Cuorgnè tra 800 [e] 900 : trasformazioni urbane ed insediative
Laura Ronchetto
Cuorgnè tra 800 [e] 900 : trasformazioni urbane ed insediative.
Rel. Laura Antonietta Guardamagna. Politecnico di Torino, Master of science program in Architecture (Rehabilitation And Revaluation), 2012
Abstract
[…Mancante]
1.2 Situazione attuale
II Comune di Cuorgnè è attualmente dotato di Piano Regolatore Generale la cui ultima variante è stata approvata nel 2011.
Nel documento una riga a puntini rossi mette in evidenza il centro storico meglio analizzato nella "Variante al P.R.G. - Centro Storico: analisi dei valori ambientali" che ben individua gli edifici di pregio e quelli vincolati a norma di legge. Tutta la zona che lo circonda è prevalentemente destinata all'uso residenziale e si rileva l'assenza di aree per attività commerciali.
Il territorio del comune è attraversato dal torrente Orco, nella parte superiore, e il Gallenca, in quella inferiore. L'Orco, un grosso torrente del Piemonte affluente a ovest del Po, nasce dal Lago Rosset (2.709 m), alimentato dalle nevi del versante piemontese del massiccio del Gran Paradiso, e viene quasi subito sbarrato a formare i bacini Agnel e Serrù. Giunge a Ceresole Reale dove, tramite un imponente diga, forma il Lago di Ceresole. Subito a valle dello sbarramento raggiunge in breve il centro di Noasca e incrementando progressivamente la sua portata, grazie a vari contributi di affluenti provenienti per gran parte da sinistra, bagna i centri di Locana e Sparone sino a giungere a Pont Canavese dove riceve il Soana, suo principale affluente di sinistra. Rimpinguato nella portata dall'affluente raggiunge in breve la cittadina di Cuorgnè dove si allarga notevolmente in ampi ghiaioni ricevendo, ancora da sinistra, l'apporto idrico del Piova.
Il Gallenca, anche noto come Gallenga, è tributario in destra idrografica del Torrente Orco. Nasce a circa 1750 m s.l.m. sul versante orientale del Monte Soglio; con andamento verso ovest passa tra Prascorsano e Canischio e riceve da sinistra l'apporto del Rio Brovino e del Rio Buasca dopodiché con una ampia curva sfiora la città di Cuorgnè e aggira il rilievo su cui sorge il Santuario di Belmonte. Uscito nella pianura canavesana prende a dirigersi verso sud, viene scavalcato sia dalla ex Strada statale 460 di Ceresole che dalla Ferrovia Canavesana e segna per un tratto il confine tra i comuni di Cuorgnè e di Valperga. Dopo aver lambito anche il comune di Salassa va infine a confluire nell'Orco.
E' inoltre importante dire che in tempi passati sono state ricavate dall'Orco due derivazioni che servono il Mulino di Piova e l'ex fabbrica tessile, chiamata Manifattura, che anticamente godeva di grande prestigio. [...] ...Giovanni Domenico Signorelli... [...] [...] Comprò dai feudatari di Cuorgnè il diritto di derivare dall'Orco un canale, che servì poi per sette fabbriche successivamente costrutte. [.. .]
Per quanto riguarda le vie di comunicazione Cuorgnè possiede due stazioni ferroviarie sulla linea Torino - Pont Canavese, la stazione di "Cuorgnè Centro" e quella di Campore, entrambe gestite da GTT - Gruppo Torinese Trasporti come l'intera tratta; un adeguato servizio autobus ed e una buona rete di strade. La città è raggiungibile da Torino tramite la SSP460 da cui partono diverse Strade Provinciali, e l'autostrada A5 Torino - Aosta.
La Variante al P.R.A. riguardante il centro storico è divisa in tre zone: CS1 perché centro di prima formazione, il cosiddetto Borgo; CS2 come prima espansione del Borgo, chiamata Villa e CS3 rappresentante l'ultimo ampliamento del centro storico.
Si può notare una prevalenza di tessuto edilizio continuo di stratificazione storica, costituito da unità edilizie coerenti e armoniche per struttura, funzione e morfologia (colore marroncino), suddiviso in edifici in cattive condizioni igieniche e/o statiche e edifici parzialmente compromessi da interventi non conformi ai caratteri tipologici originali. Sono presenti edifici di pregio storico, architettonico e documentario, contraddistinti dal colore rosso, alcuni dei quali vincolati dal Decreto Legislativo 490 del '99 come patrimonio storico, artistico, demo - etno - antropologico, archeologico, archivistico, librario e altri tutelati dalla Soprintendenza. Evidenziati in viola troviamo gli edifici di frattura del quadro ambientale, emergenti per discontinuità strutturale, dimensionale, figurativa e materica.
Nel centro storico trovano poco spazio gli ambiti cortilizi e aree pertinenziali di pregio ambientale contrassegnati dal puntinato verde.
Vengono poi messe in evidenza quelle facciate che qualificano la cornice ambientale degli spazi pubblici come vie e piazze con un contorno rosso. Gli spazi restanti, in giallo, sono ambiti pertinenziali normali quindi di poco interesse.
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