Firenze 1865-1870: professionisti piemontesi negli anni del trasferimento della capitale
Riccardo Guglielminetti
Firenze 1865-1870: professionisti piemontesi negli anni del trasferimento della capitale.
Rel. Mauro Volpiano. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Restauro E Valorizzazione), 2012
Abstract
La tesi ha come argomento le opere, i progetti e le vicende riguardanti i professionisti di origine piemontese che hanno lavorato a Firenze negli anni in cui la città venne designata Capitale del Regno d’Italia.
Prima di tutto, però, è sembrato opportuno inserire qualche premessa a riguardo, nonché chiarire la metodologia operativa che ha permesso di redigere questo scritto.
Nella tesi, infatti, viene spesso utilizzato il termine ‘architetto’; sarebbe indubbiamente più corretto utilizzare un'altra parola, che meglio descriverebbe la figura professionale che contraddistingueva il periodo. I percorsi formativi erano numerosi e molto diversi tra loro: non esistendo la figura dell’architetto come oggi la conosciamo. La sua formazione poteva derivare da una carriera di stampo militare, oppure artistico, oppure ancora prettamente ingegneristico: ragion per cui sarebbe più giusto utilizzare il termine ‘professionista’.
Un’altra premessa è quella riguardante la scelta dei professionisti da trattare: non si tratta, infatti, di architetti di sola origine piemontese, bensì sono stati presi in considerazione anche coloro i quali hanno avuto importanti collaborazioni professionali in Piemonte.
L’argomento in questione è relativamente poco trattato e non esiste una vasta bibliografia a riguardo; senza dubbio, il libro principale che è stato consultato è quello di Piero Roselli, Osanna Fantozzi Micali, Brunella Ragoni e Elisa Spilotros, Nascita di una capitale, Firenze, settembre 1864/giugno 1865, Alinea editrice, Firenze 1985. Grazie al libro, è stato possibile avere un’idea su molti degli edifici analizzati, oltre che costituire una preziosa fonte di informazioni; naturalmente ci si è avvalsi di un ampio numero di scritti, ma nessuno tratta nello specifico deN’argomento della tesi, per cui è stato necessario risalire direttamente alla fonte originaria, consultando i disegni originali e i documenti relativi.
Per far ciò si è dovuto intraprendere un vasto lavoro di ricerca presso gli archivi italiani, per fortuna dotati di un efficiente sistema informatico di consultazione. Per primi si sono consultati l’Archivio di Stato e quello Storico di Torino, prima capitale d’Italia e quindi possibile fonte di documenti riguardanti questi lavori; sfortunatamente, non si è trovato molto.
Nella biblioteca Reale, invece, vi sono conservati numerosi scritti che sono stati utilissimi per meglio capire il clima politico del periodo e le opinioni riguardanti il trasferimento della capitale.
Successivamente il lavoro di ricerca è continuato a Firenze, negli Archivi di Stato e Storico; in particolare, in quest’ultimo è stata trovata una gran quantità di disegni riguardanti svariati progetti, che verranno esposti in seguito.
La maggior parte dei documenti e dei progetti degli edifici coinvolti nel trasferimento della capitale, però, sono stati trovati presso l’Archivio Centrale di Stato di Roma, che raccoglie tutte le normative, le leggi, le disposizioni e le decisioni ufficiali, e che, quindi, conserva anche questo tipo di documentazione,1 oltre che venire a capo ad un diverso organo amministrativo rispetto agli Archivi di Stato, come si evince dal grafico sottostante2:
A differenze di quanto trovato a Firenze, a Roma sono stati conservati anche tutti i documenti (pagamenti, note spese, lettere, solleciti e quant’altro) riguardanti diversi edifici, venendo a conoscenza anche di un progetto non menzionato dal Roselli ma che sembra appartenere a Comotto, uno delle figure professionali analizzate.
Una volta raccolto tutto il materiale, è stato fatto il punto della situazione riguardo i progetti raccolti, quelli di cui si è trovata solo la documentazione e quelli citati dal Roselli ma che non sono stati trovati. Successivamente, sono stati analizzati gli edifici in questione, anche con un raffronto con lo stato attuale.
In ultima fase, gli esiti del lavoro di ricerca, riportati qui sotto: essie illustrano i risultati generali che la tesi ha fatto emergere e ne riprendono, sintetizzandole, le linee principali, approfondendo l’argomento con alcune considerazioni.
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