Entrare e muoversi all’interno della città della salute : il nuovo ospedale Molinette di Torino e il suo rapporto con la città
Federica Tavano , Roberta Tosetto
Entrare e muoversi all’interno della città della salute : il nuovo ospedale Molinette di Torino e il suo rapporto con la città.
Rel. Riccardo Pollo, Riccardo Bedrone. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2012
Abstract
II lavoro di tesi si compone della riprogettazione a scala urbanistica, e compositiva dell'area dell'attuale ospedale San Giovanni Battista di Torino, più comunemente detto " Le Molinette", passando da un ampia scala di dettaglio fino allo studio degli accessi e percorsi, come esplicitato già nel titolo.
L'intento era quello di intraprendere una ricerca volta a ripensare una nuova idea di Città della Salute, dopo un accurata analisi dell'area oggetto d'intervento.
Il tema si suddivide in una prima parte introduttiva che esplica nel modo più opportuno come si organizza comunemente il Sistema Sanitario, e in specifico quello Nazionale andando a definire le tipologie di Assistenza Sanitaria che si differenzia in tre categorie a seconda della complessità, specializzazione e tipologie di cure.
Il passo successivo è stato quello di fare un escursus sulle varietà di strutture ospedaliere presenti sul territorio italiano, in modo da chiarire quali fossero le mansioni principali e le specializzazioni di ciascuna struttura che si trattasse di ospedali generali, universitari, hospice, R.S.A., assistenza agli anziani, etc.
Inoltre si è deciso di studiare l'impianto planimetrico delle strutture ospedaliere dal medioevo ad oggi per comprendere meglio quale fosse stata l'evoluzione organica, ma soprattutto del concetto di salute, e cure, mutatesi con il passare degli anni fino ad arrivare allo studio vero e proprio dell'ospedale contemporaneo.
L'ospedale contemporaneo si presenta con un'organizzazione dipartimentale, rispondente a migliore sviluppo flessibile e sostenibile in corrispondenza di una tecnologia più avanzata, senza tralasciare un tema di fondamentale importanza: l'umanizzazione ospedaliera, ovvero ripensare la progettazione nosocomiale vivendola da utente, per ottimizzare il soggiorno o la fruizione dello spazio sia per le lungo degenze che per le attività più brevi di day hospital/day surgery, anziché ambulatoriali.
L'argomento principale che più ha influenzato il nostro lavoro è stato quello dell'analisi dei percorsi esterni, quindi lo studio degli accessi degli utenti residenti sia all'interno della città di Torino, che quelli provenienti da altre località italiane regionali e non, per comprendere quali fossero le linee guida da seguire per uno studio appropriato di un accesso funzionale e baricentrico alle strutture che siamo andate a concepire.
Come supporto alla nostra osservazione abbiamo utilizzato alcuni casi studio che potessero avere affinità con la nostra area di intervento, osservandoli, in un primo momento dal punto di vista, territoriale, in modo da valutare i pro e i contro di strutture ospedaliere realizzate all'interno del tessuto urbano, piuttosto che in periferia, e valutandone il differente impatto sul territorio; e in un secondo tempo prendendo in analisi casi studio di strutture ospedaliere prettamente universitarie che avessero funzioni simili a quelle previste dal nuovo progetto della Città della Salute e della Scienza di Torino.
Nel caso specifico, si è deciso di sviluppare due idee di masterplan in modo da evidenziare le criticità di ognuna e giungere a delle conclusioni costruttive.
Proprio per questo motivo i due Meta - progetto sono molto differenti tra loro:
- Il primo segue l'idea del progetto stilato dall'Aress e approvato dalla Regione Piemonte: dismettere parte dell'attuale ospedale Molinette rifunzionalizzandolo, e nel nostro caso destinandolo a Università. Contemporaneamente costruire un nuovo complesso ospedaliero, che si sviluppa fino all'attuale area del Regina Margherita, che presenterà il suo ingresso principale in posizione baricentrica su Via Cherasco gli accessi secondari su Corso Spezia. Questo progetto a differenza di quello che segue si estende su di un area più ampia che va da Corso Bramante fino a Via Boiardi, interrotta da Corso Spezia il quale viene riqualificato trasformando in Zona 30, limitando il traffico agli usufruitori dell'ospedale.
- La seconda soluzione si discosta molto dall'attuale progetto dell'Aress poiché prevede la dismissione e demolizione dell'intero complesso ospedaliero (fatta eccezione per l'ingresso monumentale di corso Bramante e la chiesa, che sono stati mantenuti come testimonianza storica) e la conseguente ricostruzione della nuova Città della Salute all'interno del medesimo lotto. Si è inoltre deciso di occupare l'area adiacente del Bacigalupo attualmente destinata a parcheggio. Questa scelta è stata dettata da due motivazioni principali:
1. costruire ex-novo la struttura ospedaliere evitando interventi di ristrutturazione e/o eventuali aggiunte all'attuale complesso, in modo da adeguare il nuovo impianto alle tecnologie moderne.
2. concentrare tutte le attività ospedaliere, didattiche e di ricerca all'interno di un unico lotto in modo da facilitare i collegamenti pedonali tra le diverse attività e rendere più funzionale l'intero complesso. Il Masterplan si sviluppa con un andamento nord-sud, asse sul quale è stata individuata la nuova "main Street". L'ingresso in questo caso è stato posizionato su Corso Spezia in posizione non baricentrica, ma ugualmente funzionale.
Infine, individuati i due Masterplan, abbiamo rivisitato i percorsi e le diverse tipologie di accesso, basandoci sui principi appartenenti al decalogo dell'ospedale modello del 2000. Nello specifico, abbiamo redatto due differenti tipologie di accesso, identificando le aree di sosta, le aree di attesa e di percorrenza, considerando il nuovo flusso di utenza a cui sarà soggetta la nuova Città della Salute, tenendo conto dei principi di sostenibilità, umanizzazione e flessibilità a cui sono soggetti i nuovi ospedali contemporanei.
Relatori
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