Formula e mobile Pit building: progetto tecnologico di un padiglione temporaneo per eco-gara automobilistica
Alice Giada Podner Komaromy
Formula e mobile Pit building: progetto tecnologico di un padiglione temporaneo per eco-gara automobilistica.
Rel. Gabriella Peretti, Corrado Carbonaro, Giulio Ventura. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per La Sostenibilità, 2014
Abstract
Il tema di questa tesi nasce dall’esperienza di tirocinio presso lo studio di architettura Teresa Sapey di Madrid. Durante i sei mesi trascorsi come stagista, uno dei progetti ai quali ho lavorato assieme al team di giovani architetti dello studio, è stato un concorso di architettura al quale lo studio è stato invitato nell’aprile 2013 da parte della FIA, la Federazione Internazionale dell’Automobile.
Dal 2012 la FIA è impegnata nell’organizzazione del primo campionato di Formula E, una gara automobilistica, come la Formula Uno, con vetture monoposto a motore elettrico. L’oggetto del concorso era la progettazione del “Formula E Mobile Pit Bulding” ovvero una struttura che racchiudesse gli spazi per ospitare le funzioni vitali del campionato: i box delle scuderie e l’area VIP, e che fosse in grado di rispondere ad alcuni particolari requisiti come leggerezza, trasportabilità, flessibilità, che possono essere ricollegati al tema della temporaneità in architettura.
Il progetto proposto dallo studio Teresa Sapey non è stato selezionato, il mio personale interesse per il tema della temporaneità in architettura mi ha fatto quindi riprendere da capo il tema del concorso e svilupparlo autonomamente come progetto della tesi di laurea magistrale.
Il progetto ha richiesto una fase preliminare di analisi del concetto della temporaneità in architettura. Dopo una definizione dell’architettura temporanea, ne sono state ricostruite la storia e l’evoluzione.
Dopo aver visto gli sviluppi dell’architettura temporanea, dall’antichità fino al giorno d’oggi, con una serie di esempi significativi di architetture effimere, ne sono state descritte le tipologie d’uso esistenti e le tecniche costruttive più utilizzate, molto diverse dalle tecniche costruttive dell’architettura tradizionale.
Terminata l’analisi dell’architettura temporanea, dalla quale sono stati ricavati molto spunti progettuali e ispirazioni per il lavoro successivo, si è potuto passare alla progettazione.
Per poter attuare il progetto è stata necessaria l’analisi del concorso, delle sue modalità di svolgimento e quindi delle esigenze dalle diverse categorie di fruitori del Mobile Pit Building, ricavate anche dal briefing di concorso.
Il progetto realizzato si definisce “tecnologico” perchè più che sulla forma architettonica, il lavoro svolto è incentrato sulle tecnologie utilizzate per rispondere ai requisiti richiesti al progetto.
Relatori
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