Studio ed analisi del degrado di superfici murarie nell’architettura monumentale
Caterina Trevisan
Studio ed analisi del degrado di superfici murarie nell’architettura monumentale.
Rel. Jean Marc Christian Tulliani, Pietro Bocca, Davide Masera. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2012
Abstract
II recupero del patrimonio edilizio, in particolare in Italia, sta acquisendo negli anni sempre più importanza, in virtù di una rinnovata consapevolezza volta alla valorizzazione dell'immensa eredità storica e architettonica, riversando sempre maggiore attenzione e ricerca verso più appropriate tecniche di restauro, disincentivando l'applicazione acritica di modelli e materiali della moderna tecnica di costruzione. .
Il patrimonio architettonico nel nostro paese rappresenta, secondo l'UNESCO, il 60% dell'intero patrimonio mondiale, ed è quindi rilevante intervenire su questi beni per permettere la loro conservazione nel tempo. A causa dei vari fenomeni fisici, chimici e meccanici di degrado, sono rese necessarie queste operazioni di recupero che devono però avere qualità e durabilità nel tempo, evitando l'impiego di prodotti inadeguati e spesso dannosi.
Gli interventi di restauro devono quindi essere condotti sulla base di un'attenta indagine sulla composizione dei materiali, sulla storia della costruzione e sui meccanismi di deterioramento. La ricerca deve concentrarsi in particolar modo sulle interazioni tra i nuovi materiali consolidanti e la muratura di supporto, proprio per valutare le influenze reciproche che potrebbero portare a futuri fenomeni di degrado. Nella letteratura si possono trovare innumerevoli casi di interventi conservativi non corretti per l'uso di prodotti inadeguati, che hanno proprietà chimico-fisiche troppo differenti rispetto ai materiali originali.
Nasce quindi la necessità di valutare questi prodotti utilizzati nelle fasi di recupero dal punto di vista delle loro caratteristiche meccaniche e deformative, che possono essere influenzate sia dalle condizioni di carico che da quelle ambientali, per avere a disposizione infine tutti i parametri necessari per la scelta di un intervento conservativo adeguato.
Il problema del degrado degli intonaci risulta essere uno dei principali e maggiormente sensibili nell'ambito della conservazione dei beni storico/artistici del nostro patrimonio nazionale. Il degrado può svilupparsi sotto diverse forme ed andare inoltre ad intaccare lo strato più profondo di detto intonaco ovvero il supporto. Nell'ambito quindi di questo studio prende molta importanza anche l'acquisizione di informazioni approfondite del supporto murario su cui andare ad apporre un intonaco: la scelta di questo non può prescindere dalla conoscenza in ambito meccanico-fisico e chimico del supporto.
Questa tesi di laurea si propone di analizzare gli aspetti teorici e sperimentali riguardanti il comportamento malta - supporto murario nell'ambito del degrado delle architetture monumentali. Si compone di due parti. La prima descrive le tipologie di intonaco utilizzate negli edifici storici, le cause di degrado a cui possono andare incontro e la necessaria prevenzione di questi con particolare riferimento al caso studio del Sacro Monte di Varallo. E'stata inizialmente introdotta la disamina dell'intonaco sia dal punto di vista del materiale che dal punto di vista delle tipologie. Si sono poi introdotte le principali cause di degrado degli intonaci con particolare riferimento a quello di natura chimica, fisica, Teologica, meccanica.
Il caso studio del Sacro Monte di Varallo, nell'ambito del Progetto di Ricerca REFRESCOS sviluppato presso il Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica del Politecnico di Torino, ha permesso di mettere in luce attraverso casi pratici le principali cause di degrado degli intonaci che si possono riscontrare sul sito nonché le più innovative tecniche di rilievo del degrado di questi.
Nella seconda parte della tesi è stato studiato il problema "intonaco-supporto" attraverso l'approccio sperimentale che ha potuto mettere in luce importanti risultati inerenti la scelta del tipo di intonaco in funzione del tipo di supporto. A tale scopo si sono confezionati due tipologie di provini "ad hoc" per la sperimentazione: la prima tipologia consiste in un provino misto malta-laterizio mentre la seconda tipologia è rappresentata da provini prismatici in malta; due sono state le tipologie di malte impiegate per la sperimentazione: una malta di tipo "A" poco impermeabile all'azione dell'acqua ed una di tipo "B" maggiormente impermeabile a questa. I provini sono stati quindi sottoposti a cicli di assorbimento di acqua ed essicazione misurando così il loro comportamento all'assorbimento. Successivamente sono state effettuate prove di caratterizzazione meccanica sia sui provini di malta di tipo "A" che di tipo "B". Si è passato poi a testare la seconda tipologia di provino misto laterizio-malta: in questo caso si è determinato l'aderenza malta - laterizio. Infine si è proceduto all'analisi della chimica degli elementi afferenti le malte.
Relatori
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