La concessione italiana di Tianjin : proposta di restauro e valorizzazione dell'area
Carla Quaglia
La concessione italiana di Tianjin : proposta di restauro e valorizzazione dell'area.
Rel. Maria Adriana Giusti, Fabio Del Proposto, Marco Simonetti. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Restauro E Valorizzazione), 2012
Abstract
Nella presente tesi sono state analizzate le dinamiche che hanno portato all'istituzione della Concessione italiana di Tianjin, città del nord della Cina. Per capirne appieno il significato, tale studio non si è volutamente concentrato solo sull'aspetto architettonico, ma si è ritenuto opportuno provvedere anche all'analisi delle politiche intraprese dai connazionali in terra cinese, quindi dei rapporti sino-italiani, dagli albori ai giorni nostri.
Cristallo della storia cinese e dello scambio commerciale e culturale, il progetto del quartiere italiano in Cina ha preso vita attraverso la collaborazione e la fusione delle due diverse culture e l'obiettivo di questa tesi è quello di fornirne una panoramica a 360°, che comprenda in parallelo gli aspetti economici, politici e sociali per far luce, in seconda battuta, sui temi architettonici e urbanistici del sito, prodotto articolato di un dinamico intreccio di avvenimenti.
In aggiunta a quest'analisi si è ritenuto opportuno effettuare una prima parte di ricerca inerente le misure adottate dalla Cina nel campo del restauro e della conservazione dei beni culturali del paese, per far luce sugli interventi che ad oggi stanno interessando il quartiere italiano a Tianjin.
In seguito all'esecuzione del rilievo, dell'analisi del degrado, della ricerca storica svolta in situ e approfondita presso l'Archivio Storico Diplomatico del Ministero degli Affari Esteri di Roma, si sono potute individuare le criticità e i punti di forza del quartiere, quindi si è proceduto con l'esecuzione di un progetto di restauro e valorizzazione di un isolato preso in esame.
L'intervento si fonda sui principi del restauro conservativo e propone la rifunzionalizzazione in chiave sostenibile degli spazi ad oggi non utilizzati. Oltre alla visione prettamente conservativa dell'intervento, si è rispettato il modello abitativo proposto dal Governo della Repubblica Popolare Cinese, del piccolo distretto, ma applicato in chiave sostenibile e con modifiche volte alla valorizzazione dell'aspetto del benessere sociale dell'individuo nell'ambito urbano. Si è puntato a conferire nuovamente al quartiere un livello congruo di vivibilità, in modo tale che venga riscoperto il suo originario valore di zona residenziale senza essere solo consumato dalle masse di turisti che quotidianamente vi approdano, lo visitano e lo abbandonano a fine giornata.
Nell'esecuzione del progetto si sono applicati i principi della Bioarchitettura attraverso l'indagine del contesto, la scoperta della continuità della storia, delle tradizioni, del paesaggio e si è affrontato il progetto attraverso le nuove consapevolezze dell'ecosostenibilità e della biocompatibilità cercando di proporre la migliore soluzione ai problemi che passo per passo si sono dovuti affrontare. Il modello abitativo proposto è quello del sistema a cohousing impreziosito dall'applicazione di misure sostenibili per la produzione di energia elettrica attraverso il fotovoltaico, il riscaldamento delle abitazioni attraverso la geotermia o il riutilizzo delle acque metereologiche per l'irrigazione del verde o per gli scarichi dei WC. In secondo luogo ci si è concentrati sull'importanza del benessere dell'individuo che vive nelle grandi metropoli e sempre più diffusamente perde i valori della comunità e dell'appartenenza al luogo che abita; a tal fine si è provveduto alla costituzione di orti urbani, del giardino condiviso e di spazi comuni interni agli edifici, in generale a luoghi di socialità che aiutano l'uomo moderno ad affrontare con più serenità le sfide quotidiane comuni alle realtà urbane oggetto di un repentino sviluppo economico, come risulta essere Tianjin.
Relatori
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