Tracce nella neve : la funivia del Fürggen e Cervinia (1950-1952) : storia e progetto di valorizzazione
Giacomo Audano , Guido Chiappa
Tracce nella neve : la funivia del Fürggen e Cervinia (1950-1952) : storia e progetto di valorizzazione.
Rel. Sergio Pace, Roberto Dini. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2013
Abstract
Le trasformazioni che hanno investito la montagna negli ultimi due secoli hanno generato società ed economie di tipo nuovo, fondate sul rapporto, talvolta conflittuale, tra la popolazione stabile e quella fluttuante. Nuovi territori sono stati sviluppati ed urbanizzati, nuove tipologie edilizie sono state concepite, nuovi facili collegamenti hanno interessato valli un tempo legate solo in estate. Tutto è avvenuto grazie all’evoluzione tecnologica, a nuovi tipi di impianti, a nuove tendenze sociali e culturali, a forti spinte economiche.
Se è importante analizzare come ci è pervenuto un territorio sempre più antropizzato, altrettanto importanti sono gli interrogativi su come affrontare le situazioni dell’attualità. Innanzi tutto il dilemma sulla possibilità e sulla sostenibilità di un’ulteriore espansione in alternativa alla razionalizzazione e riqualificazione dell’esistente.
Anche senza il parere di sociologi o esperti del settore è evidente che i principali fenomeni insediativi che hanno investito la montagna hanno motivazioni di ordine culturale, sociale ed economico. Lo spopolamento di intere regioni è stato validamente contrastato dal turismo che d’altra parte consuma risorse non sempre rinnovabili. Quali sono state, e sono, le ricadute sull’urbanistica e sull’architettura? Quanto e come sono diverse le stazioni turistiche invernali nate dal nulla sui pascoli da quelle impiantate su una struttura insediativa preesistente? Come si raccordano gli aspetti internazionali ed omogeneizzati dell’architettura contemporanea con la varietà delle culture locali e la specificità dei luoghi di insediamento? Non si tratta solo di problemi di gusto, di tendenze, di moda, ma alle spalle si intravedono motivazioni più complesse a cui questa relazione fa fronte per giungere alla proposta di un nuovo progetto architettonico.
Il lavoro di analisi ha affrontato tutti gli stadi di evoluzione della località, suddividendo gli argomenti in ordine cronologico, per facilitare così la comprensione di ogni singola componente riguardo il Furggen.
La ricerca analizza le situazioni storiche inglobanti i problemi delle condizioni di vita della popolazione e le analisi delle influenze socio-culturali che l’ambiente ha registrato con l’intervento di culture “esterne”. La scoperta del Monte Cervino e la nascita dell’alpinismo sono state la causa di queste influenze, precorritrici di tutte quelle future. I primi aspetti edilizi della trasformazione, i progetti avveniristici, azzardati dall’entusiasmo del momento, e le reazioni che provocarono, sono gli argomenti trattati nei diversi capitoli.
Dopo l’alpinismo è lo sci ad avviare le cospicue trasformazioni del territorio, con le conseguenze del turismo d’èlite e infine di massa; l’aspetto economico, l’incremento delle attività commerciali, l’espansione edilizia e la situazione dei valligiani in rapporto alle presenze turistiche, sono gli argomenti precisati, in considerazione della loro importanza.
Iniziano i primi fenomeni di saturazione delle aree, emergono problematiche nuove, quali la viabilità e le comunicazioni, ma il Breuil diventa presto il polo di attrazione maggiore: una ricca borghesia arriva incuriosita per vedere il Cervino e per provare i nuovi impianti di risalita alle piste da sci.
Le funivie e i grandi nomi che ne pianificarono la costruzione sono il nodo centrale di questa ricerca poiché elementi determinanti nel processo di modificazione socio-economico- territoriale del Breuil. Architetti e ingegneri di fama esprimono tutto il talento Italiano nella creazione di opere mai viste sino allora.
Relatori
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