Struttura urbana e risorsa acqua : un progetto locale per la marina di Santa Maria di Leuca
Antonella Carluccio
Struttura urbana e risorsa acqua : un progetto locale per la marina di Santa Maria di Leuca.
Rel. Pierre Alain Croset, Gustavo Ambrosini. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Costruzione), 2010
Abstract
Mare e suolo, acqua e terra come elementi naturali che s'incontrano e si scontrano. La città-porto sorge laddove terra e mare s'intersecano, alla confluenza di strade e rotte.
La stessa geografia dell'Europa, nella sua forma peninsulare, conferma l'importanza del tema delle città d'acqua. "Se il litorale americano è di complessivi 20.000 km si calcola che quello europeo è pari a circa 60.000 km. Lungo le coste, in una fascia di circa 20 km vive un terzo della popolazione urbana europea (città di oltre 20.000 abitanti). Sommando la popolazione urbana con quella dei bacini imbriferi dei quindici maggiori fiumi europei, la percentuale supera il 50%". E' facilmente intuibile come il tema delle città portuali sia importanza dello studio e nell'analisi delle trasformazioni della città del futuro.
Fino al XIX secolo l'area portuale rappresentava il fulcro della vita cittadina, un'area nella quale si svolgevano le attività più diverse, caratterizzata da promenades, portici, edifici pubblici e luoghi per le attività commerciali. Dopo il XIX secolo la crescita incontrollata delle strutture urbane e l'industrializzazione delle attività portuali hanno separato le sorti del porto da quelle della città. Da un lato, gran parte dei porti italiani e internazionali è stata investita da profonde trasformazioni che hanno generato una profonda ridistribuzione delle funzioni e delle attività e una riorganizzazione infrastrutturale interna, dall'altro le città sono cresciute oltre il perimetro portuale alienando il porto e il mare antistante; da allora esistono due tenitori, due mondi. A Genova una fascia longitudinale continua, ora occupata da una sopraelevata, struttura un territorio dalla natura piuttosto incerta, che separa l'area portuale dal tessuto urbano; a Napoli, la chiusura del porto alla città è sottolineata dalla presenza di un muro di recinzione (oggi parzialmente rimosso) e di un asse viario perimetrale; mentre la Londra l'area portuale si è sviluppata ai margini di una degradata periferia urbana. Le cause sono da ritrovare nelle errate politiche urbane e portuali, nella divisione (gestionale e progettuale) delle competenze specifiche e nell'incompatibilità di alcune attività portuali con gli standard del comfort urbano.
Dagli anni settanta l'attenzione degli esperti del settore si sta spostando verso la rivalutazione e la riscoperta del waterfront, la restituzione del fronte d'acqua alla città e verso il recupero della relazione città-porto. L'interesse per la riutilizzazione di tali aree, secondo Peter Hall, per scopi urbani nasce da tre fattori "la disponibilità di ampie e inutilizzate aree nel cuore della città, lo straordinario sviluppo del terziario economico, la magnetica relazione tra il waterfront e i cittadini".
Relatori
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