Il parco di Spina 4 a Torino : progetti di arte pubblica e piano di manutenzione e gestione
Viviana Liotta
Il parco di Spina 4 a Torino : progetti di arte pubblica e piano di manutenzione e gestione.
Rel. Rossella Maspoli. Politecnico di Torino, , 2011
Abstract
"I profondi cambiamenti dello scenario economico e socia¬le globale determinano evidenti mutamenti anche nell'organizzazione territoriale delle città. L'esclusione sociale e la perdita di coesione di alcune parti della città si combina con il dispiegarsi di strategie competitive che mirano a posizionare l'area urbana nello scenario internazionale. Esclusione e competizione, degrado sociale e eccellenza economica convivono all'interno di tali processi, pur derivando da logiche territoriali profondamente differenti: la logica degli spazi abitati, quella degli spazi politici o ancora quelli della produzione."
Le città in cui viviamo, spesso oggetto di una riqualificazione che implica la costruzione di settori residenziali imponenti, necessitano sempre di più di spazi verdi e d'uso in cui il cittadino possa rifugiarsi e nei quali possa riscoprire il piacere della vita comunitaria, spesso messa da parte dall'individualismo, che ha caratterizzato la vita cittadina dagli anni '70 del '900 fino ai primi anni del 2000.
Con le riqualificazioni delle "Spine", nell'ambito delle prefigurazioni del P.R.G., i progettisti hanno cercato di elaborare una città più aperta verso l'esterno, potenziandone l'assetto stradale e la sua attrazione come polo economico e culturale.
In primis sono state sistemate le zone centrali della città di Torino e le sue linee di collegamento con l'esterno. Grande propulsore per la rinascita della città infatti è stata l'opportunità di poter organizzare e gestire, al suo interno e in alcune comunità montane, i Giochi Olimpici Invernali del 2006.
In secondo luogo la città ha cominciato a prepararsi a una serie di eventi che l'hanno resa sempre più attrattiva e meta di molti turisti.
In relazione al processo di valorizzazione urbana, le perife¬rie storiche di Torino, oggetto di degrado negli anni, hanno cominciato a suscitare interesse da parte del mercato immobliare. Numerosi ettari a disposizione, con le dismissio¬ni industriali, e possibilità di dare un nuovo volto alla città, hanno fatto sì che fossero trasformati e anche valorizzati quei quartieri che hanno visto un forte incremento demografico, soprattutto dal punto di vista immigratorio. Il processo di riqualificazione riguarda gli assi di "Spina 3 e 4", ovvero le zone più problematiche della città in cui i tassi di istruzione e i redditi dei cittadini risultano essere tra i più bassi di tutto il capoluogo.
Per il paesaggista francese Gilles Clément, "se si smette di guardare il paesaggio come l'oggetto di un'attività umana, subito si scopre una quantità di spazi indecisi, privi di funzione, sui quali è difficile posare un nome. Questo insieme non appartiene né al territorio dell'ombra né a quello della luce. Si situa ai margini". Il paesaggista denomina questo spazio "Terzo paesaggio", che rinvia a Terzo stato, cioè un luogo che non esprime né il potere né la sottomissione al potere.3 Nel caso di "Spina 4" tale luogo ha perso la sua funzione ma anche parte della sua identità, che rimasta in stand by aspetta una nuova vita. La trasformazione non implica solo la costruzione di residenze o di fabbricati destinati al commercio, bensì individua anche zone di vivibilità per il cittadino: parchi, luoghi di svago, non più semplici spazi in cui sedersi e subire passivamente l'intorno, ma aree in cui interagire con il contesto, territori di conoscenza, di convivialità, di apertura al mondo esterno. A questo proposito il progetto Promenade ha saputo raccogliere idee e proposte per la creazione di spazi pubblici per la collettività, spazi in cui l'arte giocasse da protagonista e non da accessorrio. L'artista ambientale Joseph Beuys ha esemplarmente affermato che l'arte pubblica essa deve avere un ruolo attivo nella formazione della società, e deve poter essere in grado di modificare il mondo in un luogo migliore." Il compito di rinnovare la realtà viene dunque assegnato all'oggetto d'arte, inteso come prodotto affettivo, con il tentativo di trasformare la natura intrinseca dell'uomo e la società attraverso l'elevazione dell'oggetto artistico come catalizzatore sociale della rivoluzione culturale. L'opera d'arte non è solo oggetto inanimato statico e artificiale ma anche pratica creativa attenta al contesto ed all'elemento naturale, vivo, da reinserire in un ambito che ancora prima della nascita delle industrie gli apparteneva. La realtà urbana a cui ci troviamo di fronte acquisisce una dimensione poetica, poiché immaginiamo come ridarle vita riportando anche l'elemento base: la natura. Ed è attraverso il giardino che l'uomo restituisce all'ambiente sia la "cura" e la cultura sia la dimensione primordiale, una realtà che agisce, muta e odora.
Il seguente lavoro, diviso in due macrocapitoli, illustra parte del vasto panorama artistico inserito in contesti di spazi pubblici e mostra le varie fasi di trasformazione del parco di via Cigna a Torino, la gestione delle sue "opere" e la loro manutenzione.
La prima parte, suddivisa in tre capitoli, descrive l'ambito di intervento, le modalità dì conoscenza del territorio mediante l'analisi multidisciplinare ed anche l'utilizzo delle Parish Map, ed infine introduce il discorso del laboratorio interdisciplinare LAB A&A analizzando alcuni casi di arte pubblica in spazi pubblici.
La seconda parte, invece, tratta la tematica della gestione e manutenzione di questi spazi collettivi, analizza alcuni casi nazionali e internazionali di gestione e manutenzione delle aree comunitarie e propone un piano di gestione e manutenzione per il parco di via Cigna.
Il piano si configura come un progetto integrato, per cui si fa riferimento allo studio di casi simili di manutenzione di spazi pubblici, italiani e internazionali, e a manuali presenti nel panorama edilizio, ma riadattati alle esigenze del contesto.
Relatori
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