Ricerche sull'acustica delle chiese medievali: modelli teorici e sperimentazioni applicative
Michele Ramella Pajrin Ottaviano
Ricerche sull'acustica delle chiese medievali: modelli teorici e sperimentazioni applicative.
Rel. Arianna Astolfi, Carlo Mario Tosco. Politecnico di Torino, Master of science program in Architecture Construction City, 2012
Abstract
L'idea di studiare l'acustica delle chiese e di altri luoghi di culto è sempre stato fino ad oggi una materia poca trattata. Questi edifici hanno sempre avuto un'importanza fondamentale nella nostra vita sociale in quanto sono luoghi specificamente progettati per la preghiera, ma spesso utilizzati per scopi diversi, tra cui discorsi, strumentali e musica corale. La poca ricerca acustica relativa alle chiese rispetto al gran numero di indagini che sono state effettuate sull'acustica di teatri e sale da concerto ha aumentato l'interesse verso questo argomento.
Questa mancanza di dati relativi sull'acustica dei luoghi di culto è ancora più sorprendente se si tiene conto del fatto che fino a XVIII secolo, quando i teatri e sale da concerto cominciavano a diffondersi in tutta Europa, le chiese erano stati gli unici luoghi dove era stata prodotta musica eseguita. Infatti, i primi cristiani hanno continuato la tradizione ebraica secondo la quale la musica era un mezzo per pregare e adorare Dio e, come si diffondono in tutto il Mediterraneo che coinvolge le culture ellenistiche e romane che si sono fuse tutte in queste tradizioni musicali (spesso derivanti dai pagani) nel primi repertorio di musica sacra cristiana.
Le complesse relazioni tra la musica, il culto, l'architettura e l'acustica ha indotto gli studiosi a esaminare la questione da pochi anni a questa parte.
Al contrario, le chiese contemporanee hanno ricevuto una grande considerazione a causa del drastico cambiamento delle condizioni acustiche richieste dal Concilio Vaticano II. In realtà, la riforma della liturgia introduce l'uso di un linguaggio comune al posto del latino, e la chiamata per la partecipazione attiva della comunità al canto corale, aspetto quest'ultimo che, soprattutto durante l'età medievale, non rientrava all'interno della liturgia. Il ruolo rinnovato della parola parlata ha comportato la necessità di intelligibilità della parola buona, un requisito che deve essere preso in considerazione sin dall'inizio del processo di progettazione, con un contatto diretto tra il clero officiante e i fedeli e un sistema di percorsi che faciliti il percorso devozionale. Una recente nota pastorale pubblicata dalla Commissione Episcopale Italiani per la Liturgia della "Progettazione di nuove chiese", afferma chiaramente che il processo di progettazione deve garantire una acustica accettabile e che "i difetti originali sono difficili da rimediare utilizzando sistemi elettroacustici".
- Abstract in italiano (PDF, 75kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 72kB - Creative Commons Attribution)
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