Il santuario di Santa Cristina in Verzuolo: analisi e conversazione
Zoe Anello
Il santuario di Santa Cristina in Verzuolo: analisi e conversazione.
Rel. Rosalba Ientile. Politecnico di Torino, Master of science program in Architecture (Rehabilitation And Revaluation), 2012
Abstract
La tesi specialistica prevede, come tema, un progetto di indagine, descrizione, analisi, conservazione e rifunzionalizzazione del Santuario di Santa Cristina di Verzuolo, sito in provincia di Cuneo e nello specifico nelle vicinanze di Saluzzo.
Il progetto nasce dall'esigenza di dare nuova dignità ad un'area a grande valore affettivo nei cittadini di Verzuolo, che, a causa del decadimento della struttura, non ha potenziato il suo apparato ricettivo-turistico.
Il regesto del Santuario di Santa Cristina propone una serie innumerevole di elementi, dati, personaggi, amministratori del luogo, che sono stati attentamente riordinati per comprendere a fondo le radici e le scelte condotte fino ad oggi.
Il testo del Muletti, storico saluzzese, osserva come la fondazione dell'oratorio o Cappella di Santa Cristina, da parte del Beato Aimone Tapparelli di Lagnasco sia fissata intorno al 1430-40. Allo stesso si attribuisce anche la costruzione della Torre, che si eleva poco distante, sulle rovine di un pilone dedicato alla Santa.
Se la storia dei documenti scritti riporta un'indagine accurata del carattere spirituale e votivo del luogo, le testimonianze della popolazione riportano il carattere turistico della località. Il complesso del Santuario ospitò, infatti, a partire dagli anni Sessanta del Novecento, un ristorante con annesse camere al piano superiore e sulla vasta piazza antistante numerosi tavoli pic-nic e un campo bocce occupavano i terreni fino ai sentieri boschivi.
In seguito all'analisi dell'evoluzione storica del luogo, si è potuto analizzare il costruito, attraverso l'indagine architettonica, materica e delle patologie.
Il degrado inficia notevolmente l'immagine attuale del Santuario che, se nell'apparato della Chiesa garantisce ancora la fruizione del sito e la celebrazione delle funzioni ecclesiastiche, negli altri elementi costruttivi si palesa in stato avanzato e vicino alla condizione di crollo. Il pericolo è talmente alto che il Comune nega ogni possibilità di accesso, essendo il tetto in parte crollato e le fratture di ampia estensione lungo tutto il prospetto.
Da questa premessa si è ipotizzata una demolizione degli apparati fortemente interessati dalle patologie e in parte già crollati, al fine di evitare il collasso dell'intero fabbricato e permettere l'insediamento di nuove funzioni.
Data, però, la difficoltà del periodo economico che attraversiamo, è comprensibile che non vi sia certezza di un finanziamento da parte delle autorità, che permettano la messa a punto di un progetto di restauro per un bene di questo tipo. Ipotizzando, però, la creazione di un circuito di beni culturali- ecclesiastici e percorsi ciclo-pedonali con tappe stabilite, il potenziale turistico dell'area potrebbe incrementarsi notevolmente, andando a comprendere la zona che da Saluzzo si estende fino all'alta Valle Varaita. Questo territorio è ancora ricco di monumenti che necessitano un restauro per essere riportati nelle condizioni iniziali e ad un nuovo uso per una prospettiva ricettiva innovativa. Ciò che manca a questa Valle è, infatti, la capacità di mostrare le proprie bellezze paesaggistiche e di farsi conoscere al grande pubblico ampliando il proprio bacino d'utenza.
In questo ambito nasce il progetto di analisi, conservazione e rifunzionalizzazione del Santuario di Santa Cristina, che propone la redazione del rilievo, l'analisi del costruito, la demolizione parziale, l'intervento conservativo e l'insediamento di nuove funzioni.
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