le nostre scelte alla luce di un ricco e vasto confronto.
Relatori
Tipo di pubblicazione
Corso di laurea
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