Barbara Rossi
La fiscalità locale concorre alla limitazione del consumo di suolo?
Rel. Silvia Saccomani, Fabio Minucci, Mauro Giudice. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Paesaggistico-Ambientale, 2012
Abstract
Il lavoro che segue nasce dal desiderio di affrontare il tema del consumo di suolo sotto un'ottica nuova inserendosi nel recente dibattito sulle possibili modalità operative per contrastare l'espansione incontrollata delle città.
L'obiettivo è quello di verificare e quantificare l'esistenza di un consolidato rapporto tra le trasformazioni territoriali (determinate dagli strumenti di piano) e la fiscalità locale (derivante dalla necessità di far quadrare i bilanci comunali).
In particolare si tratta di verificare se, e in quale misura, la pianificazione urbanistica possa essere usata per incrementare le entrate derivanti dalla fiscalità locale o, viceversa, per supportare le scelte di una pianificazione avveduta che intenda limitare il consumo di suolo.
Da qualche anno a questa parte il dibattito sullo sviluppo sostenibile ha posto l'accento sul tema del risparmio di risorse, tra cui il suolo, e per questo motivo è aumentata l'attenzione verso il consumo, la degradazione e l'impermeabilizzazione del suolo libero.
Agli amministratori locali, oggi, non è solo richiesto di partecipare all'ambizioso progetto di equilibrare sviluppo e tutela dell'ambiente all'interno dei piani e programmi che regolano le città, ma devono fare anche "i conti" con la gestione finanziaria del territorio e la difficile congiuntura economica. Per questo motivo la ricerca di politiche in grado di frenare l'espansione incontrollata delle città, senza imporre ulteriori costi alla collettività, sta acquisendo sempre maggiore interesse, specie in contesti come quello torinese. In questo frangente la Provincia di Torino, partendo dalla consapevolezza che il suo territorio è interessato in maniera sempre più evidente da fenomeni di sprawl, ha mostrato impegno nella ricerca e sperimentazione di azioni atte a ridurlo.
L'argomento che verrà trattato è piuttosto complesso e ad oggi non esistono in letteratura esempi simili di analisi a cui fare riferimento o con cui potersi confrontare anche se nel contesto accademico e all'interno del Centro di ricerca sul consumo di suolo tali questioni hanno trovato spazio.
Per la stesura della tesi si è scelto di seguire le tappe fondamentali che hanno accompagnato il processo di conoscenza e approfondimento del tema consumo di suolo e fiscalità locale.
Nel primo capitolo si affrontano le cause del consumo di suolo, la sua definizione e gli approcci alla dispersione urbana. Si analizza inoltre l'importanza del suolo come risorsa e i costi legati a modelli di città dispersa.
Il secondo capitolo è dedicato all'approfondimento sulle modalità per contrastare il consumo di suolo all'interno del territorio dell'UE e sulle politiche messe in campo da quattro stati membri importanti come Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna. La lettura del fenomeno alla scala internazionale ha lo scopo di confrontare strumenti e politiche attuate in contesti differenti da quello italiano e da cui prendere eventualmente spunto per contrastare il fenomeno dello sprawl con soluzioni efficaci.
Con il terzo capitolo entra in scena la fiscalità locale associata al fenomeno della competizione tra comuni e si dedica spazio a nuovi elementi del dibattito. Tra questi si ritrovano temi non inediti ma che possono avere nuovo slancio anche grazie all'attenzione verso il consumo di suolo, come il dibattito sulla riforma urbanistica, e temi più recenti come la tutela del paesaggio, che rappresentano nuovi punti partenza per la pianificazione.
La descrizione delle componenti della finanza locale è collocata nel quarto capitolo all'interno del quale viene affrontato il tema dell'evoluzione dei provvedimenti sull'utilizzo dei proventi da concessioni edilizie che rappresenta un punto fondamentale per quanto attiene la gestione attuale di tali risorse.
Nel quinto capitolo si entra nel merito della ricerca a cui si è fatto riferimento in precedenza e a cui si rivolge l'attenzione maggiore proprio per la novità delle analisi condotte. Dopo una prima serie di analisi sull'evoluzione demografica e sul patrimonio abitativo, la riflessione si sposta sulla valutazione delle entrate comunali da aree edificabili, sul confronto tra bilanci comunali e sugli oneri di urbanizzazione applicati dai comuni. In particolare per quest'ultimo elemento è interessante non solo il confronto tra comuni ma anche i valori degli oneri attribuiti ai diversi ambiti edificabili (centro storico, aree di completamento, di nuova edificazione); in alcuni casi infatti edificare in aree di espansione pare costare meno che nelle zone consolidate. Questi elementi mettono in luce anche i comportamenti e le attenzioni nei confronti del consumo di suolo da parte delle realtà locali analizzate. Le informazioni a cui si è fatto riferimento sono state catalogate e organizzate in schede di approfondimento per ogni comune e raccolte nel CD-rom allegato.
Alle conclusioni, capitolo sesto, si è attribuito il compito di fare il punto sulle analisi svolte da cui trarre spunti per analisi e approfondimenti successivi. Liberi da qualunque presunzione di proporre soluzioni esaustive si è ritenuto opportuno fare delle proposte che possano essere di supporto ad un dibattito più avanzato in grado di mettere a sistema tutte le conoscenze necessarie per rispondere adeguatamente a fenomeni così dilaganti e impattanti come lo sprawl.
Gli antichi latini dicevano: "gutta cavat lapidem " (la goccia scava la pietra); forse una goccia dopo l'altra, una proposta dopo l'altra potrebbero contrastare l'infrangibile fenomeno della dispersione urbana.
- Abstract in italiano (PDF, 113kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 110kB - Creative Commons Attribution)
Relatori
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