Convento di Sant’Agostino a Savigliano: proposte per il recupero degli ambiti esterni
Jessica Tesio
Convento di Sant’Agostino a Savigliano: proposte per il recupero degli ambiti esterni.
Rel. Carla Bartolozzi. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2014
Abstract
Il presente elaborato è frutto di una ricerca in merito alla riqualificazione del Convento di Sant’Agostino, che nel corso degli anni ha assunto forme e destinazioni d’uso sempre differenti e in costante evoluzione.
Ed è proprio questo cambiamento che ha messo in moto la voglia di approfondire le dinamiche evolutive dell’edificio in analisi, oggi punto di riferimento importante della città in quanto sede della Biblioteca Civica, dell’Archivio Storico, dell’Istituto Musicale Fergusio e del Centro Disabili Età Beta.
Si è partiti da uno stato di fatto attuale del convento, analizzando le condizioni in cui esso versa, sia dal punto di vista strutturale che architettonico. In tal modo si è potuto valutare il tipo di percorso da intraprendere per migliorarlo nel suo complesso ed arrivare a definire degli interventi.
Va da sé che per portare avanti un discorso di questo genere bisogna non solo conoscere lo stato architettonico dell’opera, ma anche analizzare e studiare la sua storia e la sua evoluzione nel tempo. Solo in questo modo si potranno avere le conoscenze necessarie per intervenire correttamente.
Normalmente, in una struttura similare, si procederebbe con un accurato rilievo architettonico affiancato allo studio della storia dello stesso, arrivando a tracciare un quadro completo. Purtroppo per il Convento di Sant’Agostino questo discorso è stato più difficile. Infatti, se dal punto di vista storico la reperibilità di materiale e informazioni non è complicata, la parte riguardante il rilievo è più difficile. Questo perché nel convento coesistono una serie di attività molto diverse fra loro che hanno portato nel tempo ad una composizione degli spazi e delle murature interne secondo le esigenze delle stesse. In più molti locali sono inaccessibili al pubblico per questioni di riservatezza.
Ciononostante, grazie ad un’attenta ricerca negli uffici comunali, si sono trovati dei rilievi parziali contemporanei. Unendo questi alle misurazioni in loco, come si vedrà nel corso dell’elaborato e nelle tavole grafiche, si è giunti a una rappresentazione dello stato di fatto che rispecchia in maniera veritiera ciò che nei giorni nostri è il Convento di Sant’Agostino.
Avendo definito e risolto questa problematica, il lavoro può compiere il suo percorso prefissato e meglio definito nei capitoli successivi, ma se ne vogliono comunque dare dei cenni per conoscere a grandi linee i passaggi.
Conclusa la ricerca storica e i rilievi architettonici, congiuntamente all’analisi strutturale e qualitativa dell’edificio è stato possibile concludere che il convento desta in buone condizioni di impianto.
Grazie a queste considerazioni è semplice capire che un intervento invasivo non è necessario ma bensì ci si approccia in modo differente, ovvero dopo la restituzione grafica dei rilievi congiunti e dei sopralluoghi in loco è stato possibile definire un orientamento che indirizzasse il progetto verso le aree esterne del complesso, essendo esse in condizioni pessime, poco fruibili e in parte in disuso.
Come si vedrà già a partire dal primo capitolo è di fondamentale importanza l’analisi di interventi similari, per conoscere meglio metodi e strategie vincenti e che portino ad un risultato ottimo non solo dal punto di vista qualitativo ma anche in termini di fruibilità degli stessi.
Relatori
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