Faragola tra conservazione e sostenibilità : progetto di musealizzazione e valorizzazione del sito archeologico di Ascoli Satriano (FG)
Nadia Frullo
Faragola tra conservazione e sostenibilità : progetto di musealizzazione e valorizzazione del sito archeologico di Ascoli Satriano (FG).
Rel. Paolo Mellano, Marco Simonetti, Giulio Ventura. Politecnico di Torino, Master of science program in Architecture, 2012
Abstract
Oggetto della tesi è il progetto di musealizzazione e valorizzazione del sito archeologico di Faragola, nei pressi di Ascoli Satriano (Fg), quale esito di un processo di conoscenza, studio, analisi e approccio metodologico attento agli ambiti di tutela e conservazione dei beni archeologici.
A determinare la scelta di approfondire un tema di questo tipo sono state tre ragioni principali.
Prima fra tutte l'estremo interesse verso la disciplina del restauro; senza contare la volontà di confrontarsi con un tema progettuale, per lo più sottovalutato, ma in realtà pieno di insidie e per il quale è facile cadere in scelte progettuali sconvenienti, invasive e causa di alterazione del paesaggio. Infine, la poca considerazione da parte dei progettisti, tanto in ambito universitario quanto in ambito pratico, confermata, peraltro, dall'incertezza riscontrata nella definizione di appartenenza di questo tema ad un ambito disciplinare specifico da parte degli stessi docenti ha avvalorato la mia decisione di affrontare questo tema, e di farlo seguendo un approccio multidisciplinare, come decantato nella letteratura di settore. La collaborazione tra differenti discipline, nonostante abbia incrementato la complessità del lavoro, ha contribuito allo sviluppo di un progetto che, seppur suscettibile di revisioni e critiche, si pone l'obiettivo di soddisfare un ampio quadro di requisiti progettuali attraverso scelte documentate e giustificate che seguono, tra i molti considerati, principi di continuità discontinuità tra antico e nuovo, di riconoscibilità dell'intervento e di reversibilità finalizzata alla salvaguardia del manufatto archeologico. La scelta del sito archeologico di Faragola è motivata da diversi fattori: carattere di unicità ed eccezionaiità, la villa tardoantica di Faragola è infatti il primo caso di grande residenza rurale aristocratica tardoantica in Puglia, che si pone in continuità nei modi di vita aristocratici riscontrabili nella villa del Casale di Piazza Armerina, le cui manifestazioni di lusso e prestigio sono testimoniate dalla presenza di un esteso impianto termale, di un settore artigianale, di una cenatio con stìbadium in muratura, di pavimentazioni in marmo e pannelli in opus sedile marmoreo e vitreo. valore storico-culturale, il sito costituisce una fonte di informazioni rilevanti per la ricostruzione della storia del territorio apulo, e della sua frequentazione. Il preciso progetto architettonico e decorativo che distingue l'insediamento di Faragola, testimonia la presenza di una committenza aulica, colta con una forte volontà di autorappresentazione, caratteri già messi in luce dall'epistolario di Simmaco; valore paesaggistico, il sito localizzato nella valle del Carapelle è caratterizzato da un paesaggio storico ricco di stratificazioni e reperti archeologici, i cui caratteri e ambiti vengono salvaguardati attraverso il Piano Paesaggistico Territoriale della Regione Puglia; carattere di parco archeologico inserito nel sistema di museo diffuso sul territorio, considerabile quindi non più emergenza archeologica, ma museo, ovvero centro di un sistema all'interno di un contesto territoriale; visitabilità, legata alla possibilità fisica di accesso al sito e alla presenza di vie di comunicazione che ne agevolano il raggiungimento, considerato il fatto che per alcuni siti questo rappresenta il primo embrione della musealizzazione1;
opportunità progettuale, l'analisi dell'intervento di musealizzazione della cenatio e la messa in discussione di alcuni criteri progettuali costituisce il punto di partenza per lo studio di un progetto che soddisfi requisiti di tutela e riconoscibilità del monumento-documento; complessità progettuale, il carattere di scavo in progress giustifica la progettazione di una struttura modulare e replicabile compatibile con il rudere e con l'ambiente;
attività di documentazione facilitata, il contributo di persone a me vicine, direttamente coinvolte nelle indagini di scavo e iscritte alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Foggia, ha reso possibile non solo l'accesso a materiale e documenti di scavo, ma anche il confronto diretto e la possibilità di effettuare sopralluoghi; carattere di modello paradigmatico, attraverso un approccio alla musealizzazione multidisciplinare, finalizzato all'interpretazione della pluralità dei significati dei quali il sito è portatore, e a cogliere la complessità delle interdipendenze con il territorio, è possibile prendere come esempio l'intero iter progettuale.
La tesi si divide in tre parti principali: la prima parte è tesa a definire un quadro conoscitivo generale come base di riferimento per uno sviluppo progettuale consapevole e attento alle politiche di tutela, con particolare riferimento al valore documentario del bene archeologico. La seconda parte affronta lo studio del contesto storico-culturale, ambientale e normativo di appartenenza del sito di Faragola, partendo dalla scala territoriale per arrivare ad un'analisi puntuale del sito archeologico, dello scavo e degli interventi di sistemazione e musealizzazione che hanno interessato la cenatio, una monumentale sala da pranzo estiva.
La terza parte conclude il lavoro presentando una proposta di progetto di musealizzazione in situ e valorizzazione dell'intero sito archeologico, attraverso lo studio dell'accessibilità all'area, dei percorsi di fruizione e dei servizi dislocati, compatibilmente alla presenza di reperti e al carattere di scavo in progress, e lo studio della luce naturale integrata, attraverso l'uso di fonti rinnovabili, da sistemi di illuminazione artificiale. Le tre parti sono strutturate in sette capitoli, il primo dei quali è dedicato all'introduzione degli aspetti culturali legati al concetto di rovina attraverso saggi di Georg Simmel e Mare Auge, per poi discutere degli aspetti legati al campo disciplinare del restauro archeologico e al rapporto spesso conflittuale tra archeologia e architettura.
Il secondo capitolo rifacendosi a nozioni di archeologia e restauro, chiarisce la differenza tra scavo archeologico e sito archeologico, e, attraverso la definizione di bene culturale, approfondisce il problema della tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico esistente. L'introduzione di concetti legati alla musealizzazione e alla fruizione delle aree archeologiche dedotti dalla letteratura di settore, permette l'individuazione di possibili metodi di intervento, e l'approfondimento del problema delle coperture di protezione, attraverso la definizione di criteri generali, classi esigenziali, requisiti progettuali e tecnologici legati alla sostenibilità e all'innovazione. Tali tematiche vengono poi sviluppate in modo critico mettendo in luce gli aspetti positivi e negativi di alcuni casi studio rappresentativi delle pratiche diffuse sul territorio internazionale e nazionale. Il terzo capitolo è dedicato alla definizione del quadro normativo di riferimento per la tutela dei beni culturali e archeologici attraverso una breve introduzione sull'evoluzione della legislazione in materia di tutela
e attraverso la lettura di documenti internazionali e nazionali.
Il quarto capitolo è dedicato all'inquadramento del contesto territoriale e culturale regionale che fa capo al sito archeologico di Faragola, e in particolare alla definizione della Daunia, in epoca romana, quale ambito territoriale storico di appartenenza e sviluppo. Il quinto capitolo descrive la nascita e lo sviluppo dell'insediamento di Faragola, approfondendo il suo carattere di villa romana attraverso la definizione del concetto di "villa", analizzando non solo i processi insediativi che hanno interessato la Valle del Carapelle dall'età arcaica all'Altomedioevo, ma anche le varie fasi di vita dell'insediamento ad esso correlate. Tra queste viene posto l'accento su quella tardoantica, che, oltre ad essere la meglio documentata e conservata, testimonia la fase di massimo sviluppo e splendore dell'insediamento.
Il sesto capitolo descrive la storia e l'evoluzione dello scavo archeologico passando in rassegna le varie campagne succedutesi dal 2003 ad oggi, e definendo i criteri progettuali e le soluzioni tecnologiche adottate nell'intervento di musealizzazione della cenatio, ad opera dell'Università degli Studi di Roma Tre, conclusosi nel 2009. Nel settimo e ultimo capitolo, partendo dalla disamina dello stato di fatto e la messa in discussione dell'intervento di musealizzazione, viene proposto un progetto architettonico che, riprendendo il concetto di ltidisciplinarietà, tenta di ripristinare un corretto rapporto tra architettura e archeologia coniugando tematiche inerenti la conservazione, il restauro, la musealizzazione e la valorizzazione con quelle riguardanti il calcolo strutturale, la bioclimatica, la tecnologia e la sostenibilità, sottolineando il ruolo strategico del progetto architettonico nell'ambito della valorizzazione delle aree archeologiche. L'intero iter progettuale, partendo dalla definizione di un quadro esigenziale, da un inquadramento territoriale e da un'analisi climatica del sito, descrive la strategia di intervento e definisce criteri e soluzioni progettuali adottati, avvalendosi di un'analisi strutturale, tecnologica e fisico-tecnica.
Infine l'inserimento di elaborati grafici e modelli tridimensionali agevola la comprensione dell'opera architettonica, della sua contestualizzazione e del rapporto con il rudere.
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