Tecnologie per habitat in condizioni estreme : vivere al freddo
Marco Pannoni
Tecnologie per habitat in condizioni estreme : vivere al freddo.
Rel. Delfina Comoglio Maritano. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2010
Abstract
Parafrasando il titolo della nostra tesi si potrebbe cadere nella tentazione, sia scrivendo che leggendo, di pensare che le "condizioni estreme" siano solo quelle dei climi molto caldi, o molto freddi. Si perderebbero molte altre situazioni ambientali che devono essere risolte grazie alla tecnologia, intesa come ricorso a materiali, tipologie, processi di costruzione, economia.
La stessa parola "estrema" dovrebbe insospettire il tesista, e incuriosire il lettore. L'etimologia della parola indica l'esterno, il margine, il desueto. Non soltanto il freddo ed il caldo.
Estrema può diventare una condizione di povertà, o la carenza di "materiali" da sempre a costo zero, come l'aria che respiriamo o la luce solare. Le condizioni sono proprie dell'ambiente che accoglie la comunità umana, ma possono essere anche proprie della comunità stessa all'interno di un ambiente per nulla ostile. E allora diventa estrema la condizione nella quale creare un habitat che accolga un non-vedente, un habitat per un non-deambulante, per un malato cronico.
Estrema può essere la condizione di una missione scientifica nello spazio, sotto il suolo, sotto il mare. In un futuro purtroppo non troppo (l'allitterazione è voluta) lontano, di sovraffollamento mondiale, l'uomo dovrà forse abitare questi luoghi in modo permanente.
Questa tesi non pretende di affrontare tutti gli habitat, in tutte le condizioni "estreme", di tutti i tempi. Non ci riuscirebbe. Vuole presentare alcuni aspetti della risoluzione del problema, illustrare una sorta di metodo di indagine e di relativa soluzione, per altro opinabile, in alcune particolari situazioni.
Ovviamente in questa tesi ci sarà metodo, ci sarà programma e consequenzialità degli argomenti trattati. In queste poche righe abbiamo cercato invece di fermare in ordine sparso le nostre idee iniziali, i nostri sospetti, le nostre curiosità, che vorrei diventassero quelle del lettore. Tecnologia non è il particolare tecnologico, non è il tal materiale, non è la soluzione architettonica o progettuale. Tecnologia è a nostro avviso la risoluzione di un'esigenza, di fronte a requisiti e condizioni ambientali specifiche. Tecnologia nasce con il primo tetto che l'uomo si è costruito. La tecnologia per abitare è la seconda invenzione dell'uomo, subito dopo la tecnologia per mangiare. Esiste da sempre, e si evolve sempre, con il progresso ma, e soprattutto, per il continuo mutare delle condizioni in cui si applica e per le esigenze da soddisfare.
La nostra tesi vuole solo dimostrare che particolari, difficili condizioni ambientali - nell'accezione di ambiente più ampia possibile - diventano il sistema di equazioni da risolvere. Occorre creare tante
equazioni quante incognite, sperando sempre di non arrivare a sistemi impossibili.
Ci concentreremo su una particolare condizione estrema, cioè il vivere al freddo, in ambienti poco antropizzati. Resta la determinazione di avere ben chiaro che le condizioni estreme sono molteplici, e che ogni progettista potrebbe dover affrontare un progetto in una tale condizione, anche nella professione "comune".
La tecnologia è azzardo e imprevisto, ricerca ed esperimento.
La tesi poi è ancora di più occasione per invenzione, ponte fra l'immoralità della fantasia e la ponderatezza della realtà.
- Abstract in italiano (PDF, 91kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 89kB - Creative Commons Attribution)
Relatori
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