Il bambù come materiale da costruzione: il rapporto manto di copertura/struttura, tra tecnica e imnmagine : l'esperienza thailandese come lente critica
Monica Cavallo, Federico Grimaldi
Il bambù come materiale da costruzione: il rapporto manto di copertura/struttura, tra tecnica e imnmagine : l'esperienza thailandese come lente critica.
Rel. Alessandro Mazzotta, Irene Caltabiano. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Costruzione), 2012
Abstract
L'acquisizione della consapevolezza sui limiti dell'azione umana in relazione al contesto ambientale di riferimento, oltrepassati i quali possono prodursi effetti dannosi irreversibili per la natura e per l'umanità, ha costituito l'ampio retroterra che ha consentito la nascita della nozione di sostenibilità.
Lo sviluppo sostenibile è una forma di "sviluppo" (che comprende lo sviluppo economico, delle città, delle comunità eccetera) che non compromette la possibilità delle future generazioni di perdurare nello sviluppo preservando la qualità e la quantità del patrimonio e delle riserve naturali (che sono esauribili, mentre le risorse sono considerabili come inesauribili). L'obiettivo è di mantenere uno sviluppo economico compatibile con l'equità sociale e gli ecosistemi, operante quindi in regime di equilibrio ambientale.
L'architettura sostenibile, è quella (anche detta eco-compatibile o bio-edilizia o bio-architettura) che utilizza materiali ecocompatibili tali sia nelle fasi della loro produzione, sia nella posa ed utilizzo che al momento in cui verranno dismessi, prevede un consumo di risorse il più basso possibile ed aumenta la qualità della vita dei sui abitanti.
All'interno del nostro percorso di studi universitari, abbiamo affrontato in diverse discipline il tema della sostenibilità architettonica nei vari ambiti e forme applicative; questa importante tematica ha stimolato in noi un elevato interesse verso i materiali biodegradabili.
Dall'esperienza didattica e dal nostro interesse al tema della sostenibilità dei materiali, nasce la nostra ricerca sul bambù, materiale dalle straordinarie caratteristiche e capacità meccaniche che è stato in questi ultimi tempi oggetto di attenzione da parte di molti studiosi e che sembra essere un materiale adatto a sviluppare nuove soluzioni tecnologiche naturali a basso impatto ambientale.
Volendo dunque approfondire la ricerca su questo materiale sia dal punto di vista teorico, attraverso una strutturata consultazione bibliografica, che pratico con l'applicazione delle informazioni acquisite alla progettazione delle costruzioni in bambù, ci è sembrato che i luoghi di naturale provenienza, nelle zone più ricche di specie, dove questa pianta si radica profondamente nella tradizione e nella cultura locale, in quasi tutte le sue funzioni, fossero quelli più adatti ed interessanti al nostro scopo.
Nell'intento di individuare quindi un luogo di accoglienza in grado di soddisfare al meglio le nostre esigenze, abbiamo inoltrato numerose richieste ad associazioni, studi tecnici professionali, società di costruzioni in Ecuador, in India, in Colombia e in Thailandia.
Le migliori opportunità sia dal punto di vista teorico che pratico che maggiormente promettevano di soddisfare le nostre condizioni sono arrivate dalla Thailandia, grazie alla conoscenza per pezzo di canali telematici di un architetto australiano di nome Mark Emery che da diversi anni si occupa delle costruzioni in bambù in questo paese. È dunque in questa realtà, che abbiamo deciso di organizzare e di orientare il nostro programma di lavoro.
La scelta del luogo è stata infatti stimolata dalla possibilità di partecipare ad un workshop organizzato da Mark Emery e dalla possibilità di estendere la nostra permanenza oltre il periodo previsto per il workshop per partecipare attivamente a tutto il ciclo applicato a questo materiale, dalla produzione all'impiego, seguendo con esperienza diretta tutte le varie fasi di trattamento, lavorazione, progettazione, e la realizzazione di alcuni suoi progetti.
L'utilizzo del bambù in Thailandia ha origini lontane nel tempo e le tecniche per metterlo in opera sono spesso ancora oggi radicate nella cultura dei popoli.
Si tratta di tecniche per lo più tradizionali, prive di alcun fondamento analitico, basate esclusivamente sull'esperienza più che centenaria del loro impiego e tramandate nelle generazioni.
È noto che l'utilizzo del bambù in ambito edile non riguarda unicamente opere provvisorie o abitazioni di fortuna di scarsa resistenza e durabilità. In realtà le particolari proprietà fisico meccaniche di questa pianta legnosa la rendono adatta a numerose applicazioni; nei paesi dove gode di maggior considerazione, oltre ad abitazioni a basso costo, è stato impiegato con successo come elemento strutturale, in case a più piani, luoghi di culto, padiglioni e persino passerelle pedonali. Le comunità locali in queste zone utilizzano questo materiale, grazie alla enorme disponibilità in sito, non solo per rispondere a beni di prima necessità come la realizzazione della propria casa, ma anche per impiegarlo in altri usi quali: gastronomici, nella produzione della carta, di piccoli oggetti artigianali o arredi, rifiniture, produzione di vestiti. Queste popolazioni, come quella thailandese, cui il bambù risiede nella loro cultura fin dall'antichità, conoscono le differenti tecniche tradizionali di costruzione, tramandate di generazione in generazione, e per questo motivo ne fanno un uso altamente consapevole.
Nella nostra cultura Occidentale invece, nonostante le sue ottime proprietà, rimane tuttora, un materiale estraneo agli usi edilizi ed alle tipologie costruttive locali, in quanto non rientra nella filiera della produzione costruttiva corrente.
Ciò nonostante in Europa ed in genere nei paesi in cui il materiale viene importato, non essendo radicato nella cultura e nella tradizione, viene impiegato spesso come semplice elemento di decoro ed utilizzato per fare immagine e stupire. Ne deriva così la lettura di uso incoerente di questo materiale rispetto alle culture d'origini ed una consapevolezza di uso non consapevole del bambù.
Per affrontare al meglio l'esperienza in Thailandia abbiamo preparato prima della partenza un adeguato programma di lavoro comprensivo di organizzazione di incontri, di visite a cantieri e lavori in corso di esecuzione, personale docente presso le Università locali, il tutto con le relative tempistiche assegnate. La preparazione del programma ha comportato preliminari ricerche e studi finalizzati a conoscere la situazione politica, economica, agro-forestale del Paese, ma anche le condizioni climatiche, morfologiche ed in ultimo ma non in termini di importanza, le tipologie architettoniche locali.
La preliminare attività svolta a tavolino, nelle varie aree tematiche coerenti con il nostro programma si è rivelata poi, di estrema fondamentale importanza.
Non solo infatti, ci ha fornito una adeguata documentazione estremamente utile e preziosa al lavoro da svolgere in loco, ma ha contribuito anche ad arricchire il nostro sapere su un Paese così diverso dal nostro, nella cultura, nella tradizione, nell'attività antropica, e così distante da noi.
Ne è scaturito in noi una forte curiosità ed un crescente interesse al tema, che ha contribuito a sviluppare la convinzione di un approccio dovutamente rispettoso e consapevole.
Ne è emerso che la Thailandia è un Paese ricco di cultura e di forme tradizionali in ambito architettonico. Ad un osservatore poco attento lo spazio costruito specie nelle realtà rurali del Nord, potrebbe sembrare caratterizzato da una apparente casualità: senza linee preordinate, di fatto invece tutto segue delle strategie insediative, delle attenzioni morfologiche e costruttive. L'orientamento degli edifici segue lo scorrere dell'acqua dei fiumi o il nascere del sole, la collocazione degli spazi abitativi nell'ambiente confinato segue nel rapporto di vicinato quelli collocati nell'area confinante. L'architettura religiosa si manifesta ed influenza fortemente l'attività edilizia privata.
In particolare si rileva il consapevole uso della copertura, realizzata quasi esclusivamente con materiali naturali, quali il bambù, e la cui forma, come per tutte le residenze thailandesi, è indicativa della distribuzione interna dell'abitazione.
Visitiamo le regioni del Nord della Thailandia per approfondire la conoscenza sulle tecniche tradizionali utilizzate dalle popolazioni locali nell'impiego del bambù. Qui rileviamo che le case rurali sono particolarmente semplici, in esse sono tuttavia presenti alcune delle caratteristiche architettoniche e costruttive riscontrabili in genere nelle costruzioni thailandesi.
Lo studio delle tecniche costruttive tradizionali, effettuato preliminarmente a tavolino, ci ha fornito una base minima ed essenziale per seguire proficuamente il workshop e le successive fasi di progettazione le quali fin da subito hanno evidenziato, quasi a nostra sorpresa, l'ampio spazio di azione nella scelta della forma architettonica, in luogo del ristretto campo di scelta nelle più tradizionali forme. La ragione ci viene spiegata, è per non porre limiti alla sperimentazione del bambù e in termini nella sua applicazione al campo strutturale.
Dopo l'esperienza effettuata in loco, e la consapevolezza maturata nell'uso di questo materiale, abbiamo eseguito una profonda riflessione sul lavoro svolto, e di conseguenza abbiamo ritenuto di impostare la tesi rileggendo con spirito critico l'esperienza compiuta in relazione alle ricerche effettuate e studiate per poi realizzare una tassonomia dei nodi tecnologici e critici, suddivisi per punti significativi: attacco a terra, involucro, e coperture.
Nell'ambito di questa grande matrice ci siamo poi soffermati su un punto d'interesse non ancora sufficientemente approfondito dalla ricerca; il rapporto del manto di copertura con la struttura sottostante.
E' un tema questo, dalle diverse criticità a livello strutturale e tecnologico, che ha trovato già, molteplici soluzioni in altri paesi come l'America Latina, piuttosto che in India, ecc. ma le cui problematiche sono tuttora evidenti non avendo riscontrato ancora il dovuto progresso evolutivo che in questi ultimi anni ha caratterizzato invece il resto della struttura.
Abbiamo voluto dare al tema un approccio di pre-manuale mettendo in luce le varie problematiche sia a livello tecnologico che a livello di linguaggio architettonico, senza soffermarsi troppo sugli aspetti tradizionali del luogo, che avrebbero condizionato progetti e problematiche appartenenti unicamente alla cultura thailandese ed influenzato la ricerca di soluzioni ad ampio raggio. Del resto le stesse persone che ci hanno coinvolto nel processo di progettazione sono spesso estranee alla cultura del luogo, come l'architetto Mark Emery, di formazione australiana e colombiana presso l'architetto Jorge Stamm.
L'obbiettivo principale della tesi è dunque lo studio del bambù nelle sue caratteristiche peculiari, qualità e limiti di applicazione nel campo costruttivo, sensibilità e consapevolezza nell'impiego attraverso la conoscenza delle sue potenzialità e sue inibizioni e con approfondimento al tema del rapporto di copertura/struttura tra tecnica ed immagine.
La nostra ambizione è stata inoltre di rendere questa tesi un documento trasferibile, utile a problematiche che non appartengono unicamente alla cultura thailandese.
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