Multipolarità e forma urbana : l'analisi quantitativa e percettiva dell'area metropolitana torinese
Francesca Paolucci, Emma Siliberto
Multipolarità e forma urbana : l'analisi quantitativa e percettiva dell'area metropolitana torinese.
Rel. Alfredo Mela, Giovanna Perino. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Paesaggistico-Ambientale, 2013
Abstract
La questione delle Aree metropolitane ha alle spalle un lungo percorso, che è stato oggetto di numerosi studi e ricerche, ognuna riferita a differenti aspetti. L'obiettivo dell'elaborato è quello di analizzare la questione dell'Area Metropolitana Torinese (AMT), non esclusivamente da un punto di vista istituzionale, ma affrontando il tema dello sviluppo multipolare che caratterizza l'area oggetto d'esame, attraverso l'integrazione di indagini di tipo qualitativo e quantitativo.
La prima parte dell'elaborato si propone di richiamare i principali elementi che hanno caratterizzato il dibattito socio-geografico delle Aree metropolitane e di indagare i principali criteri teorici di definizione delle stesse, con particolare riferimento alla loro natura funzionale, intesa come caratteristica distintiva del fenomeno metropolitano; a tal proposito, segue la descrizione di alcune esperienze americane ed italiane. All'interno dello stesso capitolo, si sono presentati inoltre, i principali provvedimenti normativi succeduti in Italia dal 1990 in materia di "Città metropolitana".
Nel secondo capitolo si è innanzitutto approfondito il tema relativo al processo di definizione della Città metropolitana torinese. In particolare, si è descritto l'iter ripercorrendo l'esperienza dei comprensori, le iniziative di adeguamento alla Legge n.142 del 1990, le differenti esperienze di pianificazione strategica, sino ad arrivare alle vicende dell'ultima fase, relative alla Legge n.153 del 2012 e al "Decreto Deirio" dello stesso anno. Attualmente, le disposizioni in materia confermano che la Città metropolitana dovrebbe assumere le dimensioni territoriali delle provincie preesistenti; in riferimento al tema, sono state riportate nell'elaborato alcune delle considerazioni espresse da parte di testimoni qualificati ed esperti, intervistati con lo scopo di integrare le considerazioni sull'attuale dibattito relativo alle Aree metropolitane, oltre a rafforzare il confronto tra saperi esperti, appartenenti a differenti tradizioni disciplinari.
Ad integrare questa seconda parte dell'elaborato, un'indagine sulle caratteristiche della struttura sociodemografica dell'Area Metropolitana Torinese. Un'analoga ricerca, pubblicata nel 1997, è stata condotta dall'Istituto di Ricerche Economiche e Sociali del Piemonte (IRES). L'obiettivo era quello di effettuare un'analisi delle linee fondamentali di articolazione spaziale della struttura sociodemografica, economica, occupazionale e socio-professionale dell'Area metropolitana, in base ai dati dei Censimenti della popolazione e delle attività economiche al 1991, confrontati con quelli del 1981, per evidenziare le trasformazioni intervenute nel corso del decennio.
L'ambito spaziale di applicazione dell'analisi è quello riferito, oltre allo stesso Comune di Torino, ad un insieme di 108 comuni della provincia torinese, organizzati secondo le cinture metropolitane. Nello specifico, è stato proposto l'aggiornamento relativo alla parte sociodemografica, con riferimento ai Censimenti del 2001 e del 2011, mantenendo costante oltre all'articolazione secondo cinture, anche il confronto dei dati sulla popolazione residente e sulla sua composizione per classi d'età, ai quali si è scelto di aggiungere quelli relativi alla popolazione straniera. Il prodotto di tale confronto è rappresentato da Carte tematiche inserite all'interno dell'elaborato, che hanno lo scopo di descrivere la distribuzione spaziale dei suddetti fattori nei differenti comuni.
L'ultima parte del secondo capitolo ha analizzato la tendenza al decentramento di alcune funzioni di elevata qualificazione all'interno dell'Area Metropolitana Torinese, la quale ha caratterizzato uno sviluppo territoriale multipolare, basato su alcuni dei principali assi dell'area di studio.
Pertanto, il paragrafo si pone la finalità di analizzare, attraverso fasi differenti, quelle che ad oggi risultano essere le polarità attuali e potenziali che vi insistono.
L'indagine, ha preso spunto da una ricerca condotta da IRES Piemonte nel 2008, che provvedeva all'individuazione di tali polarità, con l'obiettivo di fotografare il contesto e l'organizzazione spaziale propria del territorio metropolitano, secondo una struttura "per quadranti". A seguito dell'esperienza di tirocinio formativo condotto presso il centro di ricerca sopra citato, si è voluta portare a termine l'attività di aggiornamento del suddetto documento, che in seguito è diventato spunto di elaborazione di parte della tesi.
Le fasi di aggiornamento sono state principalmente tre, di seguito presentate. La prima ha previsto l'elaborazione di tabelle che mettono a confronto le polarità citate nel documento, con i principali elementi di rilievo individuati all'interno dell'area oggetto d'esame. Particolare attenzione è stata posta alla suddivisione di quest'ultimi secondo "funzioni rare", legate alle università e ai centri di ricerca, al tempo libero, ai poli tecnologici e alle imprese, alla sanità, al commercio, agli aeroporti e alla logistica.
La seconda fase ha avuto l'obiettivo di effettuare la valutazione dello stato di attuazione dei programmi e progetti che insistono su ciascuno dei quadranti metropolitani, al fine di individuare quali di questi potrebbero potenzialmente rappresentare delle polarità di rilevanza metropolitana. La valutazione riguarda principalmente "l'avanzamento dei lavori": viene indicato se tali progettualità sono in fase di elaborazione, di esecuzione, se sono state completate o mai confermate.
Alla luce di quanto emerso dalle due fasi fino ad ora descritte, si è giunti alla terza fase che ha previsto l'elaborazione di tabelle, che elencano tutte le polarità e i distretti "attuali" e "potenziali" individuati aN'interno dei quadranti Nord, Sud, Est ed Ovest.
Nello specifico, i Poli si riferiscono a quelle polarità che appaiono fortemente concentrate in un ambito spaziale relativamente ridotto, spesso connesse in modo puntuale; i Distretti sono formati, invece, da polarità le cui funzioni sono disposte in forma meno concentrata e che, pur richiedendo un grado elevato di accessibilità, non dipendono da un unico nodo. Inoltre, le polarità potenziali rappresentano quelle che sono "in divenire", ovvero quei progetti che potenzialmente potrebbero diventare polarità capaci di affermarsi alla scala metropolitana; quelle attuali sono d'altro canto, riferite alle polarità consolidate nell'ambito oggetto d'esame.
L'analisi delle polarità, si è conclusa con l'elaborazione di una Carta di Sintesi, riportata aH'interno del testo, che ha lo scopo di rappresentare la distribuzione di tutte le polarità e i distretti esaminati, attraverso l'individuazione dei principali assi di sviluppo multipolare che caratterizzano la struttura territoriale dell'AMT.
La terza parte della tesi, si pone l'obiettivo di applicare ai quadranti metropolitani, il metodo proposto da Kevin Lynch, urbanista e architetto statunitense attivo durante la seconda metà del '900, che ha approfondito il tema della percezione legato al contesto urbano.
Il metodo è stato adattato all'area di studio attraverso delle modifiche metodologiche; infatti, si fa riferimento alle percezioni derivanti dall'accesso al capoluogo torinese dai quadranti metropolitani, attraverso i principali assi di ingresso alla città, a bordo di un automobile, durante i numerosi sopralluoghi effettuati.
Dopo aver individuato gli "assi confine" che delimitano i quattro quadranti e quelli di accesso maggiormente utilizzati, è stata effettuata una ricognizione dei principali "elementi tipo" necessari all'applicazione dell'analisi percettiva (Paths, Edges, Nodes, Landmaks e Districts).
Il prodotto di quest'ultima parte, è rappresentato dall'elaborazione di tavole di analisi, contenute nell'elaborato, che hanno l'obiettivo di descrivere e rappresentare, in maniera più approfondita, i risultati derivanti dalle percezioni e impressioni registrate durante i sopralluoghi.
Il valore aggiunto della ricerca è legato principalmente all'integrazione dell'analisi percettiva, fin qui descritta, con gli elementi oggettivi derivanti da analisi di tipo quantitativo. L'innovazione metodologica infatti, è connessa all'utilizzo e all'elaborazione di alcuni dati di traffico, forniti dalla Società 5T, operante nel campo dei sistemi ITS e dell'infomobilità, che hanno permesso di oggettivare i risultati qualitativi.
Il punto di contatto tra la seconda parte dell'elaborato e l'ultima è dato, inoltre, dal riscontro della presenza di molte polarità metropolitane attuali, che vanno ad integrarsi con i risultati delle analisi empiriche applicate ai quadranti metropolitani.
Le conclusioni si propongono di sintetizzare la relazione riscontrata tra l'analisi delle polarità e quella percettivo-qualitativa, evidenziando le innovazioni nel metodo e nei contenuti, che hanno permesso l'elaborazione di alcune considerazioni finali e generali sulle tesi sviluppate nell'elaborato. La ricerca infatti, si presenta come pioniera di una nuova metodologia, che mai sin ota a\ie\ia puntato all'applicazione, ad una più ampia scala, del metodo basato sui criteri Lynchiani; si propone inoltre, di indagare il tema dell'Area metropolitana su nuovi aspetti che non siano esclusivamente legati alla sua istituzionalizzazione, ma che coinvolgano invece, i soggetti che la vivono.
Il documento dunque, segue un approccio multidisciplinare e propositivo che suggerisce di utilizzare lo strumento dell'analisi percettiva come supporto alla lettura dell'organizzazione territoriale: vi sono infatti, alcune funzioni fondamentali, di cui la forma della città può essere l'espressione; oltre tutto, se l'ambiente fosse visibilmente organizzato e precisamente definito, anche il singolo cittadino potrebbe impregnarlo di associazioni e significati, facendolo divenire un luogo rimarchevole e inconfondibile.
Relatori
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