I campanili romanici nel Canavese lungo la Via Francigena
Gioacchino Jelmini
I campanili romanici nel Canavese lungo la Via Francigena.
Rel. Laura Blotto, Nadia Fabris. Politecnico di Torino, Master of science program in Architecture, 2012
Abstract
Fra tutte le "grandi religioni" il cristianesimo dell'Occidente medioevale ebbe come propria caratteristica uno stretto legame con l'esistenza di una Chiesa, di un clero, di un dogma e dell'architettura che la rappresentava. Questi tratti principali la distinguono dalle altre religioni precedenti, contemporanee e successive.
L'esistenza di un'istituzione ecclesiastica , il fatto che fin dall'inizio del III secolo si fissasse per iscritto un dogma imposto senza possibilità di deroga, ha reso possibile lo sviluppo di un'architettura, perpetuata per secoli e consolidata su tutto il continente europeo, come quella romanica.
Nello specifico, il termine "romanico" fa riferimento al legame con l'architettura romana, dalla quale vennero ripresi alcuni elementi strutturali (l'arco, la colonna, il pilastro, la volta) e una certa impostazione monumentale e spaziale. Tuttavia l'interpretazione del romanico come rinascita della sapienza costruttiva romana e, conseguentemente, della spazialità dell'architettura imperiale non è accettata da tutti, ed è stata avanzata anche l'interpretazione dell'architettura romanica come derivazione dell'architettura bizantina.
La cultura e la civiltà europea subirono un'accelerazione dopo l'anno Mille, grazie ad una serie di innovazioni tecnologiche, prima di tutto in agricoltura, che permisero di aumentare la produzione di generi alimentari, sollevando la popolazione dall'endemica scarsità di cibo. Ciò innesco un circolo virtuoso che permise un incremento demografico, la ripresa dei commerci e lo sviluppo di villaggi e città quali sedi di mercati; la crescita delle zone urbane gradualmente permise l'affermazione di un nuovo ceto sociale, quello "borghese" dedito alle attività manifatturiere e commerciali ed intermedio tra la massa dei contadini e gli aristocratici o ecclesiastici. Inoltre, soprattutto in area Francese e nell'Italia settentrionale, il sistema feudale frammentava il potere creando una classe di signori della guerra. Tutte queste attività presto innescarono una notevole domanda di nuovi edifici, soprattutto religiosi. A ciò va aggiunta l'attività delle abbazie riformate (come Cluny nel XI secolo e Citeaux nel XII secolo), il sistema di pievi nella campagna, la diffusione dei pellegrinaggi con la consegui necessità di grandi chiese, ospedali e alloggi per i pellegrini.
Dall'interesse per questo particolare periodo storico è nata l'idea di svolgere una tesi che analizza le torri campanarie del Canavese, descrivendone le caratteristiche e le diversità e allo stesso tempo evidenziandone il "grande disegno" che questi singoli oggetti architettonici compongono sul territorio (la via Francigena).
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