Non perdersi: progettare i movimenti nello spazio aperto : il caso del Parco olimpico di Berlino e la nuova immagine di Pichelsberg Tip
Julia Jordan
Non perdersi: progettare i movimenti nello spazio aperto : il caso del Parco olimpico di Berlino e la nuova immagine di Pichelsberg Tip.
Rel. Matteo Robiglio. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Costruzione), 2013
Abstract
PREFAZIONE
La presente tesi tratta principalmente di orientamento dei cittadini nell’ambiente urbano, un tema che riveste una certa importanza al giorno d'oggi perché, alla base di un’architettura funzionale, è necessario lo studio dello spostamento (autonomo) dei singoli individui. percorsi pedonali, camminamenti, passerelle, collegamenti verticali ecc. Compito dell’architettura non è solo quello di garantire il benessere all’interno di un ambiente in senso sedentario ma, non di meno, anche quello di collegare le varie parti, di favorire l’attraversamento da un punto all’altro del territorio, una sorta di comunicazione fisica in diversi sensi.
Definizione di orientamento secondo il vocabolario Treccani: orientaménto s. m. [der. di orientare], lemma 2. b. nell’uomo, la capacità di orientarsi, come consapevolezza della reale situazione in cui un soggetto si trova, rispetto al tempo, allo spazio e al proprio io, risultante dalla sintesi di molteplici processi psichici (percettivi, mnesici, ideativi) che implicano insieme un sufficiente grado di lucidità della coscienza: avere, non avere o., o anche capacità d’o., e più spesso senso d’orientamento, che indica anche, più genericamente., la capacità di determinare il luogo dove ci si trova e conseguentemente di prendere la direzione esatta per raggiungere il luogo voluto.
Schindler Award 2010 “Access for All”: obiettivo generale del concorso è quello di valorizzare la parte occidentale del parco, più degradata nelle strutture e disorganizzata nella distribuzione delle parti, e di assicurarne l’accessibilità a tutti visitatori, a prescindere dal loro grado di disabilità. Quindi, da una parte, l’applicazione in architettura del diritto di uguaglianza, con particolare attenzione all’orientamento, a favorire quindi la capacità di percezione spaziale e di localizzazione autonoma; dall’altra, conferire al luogo quelle caratteristiche che lo rendano una meta attraente e memorabile. Il sito, oltre ad dover essere assolutamente praticabile, deve quindi diventare particolarmente interessante, sia da visitare in occasione
di grandi eventi ospitati nell’arena in date sporadiche durante l’anno ma dal massivo afflusso di visitatori, sia da vivere durante periodi ordinari di minor intensità ed eventualmente da esplorare come diversivo nel tempo libero. Obiettivo sarà trasformarlo in un luogo che offra esperienze - uniche, originali, da vivere lì e non altrove - conferirgli una nuova identità, rivitalizzarlo. Ma come può l’architettura dare un nuovo respiro alla vita di questo quartiere? Per rispondere a questa domanda, una volta individuati i problemi allo stato di fatto (barriere architettoniche, disorganicità e sconnessione fra le parti) si è proceduto a uno studio teorico sulla percezione umana dell'ambiente urbano. Questo ha permesso di circoscrivere il problema di fondo del sito: l’orientamento. L’obiettivo più specifico è quello di trovare una strategia accattivante per portare i visitatori dalla stazione della metropolitana leggera all’arena, soprattutto per la loro periodica mole, e al palaghiaccio, seppur in quantità minore. Qui entra in gioco il tema dell’architettura dei percorsi dolci, dei flussi, dei movimenti. L’accessibilità e la valorizzazione del sito sono due obiettivi che si intrecciano in quanto la qualità della forma urbana può influenzare anche il livello di accessibilità e viceversa. Questo significa non solo eliminare barriere architettoniche puntuali ma anche concepire un disegno dei percorsi in modo organico, percorsi che siano occasione di esperienze nuove e memorabili, percorsi confortevoli dal punto di vista sia fisico che psicologico. Infatti il comfort dovrà essere non solo ergonomico ma anche studiato per l’incolumità secondo il concetto di security-by-design: il visitatore si deve sentire a proprio agio non solo per la facilità di superare gli ostacoli ma anche perché si sente al sicuro in un ambiente di facile lettura, privo di punti ambigui, incogniti e insidiosi.
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