Milano EXPO 2015 - Cascina Merlata: la residenza popolare per una nuova cultura municipalista
Valeria Ghiotti Saluzzo
Milano EXPO 2015 - Cascina Merlata: la residenza popolare per una nuova cultura municipalista.
Rel. Gentucca Canella. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2013
Abstract
L’evento dell’Esposizione Universale del 2015 rappresenta per l’Italia e per Milano una grande occasione di crescita e sviluppo, con la creazione di nuove infrastrutture, il potenziamento di quelle esistenti e la realizzazione di nuovi ambiti urbani.
In questa tesi si è cercato di riflettere su quale possa essere il destino di quelle aree, a manifestazione conclusa, e quali strutture e funzioni possano divenire dotazione permanente per Milano e il suo territorio.
Le valutazioni su villaggi olimpici e villaggi delle precedenti esposizioni ha evidenziato una comune volontà da parte degli organizzatori di realizzare opere di grande visibilità Internazionale che molto spesso non hanno restituito nel tempo gli effetti desiderati; a distanza di anni si è constatato infatti che le riqualificazioni non sono avvenute e le strutture risultano in parziale disuso se non addirittura in stato di degrado. Con questa consapevolezza la tesi propone un approccio progettuale che guarda alla configurazione finale dell’intervento.
(L’occasione dell’Expo di Milano 2015, al di là dell’aspetto spettacolare di puro richiamo, pone in risalto alcune questioni di grande attualità e importanza che da anni interessano la gestione urbanistica e culturale di Milano: la prossimità, sulla stessa area, del Carcere di Bollate come elemento di filtro e di interscambio con il territorio e opportunità straordinaria per nuove politiche di socializzazione e inserimento al lavoro; la convenienza che Expo diventi localizzazione preferenziale per un Centro culturale islamico consolidato sui temi dell’accoglienza, del pluralismo, dell’integrazione sociale e culturale; l’attendibilità di rafforzare la storica direttrice territoriale della sepoltura dal Cimitero Monumentale al Cimitero Maggiore).
Il Masterplan, caratterizzato da elementi di permeabilità e riconoscibilità dell’insediamento, pone in risalato queste tematiche attraverso l’inserimento di diverse funzioni al suo interno e il collegamento visuale e fisico con i poli d’interesse presenti nell’area (Carcere di Bollate, la Fiera di Rho-Pero, il Cimitero Maggiore, l’Ospedale Sacco).
La parte conclusiva dell’elaborato di tesi si focalizza poi sull’intervento di edilizia residenziale previsto in un contesto di nuova formazione confinante con Expo, quale è l’area di Cascina Merlata, nella quale l’Amministrazione comunale di Milano ha previsto un piano di intervento di 320.000 mq di residenza sociale, convenzionata e libera.
In risposta al crescente fabbisogno abitativo di natura sociale che investe tutta la conurbazione e in particolare la città di Milano la proposta d’intervento si mostra come un’opportunità, configurandosi come un progetto sperimentale sul tema dell’alloggio popolare, capace di indicare nuove possibili modalità di intervento.
Il progetto ha come punti di forza l’integrazione con il contesto oltre alla ricerca di una elevata qualità architettonica degli spazi privati, pubblici e semipubblici.
Nella proposta di intervento viene affrontato il tema dell’alloggio popolare come nuovo campo di ricerca, cercando di riattivare, in contraddittorio con i progetti del concorso a inviti promosso dal Comune, la tradizione positiva di due interventi illustri in aree contermini al comparto Expo-Merlata: quello del Complesso Monte Amiata nel Quartiere Gallaratese a sud (Carlo Aymonino, Aldo Rossi, 1967-74), e quello del Quartiere residenziale IACP a Bollate a nord (Guido Canella, 1974-81), nei quali la esplicita destinazione sociale si è accompagnata a una originale ricerca tipologica e a una figurazione fortemente rappresentativa.
Relatori
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