Area polifunzionale Altissimo : progetto di riqualificazione urbana dell'ex stabilimento metalmeccanico Altissimo nel Comune di Moncalieri
Federica Riganò
Area polifunzionale Altissimo : progetto di riqualificazione urbana dell'ex stabilimento metalmeccanico Altissimo nel Comune di Moncalieri.
Rel. Michele Bonino, Andrea Cavaliere. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2012
Abstract
INTRODUZIONE
"Il futuro dell' Architettura non è più nella nuova edificazione, ma nel recupero delle aree dismesse" ha sentenziato non più di due anni fa l'architetto italiano Renzo Piano in occasione della Biennale di Architettura di Venezia.
A metà degli anni Novanta si è iniziato a far fronte ai problemi di riqualificazione e rigenerazione urbana, implementando negli ultimi dieci - quindici anni un insieme di politiche, che incidono sulla trasformazione della città.
L'idea centrale è che il piano di sviluppo urbano, strumento per la gestione e la trasformazione della città, debba pianificare nuovi quartieri e nuove centralità urbane, a partire dal riutilizzo di un numero massiccio di grandi siti industriali dimessi, ribattezzati come "archeologia industriale". Si tratta di siti industriali nobili e da conservare, molti dei quali già recuperati come "Fabbriche della Cultura", come centri produttivi per arti varie.
Il tema del recupero e della riconversione di grandi aree urbane si è concentrato sopratutto nell'ambito delle politiche locali, ponendo l'accento sulla connessione strategica esistente dei progetti di riqualificazione, tra le politiche urbanistiche e sociali, e quelle di sviluppo immobiliare e commerciale. La motivazione di questo interesse risiede da un lato, nella difficoltà di trovare nuove aree edificabili nella periferia dei sistemi urbani, e dall'altro, negli ormai smisurati costi sociali che l'espansione urbana comporta per la collettività nel suo complesso, molto più attenta alle problematiche ambientali, di rispetto e di tutela del territorio.
La connotazione negativa a cui si è soliti associare il fenomeno della dismissione (il vuoto come senso di perdita e incertezza) ha nello stesso tempo permesso di individuare le potenzialità delle trasformazioni.
Le opere di preurbanizzazione (demolizioni e bonifiche) sono finalizzate al risanamento ambientale e alla predisposizione dei luoghi che ospiteranno i futuri insediamenti, esse interessano un'area, prossima al centro della città, occupata da strutture industriali nelle quali è da tempo cessata ogni attività produttiva costituendo così uno dei più significativi esempi di "area dismessa" o di "vuoto urbano". Nasce quindi l'esigenza di una riflessione attenta e complessa del sito, del contesto, dell'attività e delle politiche sociali in grado di offrire elementi progettuali utili per il raggiungimento di obiettivi comuni.
E' utile a tal proposito introdurre il concetto di "Rendere la città" inteso come intraprendere visioni di sviluppo strategico che influiscono sulla vita dei residenti, della città, che si identifica come organizzazione complessa che ha bisogno di progetti d'area base, per rigenerare tessuti di distretti urbani. Tale obiettivo nasce con l'idea di "trasformare con la città e non trasformando la città", per pianificare un uso comprensivo di spazi pubblici e per generare opportunità all'interno della città, adottando un approccio globale che non guarda solo la singola architettura, ma la città nel suo complesso, con lo scopo di miglioramento della qualità della vita urbana e non solo sociale.
Il presente lavoro di Tesi di Laurea prende in analisi un fabbricato attualmente dismesso nella Borgata Moriondo di Moncalieri, nella periferia sud-est di Torino. Si tratta di un fabbricato che negli anni '60 era destinato ad un uso produttivo industriale di fanali, fari ed accessori vari per auto e moto, uno stabilimento di nuova costruzione, realizzato dal progettista e direttore lavori dr. Ing. Silvio Enriu', su committenza del proprietario in quegli anni del lotto, Cavalier Aimone Altissimo. Il lavoro svolto ha avuto come obiettivo quello di tracciare delle linee guida, previo uno studio di fattibilità del sito, ed uno storico dello stabilimento, necessarie per poter riqualificare e rifunzionalizzare un'area in grado di diventare, grazie all'importante asse viario che la collega fino a Torino, un nodo di scambio ed incontro per i due limitrofi comuni di Moncalieri e di Trofarello.
L'idea di progetto nasce dal desiderio di voler creare un polo culturale polivalente identificato anche come un verde di quartiere, finalizzato ad uno sviluppo di riqualificazione urbana, scandito da un circuito di collegamento di piste ciclabili e viario.
Attraverso materiale d'archivio storico, edilizio ed articoli di giornale del corriere di Moncalieri e dintorni si è riuscito a ricostruire l'evoluzione storica dello stabilimento, arricchita da testimonianze dirette di vecchi operai della ditta che hanno vissuto in prima persona e a pieno il periodo del processo produttivo.
Relatori
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