Connettere, trasformare, filtrare : il progetto del super-ilôt come strumento di (ri)appropriazione dello spazio pubblico nel quartiere Panier di Marsiglia
Alessandro Piero Napione
Connettere, trasformare, filtrare : il progetto del super-ilôt come strumento di (ri)appropriazione dello spazio pubblico nel quartiere Panier di Marsiglia.
Rel. Silvia Gron, Luca Staricco, Jean-Marc Huygen. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2015
Abstract
I pescatori che venivano da Ischia o da Procida vivevano ammassati nella case del Panier. Pasta e canzoni erano gli ingredienti di quella nostalgica allegria baciata dalla luce di una città in cui c'era posto per tutti. [...] Panier, il cuore di Marsiglia, «il quartiere della vergogna», ha sempre avuto il «difetto» di essere un concentrato di vita. Un groviglio di vicoli in cui si intrecciano storie, codici, misteri, allegria, disperazione.
L’elaborato di tesi presentato è nato grazie alla mia esperienza erasmus in Francia, più precisamente a Marsiglia. Si tratta di un percorso iniziato all’École Nationale Supérieure d’Architecture de Marseille e continuato al Politecnico di Torino. La tesi propone un progetto polifunzionale nel quartiere Panier, quartiere storico di fondazione della città di Marsiglia, considerato dagli storici come il più antico di Francia.
Marsiglia, seconda città di Francia dopo Parigi come numero di abitanti e prima città francese come superficie, è la città più antica della nazione, nata dall’incontro del popolo greco, emigrato verso ovest, e alcune popolazioni della penisola italica. Dall’incontro di questi due popoli, nacque una città che, col passare dei secoli, si affermò come uno dei porti più importanti e influenti del Mediterraneo; la presenza del porto in questa città ne ha determinato fortemente il suo sviluppo economico e sociale.
La cité phocéenne, questo grande contenitore di vite e di culture differenti possiede un grande fascino, dato dalla sua storia e dal suo dinamismo.
Si conosce poco della città al di fuori dei confini nazionali, si tratta di una delle città europee più colpita da pregiudizi e stereotipi, dentro e fuori i confini francesi. Tuttavia, l’esperienza di passare undici mesi in questa città, il vivere da abitante e non da turista porta ad apprezzare la città e la diversità dei suoi abitanti, imparando a vivere e condividere ogni momento della giornata con persone di provenienza, religione e lingua differente, esperienza che ha comportato (prima di tutto) una crescita personale; la diversità costituisce di fatto la ricchezza culturale di questa città.
La compresenza di diverse culture, che costituiscono e caratterizzano Marsiglia, si riflette all’interno del suo quartiere di fondazione: il quartiere Panier.
Il Panier, il più vecchio quartiere di Francia, può essere considerato come un mondo. A partire dall’insediamento greco, questo frammento di territorio non ha ancora smesso di essere occupato, ricostruito, riutilizzato, restaurato da, ormai, 26 secoli. Il Panier conserva la storia di Marsiglia e delle civilizzazioni mediterannee, custodendo le tracce dell’immigrazione durante i secoli. Nonostante sia interessato, ormai da qualche anno, da un recupero a fini turistici, si assiste a una eterogeneità di categorie sociali che coabitano insieme, e vivono in rispetto reciproco.
Il Panier, ha preso il nome da una strada la quale, anch’essa, tempo addietro prese il nome da un albergo posizionato su questa strada. In francese, la parola panier significa cesta, cestino oppure paniere. Si tratta di un contenitore che accoglie più alimenti utilizzati nei pasti quotidiani. Il Panier può essere allegoricamente considerato in questo modo, ovvero un grande contenitore dove diversi elementi (persone di cultura ed origine differente) interagiscono tra loro.
Il quartiere gode di una posizione centrale, molto vicino al Vieux- Port, con dei limiti sfocati e senza un’entità amministrativa ufficiale.
Non è il centro di Marsiglia anche se è posizionato al centro; può essere considerato non tanto come il cuore della città, ma piuttosto come un polmone o come un rizoma, con il quale si collega e si relaziona.
Marsiglia fonda le proprie origini con la nascita del quartiere Panier. Rispetto agli altri quartieri della città ha una vicenda differente da raccontare, non solo per la sua importanza storica. Negli ultimi due secoli, le trasformazioni haussmanniane, i conflitti bellici, le massicce ondate migratorie hanno profondamente modificato e caratterizzato il quartiere.
Dagli inizi del novecento, fino agli anni posteriori alla seconda guerra mondiale, Il Panier accolse molte famiglie di immigrati prima dall'Italia, dalla Spagna e dalla Corsica e poi dal Maghreb, in cerca di un lavoro e di una migliore qualità della vita. Il conflitto bellico della seconda guerra mondiale contribuì a modificare profondamente il quartiere; le truppe di dominio nazista distrussero con la dinamite buona parte delle abitazioni del quartiere e molte persone vennero deportate nei campi di concentramento in Germania.
Il Panier nasconde un grande valore storico e sociale per gli avvenimenti che lo hanno caratterizzato soprattutto negli ultimi due secoli.
Gennaro Izzo, quando arrivò, sapeva bene che si sarebbe dovuto trovare un lavoro. Un lavoro qualunque. Un lavoro duro, umile, di quelli che i francesi schifano. Magari lo scaricatore di porto, il cosiddetto cane da banchina. Ma lui era italiano, quindi il tono dispregiativo si sarebbe affievolito con il semplice nomignolo «maccherone». [...]Marsiglia è sempre stata un'utopia divenuta realtà. Perché appartiene alla gente. [...] La tragedia di una guerra vissuta dove lo aveva portato il destino, quando la città era inondata di sangue. Sangue e macerie. Le macerie delle demolizioni. Sorte che toccò al Panier, il quartiere che spunta sulla collina e domina il porto, considerato un covo di ribelli. [...]! nazisti tentarono di distruggerlo facendo saltare in aria case e palazzi. «Un virus letale per il mondo occidentale» così lo definirono. [...]
Il Panier resta il Panier. Non si può cambiare la sua storia. Così come quella della città. Al Panier, in ogni epoca sono sbarcate persone senza un soldo in tasca. Era il quartiere dell’esilio. Degli immigrati, dei perseguitati, dei senzatetto, dei marinai. Un quartiere di poveri3
Le mura, le finestre, le strette strade in pendenza, le scalinate esterne nascondono prima di tutto una storia di sofferenza, ma anche di vita, speranza.
Questi temi sociali e storici fanno parte di alcune delle tematiche principali affrontate durante la mia permanenza a Marsiglia, più precisamente all’interno dei corsi «Relation et soutenabilité» e «Relation et sobriété» coordinati dal prof. Jean-Marc Huygen, incentrati entrambi sul quartiere.
I temi proposti nei due atelier sono stati la base per lo sviluppo di un progetto nel quartiere Panier, iniziato a Marsiglia e terminato al Politecnico di Torino.
Il percorso di Doppia Laurea (LLP Doublé Degree) sostenuto a Marsiglia si è concluso con la presentazione del progetto finale PFE, projet de fin d’études. Il tema del Panier, proposto in entrambi gli atelier, è stato sviluppato e completato a Torino e sarà oggetto di questa tesi.
Le tematiche sociali e storiche precedentemente affrontate faranno parte del primo capitolo della tesi. In questa prima parte, si parlerà dello sviluppo della città di Marsiglia dall’epoca ellenistica fino ai giorni nostri per poi ridurre la scala d’interesse e concentrarsi sul quartiere Panier.
Il secondo capitolo tratta, più nello specifico, il Panier; partendo da una prima contestualizzazione di carattere storico, il capitolo si sviluppa con un’analisi del quartiere su più livelli. Partendo da un’analisi dello sviluppo del tessuto urbano del quartiere durante i secoli, il capitolo devia con una digressione storica sulle vicende che hanno caratterizzato la salvaguardia del quartiere soprattutto nell’ultimo secolo. Segue l'analisi tipologica del quartiere che parte dallo studio degli isolati urbani del Panier, per poi passare all’analisi della singola cellula abitativa; da questo punto, la tesi entra nello specifico con la descrizione dei materiali da costruzione comunemente utilizzati nelle abitazioni del Panier, per poi chiudere con lo studio delle facciate e del loro ritmo caratterizzante il quartiere.
Dopo i primi due capitoli di analisi, il terzo capitolo introduce quello che poi sarà il tema principale del progetto. Il capitolo parte con una critica verso il modello attuale di disgregazione insediativa che caratterizza buona parte della grandi città odierne, relazionato ai problemi ambientali prodotti dall’utilizzo, spesso superfluo, di mezzi di trasporto privati. Da questa prima contestualizzazione del problema, la tesi affronta l’analisi del concetto di supermanzana, inteso come strumento di riorganizzazione della mobilità urbana e dello spazio pubblico. Infatti ciò che ci si pone è anche il problema di cosa sia oggi lo spazio pubblico; se prima della nascita dei mezzi di trasporto a combustibili fossili «la strada» coincideva quasi interamente con lo spazio pubblico (occupata spontaneamente dalla società come luogo di relazioni sociali) oggi lo spazio pubblico è fortemente ridotto, mentre si tende a dare più importanza agli spazi della mobilità veicolare. Il concetto di supermanzana, con la sua applicazione in alcune città della Spagna, cerca di dare un’efficace risposta al problema; seguirà un’analisi di alcune delle supermanzanas spagnole, al fine di capire la reale efficacia e i risultati ottenuti dalla loro applicazione.
Il quarto capitolo inizia con la descrizione della situazione attuale di mobilità di Marsiglia, per poi entrare più approfonditamente nell’analisi della mobilità interna del Panier. L’analisi permetterà di individuare alcune delle criticità attuali del quartiere (mancanza di un efficiente trasporto pubblico, parcheggio anarchico...) per poi passare all’applicazione del concetto di supermanzana nel quartiere Panier. Seppur la supermanzana sia un concetto nato ed applicato nelle città spagnole, l'analisi del terzo capitolo ha permesso di filtrare alcuni tra i dispositivi utilizzati negli esempi spagnoli, per poi applicarli efficacemente al Panier. La supermanzana si configura quindi come uno strumento utile e facilmente applicabile in differenti realtà. In questa maniera la tesi affronta la prima parte del percorso progettuale, ovvero la redazione del progetto del super-îlot del Panier.
Il super-îlot del Panier rappresenta la prima parte del progetto presentato in questa tesi poiché nel quinto capitolo è presentata la proposta relativa all'area di progetto con l’inserimento di un nuovo edificio. Dopo la prima fase progettuale (la creazione del super-îlot del Panier) verranno individuati dei punti strategici in cui è possibile realizzare alcuni parcheggi pubblici che potranno (insieme a quelli già esistenti) attivare la strategia del super-îlot. Vengono così individuati una serie di punti interni ed esterni al Panier (per lo più vuoti urbani o edifici dismessi) capaci di diventare futuri parcheggi pubblici.
Nel progetto di tesi verrà approfondito nello specifico un lotto urbano, posizionato nella parte nord-est del quartiere, all’interno del perimetro del Panier. Il lotto di progetto, con vocazione primaria di parcheggio pubblico, è situato in una posizione strategica che permetterà di attivare una serie di dispositivi che, insieme alla sua funzione primaria di parcheggio, permetteranno agli abitanti una riappropriazione spontanea dello spazio. Il nuovo edificio avrà più funzioni, insieme alla sua vocazione originaria di parcheggio pubblico.
- Abstract in italiano (PDF, 2MB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 2MB - Creative Commons Attribution)
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