Analisi energetica di abitazione monofamiliare in tre contesti climatici del Cile
Pedro Rojas Retamal
Analisi energetica di abitazione monofamiliare in tre contesti climatici del Cile.
Rel. Marco Filippi, Cristina Becchio. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2013
Abstract
Questo lavoro propone l’analisi energetica di un’abitazione monofamiliare in tre diverse zone climatiche del Cile. Lo studio è realizzato attraverso l’adattamento al contesto cileno della norma tecnica UNI/TS 11300-1 “Prestazione energetica degli edifici parte 1: Determinazione del fabbisogno di energia termica dell’edificio per la climatizzazione estiva ed invernale”, recepimento della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia, che definisce le linee guida per l’applicazione in Italia della norma UNI EN ISO 13790:2008 con riferimento al metodo mensile semplificato quasi-stazionario per il calcolo dei fabbisogni netti di energia per riscaldamento e per raffrescamento1.
La necessità di valutare le prestazioni energetiche degli edifici è diventata una questione d’importanza sempre più crescente. Il Cile dagli armi 90’ ha dovuto far fronte a crisi energetiche che hanno costretto il Paese a rivedere le proprie fonti di approvvigionamento. In questo scenario nascono le prime politiche per limitare il consumo energetico e l’attuale normativa denominata “Reglamentación Tèrmica”. Questa normativa, nata con l’obiettivo di limitare le dispersioni termiche nel periodo invernale e di conseguenza consumare meno energia per il riscaldamento, è stata oggetto di studi 2, atti a testare la sua efficacia nel garantire un reale risparmio energetico. Le ricerche hanno evidenziato le non poche criticità della normativa: essa non prevede limiti per la ventilazione degli ambienti; considera valori limite ancora elevati di trasmittanza termica degli elementi d’involucro e non ne prevede alcuno per i solai inferiori contro terra, non considera misure per limitare le dispersioni dovute ai ponti termici; non considera né gli apporti interni né quelli solari. Viste tutte queste lacune, la ricerca si pone come obiettivo la verifica della normativa termica cilena attraverso la norma UNI/TS 11300-1.
Una delle caratteristiche del Cile è la sua notevole estensione territoriale: dalle zone desertiche del nord si estende fino ai territori freddi della Patagonia cilena nel sud. Questa diversità territoriale è stata considerata dalla “Reglamentación Térmica”, che sulla base dei gradi-giorno di riscaldamento annuali suddivide il territorio in sette zone climatiche. Per ogni zona stabilisce, inoltre, limiti di trasmittanza termica per coperture, pareti e solai inferiori ventilati, e una percentuale massima di superficie finestrata per ciascun edificio. Per questo studio sono state scelte tre di queste zone climatiche dalle caratteristiche molto diverse: una al nord dal clima caldo, un’altra al centro, dal clima mediterraneo, e una all’estremo sud dal clima piuttosto rigido. Dato che la normativa cilena “Reglamentación Térmica” si applica solo al settore residenziale, come oggetto di studio si è scelto un’abitazione monofamiliare isolata a un piano di circa settanta mq, una tipologia abitativa molto diffusa lungo tutto il Paese. Per le specifiche termotecniche degli elementi d’involucro si è fatto riferimento al “Listado Oficial de Soluciones Constructivas para Acondicionamiento Térmico”4, documento ufficiale allegato alla normativa termica cilena, in cui sono definite le soluzioni costruttive e le trasmittanze termiche dei componenti dell’involucro per ogni zona climatica. Infine sono state definite le relative zone termiche. Il primo passo dello studio ha previsto il reperimento dei dati climatici: in Cile non esistono dati climatici convenzionali per calcoli termotecnici, quindi per analizzare l’edificio nei diversi contesti climatici del Cile sono stati utilizzati i file climatici disponibili sul sito del Dipartimento per l’Energia degli Stati Uniti5. Per i dati riguardanti l’irraggiamento solare su superfici non orizzontali, si sono utilizzati quelli di una ricerca universitaria cilena 6. Una volta raccolti tutti gli elementi necessari per l’analisi, tramite fogli di calcolo elettronici, sono stati ricavati il fabbisogno di energia termica per il riscaldamento e il raffrescamento, la durata della stagione di riscaldamento/raffrescamento ed il carico termico di progetto in ogni zona climatica.
I risultati dei calcoli effettuati sull’abitazione tipo indicano che in tutte e tre le zone climatiche, i valori del fabbisogno termico per il riscaldamento delle abitazioni costruite secondo la normativa termica cilena, sono molto elevati. Questo mette in dubbio la reale efficacia della normativa nata con lo scopo di limitare il consumo energetico invernale. Se si considera inoltre che tale normativa non si applica alle abitazioni costruite prima della sua entrata in vigore , diviene evidente che se si vogliono ridurre i consumi energetici nel settore residenziale è necessario migliorare la “Reglamentación Térmica”. Strumenti di valutazione come le norme UNI 11300 adattate ai diversi contesti come in questa ricerca, potrebbero servire da supporto alle politiche di sostenibilità ambientali ed energetiche nei diversi Paesi.
Relatori
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