Sostenibilità, progetto architettonico, terremoto
Alberta Torrengo
Sostenibilità, progetto architettonico, terremoto.
Rel. Paolo Mellano, Francesco Biasioli. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2011
Abstract
Il 30 ottobre 2011 a Manila nelle Filippine è nata Danica e la popolazione mondiale ha raggiunto i 7 miliardi di individui. La terra è la nostra casa comune, l'unica che abbiamo: dobbiamo rispettarla e preservarla, non solo per noi ma anche le generazioni che verranno.
Ci eravamo abituati a pensare che l'evoluzione tecnologica avrebbe risolto tutti i problemi di convivenza e avremmo avuto un progresso illimitato. Il surriscaldamento dell'atmosfera con il conseguente cambiamento delle condizioni climatiche, l'inquinamento, la perdita in pochi decenni di immensi sistemi naturali creatisi in milioni di anni, come ad esempio di parti importanti della foresta amazzonica, hanno riportato l'uomo alla consapevolezza delle proprie responsabilità.
"Eco compatibilità" e "sostenibilità ambientale" sono diventate parole chiave per tutte le attività umane evolute, anche l'architettura non fa eccezione.
L'architetto deve diventare messaggero di una nuova idea, di una nuova cultura del vivere e dell'abitare; l'impiego corretto delle risorse e lo sviluppo sostenibile assumono il valore di un'idea fondamentale, di concetto regolatore nell'ambito di una nuova etica civile. Egli può diventare promotore di uno sviluppo diverso, più armonico con il contesto e più rispettoso della qualità della vita e dei diritti delle future generazioni, in altre parole più sostenibile.
Gli abitanti dei paesi ricchi, il 20% della popolazione mondiale, sono responsabili del consumo di circa l'80% delle riserve di energia disponibili. Se si pensa che i paesi emergenti hanno intrapreso una veloce crescita economica, risulta evidente che la riduzione dei consumi energetici debba essere tra gli obiettivi prioritari delle politiche mondiali future.
Sebbene l'architettura, modificando lo stato naturale delle cose, non sarà mai un'attività compiutamente ecologica, essa dovrà promuovere il contenimento del danno, limitare o annullare il peggioramento delle attuali qualità urbane e, soprattutto, proporre un diffuso recupero delle condizioni di salubrità e di benessere ambientale.
La sostenibilità in architettura è divenuto così importante che G. Bella in "Architettura Sostenibile" ha individuato diverse correnti riconducibili a questo concetto:
"La logica eco-tecnologica è alla base di molte grandi e spettacolari costruzioni in metallo e vetro delle grandi star dell'architettura high-tech internazionale, come Norman Foster, Renzo Piano, Richard Rogers, Thomas Herzog, spesso realizzate per istituzioni finanziarie, commerciali, amministrative: la torre della Commerzbank a Francoforte sul Meno e la cupola del rinnovato Reichstag a Berlino ne sono due dei simboli più noti. Essa è incentrata sull'uso di materiali e soluzioni costruttive altamente tecnologiche per il controllo complessivo delle prestazioni ambientali dell'edificio, con particolare riguardo all'efficienza energetica.
La logica eco-centrica, all'opposto, può essere definita "low tech", se non addirittura "no tech": tende a enfatizzare l'uso di materiati naturali e di forme minimaliste (con facciate e coperture nascoste dalla vegetazione, costruzioni ipogee ecc.) per garantire la salvaguardia degli ecosistemi e il ripristino delle condizioni di naturalità.
La logica eco-estetica interpreta la sostenibilità come metafora di una maggiore interconnessione tra l'uomo e la natura, vista come complessa e "sensuale", a fronte di una realtà umana artificiale, caotica ed alienante. L'architettura deve utilizzare le possibilità plastiche offerte dalle tecnologie più avanzate per creare nuove forme organiche, che stimolino una reinterpretazione creativa dei modelli ecologici e della nostra coscienza detta natura.
La logica eco-culturale pone come centrale la salvaguardia delle differenze e dei valori locali tradizionali. L'architettura sostenibile deve sembrare prima di tutto "autentica", deve derivare le soluzioni tecnologiche dalla reinterpretazione delle forme vernacolari e salvaguardare gli ecosistemi ed i valori culturali locali dagli effetti distruttivi ed omogeneizzanti della globalizzazione.
La logica eco-medica privilegia la qualità dell'ambiente costruito in relazione al benessere e alla salute degli individui che vi vivono,- l'attenzione è rivolta soprattutto alla non tossicità dei materiali di costruzione, alle condizioni di illuminazione e di aerazione, alla permeabilità tra spazi interni ed esterni.
La logica eco-sociale promuove un modo di vivere l'architettura meno gerarchico e più democratico, con un coinvolgimento più ampio e più consapevole degli individui nei processi di progettazione, di costruzione (fino all'autocostruzione) e di gestione degli edifici. L'architettura dovrebbe essere accessibile a tutti e flessibile nei suoi modi di utilizzo"
Questa però è solo una distinzione teorica: gli edifici costruiti, se considerati nel rapporto con i contesti in cui sono inseriti, mostrano in realtà livelli di complessità non sempre riconducibili a queste "correnti": una costruzione può presentare contemporaneamente soluzioni high e low tech, oppure chiudere un determinato ciclo (ad esempio, quello energetico) e trascurare più o meno completamente gli altri. Importante per conseguire il fine di costruire edifici sostenibili è il giusto uso di materiali durante la costruzione. Per questo motivo è fondamentale garantire una progettazione corretta, già dal momento del concepimento di una nuova opera architettonica.
La sostenibilità dell'architettura, se studiata nella sua multidimensionalità, è dunque molto più complessa di quanto non venga normalmente riconosciuto, per essere realmente sostenibile un edificio deve essere pensato tenendo conto delle TRE dimensioni della sostenibilità: ambientale, economica e sociale.
- Abstract in italiano (PDF, 134kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 128kB - Creative Commons Attribution)
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