Dal verde verticale alle vertical farm
Martina Rosco, Sara Tonello
Dal verde verticale alle vertical farm.
Rel. Orio De Paoli, Elena Piera Montacchini, Danila Voghera. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2011
Abstract
L'obiettivo di questa tesi è stato quello di verificare quali strumenti si hanno a disposizione e quali tecnologie bisogna mettere a punto per poter dare vita ad una rete di "polmoni verdi" che apportino un miglioramento dei centri urbani da un triplice punto di vista: estetico, ambientale e produttivo.
Per quanto riguarda il parametro estetico, entra qui in gioco l'aspetto decorativo che contraddistingue la vegetazione: il manto verde può ingentilire manufatti banali e offrire a edifici di scarso valore architettonico una maggiore qualità, migliorandone l'immagine; questo può essere "un utile espediente per modificare le Periferie degradate trasformandole in fantasiosi giardini in cui i grandi edifici disarmonici, di cui troppo onerosa si presenta distruzione, potrebbero trasformarsi in Monumenti verdi" .
In riferimento invece all'aspetto ambientale, nei centri abitati, come già accennato in precedenza, il verde migliora la qualità delle città, specialmente nelle aree densamente edificate e con limitate zone destinate a parchi e giardini. In particolare la vegetazione è in grado di influenzare il microclima urbano ma modifica anche le condizioni che si presentano all'interno degli edifici: le piante, poste in prossimità dei fabbricati, si comportano come degli schermi solari, assorbono il calore con l'evapotraspirazione e vanno così a raffreddare la superficie e, di conseguenza, l'aria circostante. Schermatura ed evapotraspirazione contribuiscono quindi al risparmio energetico, specialmente in regime estivo, quando i carichi termici sono elevati e la necessità di raffrescare l'aria all'interno degli edifici diventa un importante requisito. Questo accade specialmente nelle aree urbane densamente edificate dove, a seguito delle alte concentrazioni di autoveicoli, di migliaia di metri quadrati di superfici costruite, di suoli asfaltati impermeabili e di macchinari per il trattamento dell'aria si creano le cosiddette "isole di calore".
Con miglioramento ambientale s'intende inoltre la purificazione dall'aria dalle polveri sottili, di cui le nostre città dispongono in sovrabbondanza. Inoltre la vegetazione consente l'abbattimento dell'anidride carbonica e la produzione di ossigeno, oltre alla captazione e la degradazione degli inquinanti. In questo modo si garantisce ai cittadini un ambiente più salubre e vivibile.
Per quanto riguarda invece il parametro produttivo, si parte dal presupposto che in un prossimo futuro sarà previsto un massiccio aumento della popolazione mondiale e che i terreni agricoli a disposizione non saranno più sufficienti a soddisfare la domanda di prodotti agricoli. Da qui nasce l'esigenza di individuare degli scenari alternativi al tradizionale sistema agricolo nell'ottica di una più elevata efficienza del sistema produttivo. Diventa dunque chiara la necessità di un rinnovamento strategico del rapporto tra spazio abitato e suolo agricolo che prevede la possibilità di concentrare in suoli artificiali inseriti nel tessuto urbano le coltivazioni: questa è un'importante risposta ecologica al problema e una concreta proposta di sviluppo agricolo.
Valerio Tafano sottolinea come una tendenza degli ultimi anni sia proprio quella di una ricombinazione del rapporto città-campagna che si manifesta in un ritorno agli orti urbani. Quindi si fa concreta l'ipotesi in cui l'agricoltura possa trovare spazio nelle città e la conseguente nascita dell'agricoltura verticale, considerando la mancanza di superfici orizzontali. Questo apporterebbe dei vantaggi considerevoli all'ambiente: arrivare ad abbandonare progressivamente l'agricoltura intensiva e consentire il ritorno a foresta di significative porzioni di terreni agricoli, determinerebbe una riduzione importante della quantità di biossido di carbonio nell'atmosfera. A seguito della ricerca da noi effettuata, per perseguire questi obiettivi ci siamo indirizzate verso le tecnologie di verde verticale e orti verticali e verso gli innovativi sistemi delle vertical farm.
In parallelo a questa indagine abbiamo svolto anche un'analisi sull'edilizia popolare degli anni '50 e '60, dei cui esempi sono ricche le nostre città; è emerso come queste tipologie creassero un forte ostacolo alla diffusione del verde urbano, ma al tempo stesso è parso ben chiaro come esse si prestino fortemente ad essere riqualificate.
Il nostro lavoro di tesi parte quindi da un duplice punto di vista, quello di ricerca nel campo del verde verticale, per garantire un miglioramento della vita nelle città, e quello legato alla problematica degli edifici degli anni '50 diffusissimi nelle città italiane. Questi due aspetti sono significativamente legati tra loro in quanto l'edilizia popolare, oltre ai numerosi problemi che presenta al giorno d'oggi, in realtà si presta anche facilmente a degli interventi di inverdimento proprio perché gli edifici dispongono di facciate cieche, senza affacci, che diventerebbero la dimora ideale di strutture vegetali.
Partendo da queste ricerche abbiamo ideato noi delle possibili soluzioni ai problemi e le abbiamo sperimentate in un caso studio localizzato nel Comune di Collegno. Si è così cercato di verificare se il nostro intervento potesse essere applicabile ad una situazione reale.
Per dare luogo a tutto ciò abbiamo strutturato la tesi in tre parti: la prima nella quale abbiamo analizzato come le problematiche ambientali siano state affrontate a livello legislativo sia in Italia che all'estero e come l'uso della vegetazione nel contesto edilizio sia regolamentato ed incentivato. Abbiamo poi introdotto il concetto di verde verticale presentando i diversi casi studio secondo una loro classificazione tipologica, analizzando le prestazioni ed i sistemi operativi ideati dalle aziende italiane. In questa prima parte è stato affrontato anche il tema dell'orto verticale, presentandone gli aspetti tecnologici ma anche le opportunità e le problematiche e facendo una rassegna dei principali casi studio.
Nella seconda parte ci siamo soffermate completamente sull'idea di Vertical Farm e sulle caratteristiche di questo nuovo modo di intendere l'agricoltura, presentando una serie di progetti non ancora realizzati o in fase di esecuzione. La terza parte riguarda invece il nostro intervento: dopo lo studio dei sistemi di verde verticale e delle Vertical Farm, si è optato per una rivisitazione dell'idea di queste ultime per applicarla ad un caso studio esistente, una serie di edifici di proprietà dell'ATC (Agenzia Territoriale per la casa) collocati in un'area a nord di Collegno chiamata Villaggio Oltredora. L'ultima parte della tesi è destinata infine alle considerazioni conclusive, in cui abbiamo illustrato i risultati ottenuti con il nostro intervento progettuale e ne abbiamo valutata l'applicabilità.
Relatori
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