Arte contemporanea e territorio: dialoghi : il contesto artistico e territoriale di Paratissima, analisi e progettazione culturale
Caterina Avataneo
Arte contemporanea e territorio: dialoghi : il contesto artistico e territoriale di Paratissima, analisi e progettazione culturale.
Rel. Valeria Minucciani, Roberto Albano. Politecnico di Torino, Master of science program in Architecture Heritage Preservation And Enhancement, 2014
Abstract
INTRODUZIONE
Quando si affronta la tematica "arte contemporanea e territorio", emergono immediatamente approcci diversi.
Vi è innanzitutto la considerazione di come la città sia la principale fonte di ispirazione artistica. Il contesto urbano è visto come incubatore di dinamiche di carattere sociale, economico e politico le quali sono percepite e interpretate attraverso l'arte.
Lo spazio si trasforma in un catalogo museale ricco di immagini, messaggi e spunti di riflessione a cui l'arte attinge: c'è chi si perde nell'urbano, chi denuncia, chi protesta, chi esalta l'evoluzione tecnologica, chi rappresenta la città e chi ne immagina di migliori. D'altronde la città costituisce la realtà, la quotidianità e il background di crescita per la maggior parte di noi, compresi gli artisti.
I movimenti artistici che si legano strettamente all'urbano esistono da tempo. E' difficile fare una selezione in quanto i casi sono innumerevoli; ma possono essere citati come esempi i movimenti della Land Art, il movimento Situazionista, la ricerca artistica legata alle installazioni pubbliche o ci si può riferire a singoli artisti e le loro opere come nel caso degli arazzi che raffigurano il mondo di Alighiero Boetti, le cartoline delle città europee di Gilebrf&George o gli interventi di Ai Weiwei nel territorio urbano insieme a tutta la categoria di artisti-writer.
Tuttavia ciò che questa tesi si propone è un tipo di approccio diverso, che analizza come l'arte si relazioni alla città tramite eventi e strutture organizzative in grado di coinvolgerne l'intero territorio.
Anche qui il discorso è ulteriormente sfaccettato, poiché si può partire da una visione macro, in cui l'arte concorre allo sviluppo della città e quindi è presa in considerazione nelle politiche urbane, e si può arrivare ad un zoom che evidenzi come questa può essere occasione di rifunzionalizzazione degli spazi della città, di edifici in degrado o di quartieri problematici; facendosi motore di linee di sviluppo urbano e catalizzatrice di nuove dinamiche sociali collettive e individuali che si generano secondo diversi modelli organizzativi. Si tratta dunque di leggere un certo fenomeno sociale, quello dell'arte e dei processi artistici, all'interno di un determinato spazio geografico, quello urbano.
Partendo da una visione macro, soprattutto negli ultimi anni le città sono luoghi strettamente intrecciati con un'economia politica della cultura che diventa fondamentale motore di sviluppo, secondo teorie quali quella di Richard Florida o di Walter Santagata, poiché motore di attività all'arte connesse.
Walter Santagata si concentra particolarmente in ambito artistico promuovendo teorizzando i distretti culturali, mentre Richard Florida considera la creatività in senso più generale, legandola all'innovazione in diversi campi.
Egli, nel suo celebre libro "The Rise of the Creative Class"pubblicato negli Stati Uniti nel 2002, individua intatti la cosiddetta "classe creativa" composta da professionisti quali scienziati, architetti, ingegneri, artisti ma anche medici e avvocati, accomunati da una propensione verso lo sviluppo di forme nuove, significative e utili.
Florida riconosce il fondamentale valore economico della creatività e va oltre i concetti di economia dell’informazione e della conoscenza, affermando la nascita della "economia creativa" e l'ascesa della classe creativa nei paesi a capitalismo avanzato. L'individuazione e la miva permettono di elaborare la teoria del "crida spiega come lo sviluppo economico di una regio dalle scelte e creativa che preferisce i luoghi diversi,ve idee.
L'economista americano rivendica il ruolo dticoltà organizzativa fondamentale per lo svilun particolare, l'aspetto rilevante è rappresentao state di validare l'esistenza di un legame fra re fattori specifici: Tecnologia, Talento e Tolleranzta americano, la presenza di individui creativi dovrebbe essere più alta nei contesti urbani caratterizzati dalla presenza di imprmero di brevetti prodotti (la Tecnologia);(il Talento) e di un numero rilevante di stranieri e omosessuali (la Tolleranza).
Il cuore delle analisi di entrambi gli studiosi sta nel fatto di considerare la città come habitat creativo, capace di favorire il dispiegamento e lo sviluppo della creatività delle persone. Tuttavia, tale habitat non è caratteristica intrinseca di ogni città: si deve lavorare al fine di ottenerlo.
I dialoghi tra arte e territorio a cui la tesi fa riferimento non sono una novità dell'ultimo secolo, tuttavia il rapporto fra arte e città è divenuto sempre più complesso, in relazione al fatto che l'arte contemporanea abbia attivato nuovi schemi e nuovi attori originando importanza non solo della produzione artistica, ma anche degli eventi ad essa connessi. L'arte contemporanea si caratterizza sempre di più come strettamente collegata all'economia, in guanto genera sempre maggiori legami tra artisti, galleristi, curatori, musei, appassionati del settore e collezionisti, ovvero attori del sistema che vengono attratti dalle città in grado di ospitare l'arte e creare una vetrina per un mercato che diventa progressivamente sempre più internazionale.
Nelle città postindustriali in cerca di una riconversione del proprio modello di sviluppo, l'arte contemporanea, ed in generale la cultura vengono viste come possibile fattore di promozione di un diverso assetto economico A questo si lega anche l'idea che l'educazione artistica possa contribuire ad un innalzamento del livello culturale della popolazione e che essa favorisca l'accesso ad una sfera di significati simbolici ed espressivi da parte di ceti che ne erano tradizionalmente esclusi, rafforzando concetti di integrazione sociale e collettività.
Infatti, se da un lato si è progressivamente riconosciuto un importante impatto economico legato all'arte, non si deve dimenticare che questa genera principalmente significativi impatti sociali.
L'arte esprime l'individuo e la collettività, l'arte riempie lo spirito e la mente, l'arte unisce, appassiona ma soprattutto emoziona, arricchisce e ispira. L'arte è un mezzo di espressione che afferma la propria identità, che valorizza, è occasione di partecipazione, di dialogo, l'arte innesca riflessioni e stimola la mente, l'arte è crescita.
E' esemplificativo come negli ultimi anni infere città abbiano basato la propria strategia di sviluppo o la propria identità in rapporto all'arte contemporanea: si pensi al caso emblematico di Bilbao con il museo Guggenheim progettato da Frank 0. Gehry ed al conseguente "effetto Bilbao".
E' vero che quando si parla di tale effetto ci si riferisce in particolare all'architettura spettacolare che caratterizza i musei, ma generalmente i progetti di grandi spazi per l'arte contemporanea rientrano in progetti urbanistici di grande scala che puntano a riorganizzare parti di città attraverso l'inserimento di nuove funzioni culturali.
La mia tesi triennale analizzava proprio questo tema rifacendosi a studi che risalgono alle teorie di Walter Santagata.
La tesi sosteneva che l'arte contemporanea contribuisce al rafforzamento del sistema culturale cittadino e conferisce internazionalità all'immagine della città poiché per attrarre gli attori del sistema, le città devono adoperarsi nel costruire un clima culturale che promuova e investa per la cultura offrendo la possibilità a questo di radicarsi ed attivarsi.
L'arte contemporanea crea un clima effervescente, ricco di eventi, iniziative e stimoli ed è occasione per la rifunzionalizzazione di spazi dismessi e beni degradati ed in declino. Si adatta alla forma di questi e dà loro nuova vita e valore aggiunto.
Attraverso l'analisi di alcuni casi studio come il Dashanzi Art District di Pechino e la ricostruzione di Gibellina, in cui le politiche di sviluppo urbano erano state focalizzate sul radicamento dell'arte contemporanea all'interno della città, era possibile comprendere perché tal approccio aveva funzionato in alcuni casi e fallito in altri.
La conclusione era che i fattori determinanti il successo importante sta nel capire che l'arte contemporanea è u sistema e può contribuire allo sviluppo del territorio solo se si manifesta come tale.
La nuova arte è infatti il risultato di una complessa e radicata relazione fra espressione artistica (generalmente spinta da una continua ricerca della novità a livello di linguaggi, tecniche e media) e mercato dell'arte (il cui modello ha origine in Francia nella seconda metà dell'Ottocento, con gli Impressionisti e la loro contrapposizione alla rigidità accademica) e il sistema a cui mi riferivo è composto da artisti, critici, galleristi, curatori, editori del settore, studiosi, collezionisti ed appassionati a diverso titolo.
Non è quindi solo l'opera d'arte singola a contribuire alla crescita territoriale, ma sono una serie di fattori che partono dall'investimento di risorse e si sviluppano attraverso molteplici eventi ed iniziative per la formazione artistica, il commercio e la comunicazione al pubblico.
La corsa alla creatività e alla cultura è una possibile strada da percorrere e Torino è una città che negli ultimi anni ha scommesso su questo aspetto, elaborando strategie di sviluppo legate alla cultura e all'arte contemporanea.
Se due anni fa arrivavo ad analizzare gli attori principali della scena contemporanea torinese, ora vorrei fare ancora un passo avanti scandagliando maggiormente le dinamiche della città e la presenza di realtà emergenti, diversi tipi di organizzazioni ed eventi.
In particolare la mia attenzione vuole concentrarsi su Paratissima, manifestazione di arte contemporanea che dal 2005 si svolge a Torino nel mese di novembre, in concomitanza con il weekend delle arti contemporanee.
Il motivo di tale scelta sta nel fatto che vedo l'evento sia come caso di interessante relazione fra l'arte e il territorio, sia come modello organizzativo innovativo.
Tramite l'analisi dell'evento è possibile osservare le diverse modalità di interrelazione con il territorio. Vi sono infatti state negli anni diverse forme di distribuzione dell'evento: dalla diffusione nella città alla concentrazione in unico luogo.
Inoltre, dal punto di vista organizzativo, è registrabile un'attitudine alla collaborazione ed all'autogestione per una completa sostenibilità economica. Questo fornisce l'occasione di inserire l'evento nelle tendenze organizzative contemporanee e capire come oggi si organizza un evento culturale.
Sviscerare la struttura organizzativa di Paratissima vuole essere dunque occasione per capire cosa voglia dire progettare in ambito culturale e come rendere realizzabile un progetto che parta dal basso.
Allo stesso tempo, analizzare il rapporto che Paratissima ha con il territorio permette di addentrarsi nelle diverse modalità di relazione con il contesto e nei diversi atteggiamenti che si possano adottare nei confronti della città ospitante, verificando il valore aggiunto sia per l'evento artistico che per la città ospitante.
Saranno presenti, dunque due grandi direzioni di analisi a livello organizzativo e a livello territoriale.
Contestualizzare Paratissima significherà dunque:
-capire come si progetta un evento culturale
-capire quali sono le tendenze del sistema dell'arte contemporanea oggi
-capire cosa succede a Torino in relazione a questo settore
Attraverso tali studi ed il confronto con altri eventi artistici vorrei infine giungere ad un’analisi finale che metta in luce eventuali "punti deboli" dell'evento Paratissima e possibili linee di crescita, miglioramento e sviluppo
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