Irene Racca
Costruire un miraggio nel deserto : Dubai un paradiso di plastica.
Rel. Agata Spaziante, Gustavo Ambrosini, Luca Davico. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Progettazione Urbana E Territoriale), 2010
Abstract
L'idea di questo approfondimento nasce dalla ricerca di un argomento diverso dalle solite idee proposte per la tesi magistrale, non con la presunzione di trattare un argomento innovativo, ma con la speranza di interessare i miei interlocutori e renderli, se è necessario, più critici e informati su questo nuovo modo di progettare, giusto o sbagliato che sia, ma che pur sempre lascia senza parole. Le impressioni nascono soprattutto dopo una settimana trascorsa a Dubai, dove cantieri sterminati, torri altissime e luci psichedeliche mi hanno subito avvolto.
Il mio viaggio ebbe inizio 5 ottobre 2009 quando atterrai a Dubai, già dall'aeroporto mi resi conto di essere atterrata in una città "attiva",maestosa e scenicamente "finta". Mi circondavano tantissime persone dalle nazionalità più svariate, un mix culturale insolito.
Dal giorno seguente sono andata al Dubai International Exhibition Center dove si era aperto, quella mattina, "Cityscape", il più grande convegno mondiale sugli investimenti futuri e attuali di Dubai. Ero sbalordita, oltre 2o.ooomq di modellini, video, progetti, colori e musica.
Qualsiasi cosa pensabile, immaginabile e molto spesso aldilà della nostra immaginazione era stato progettato, in attesa di acquirenti per poterlo realizzarlo concretamente. Ho visitato in maniera più possibile critica i diversi padiglioni per tutti i tre giorni dell'esposizione, cercando materiali e informazioni che cercherò di raccontarvi nei prossimi capitoli.
Girando per la città, i miei interrogativi sono aumentati.
Percorrendo le loro strade (che da noi sarebbero chiamate autostrade avendo dalle 4 alle 6 corsie per senso di marcia) ci si accorge della totale assenza di regole urbanistiche, dei così diversi ambiti sociali, economici e culturali.
E' un insieme di luoghi sconnessi che non hanno collegamenti gli uni con gli altri. Questo mio soggiorno che è durato in totale una settimana mi ha permesso di entrare in contatto con l'ambiente, le condizioni sociali e le problematiche di una delle metropoli più particolari del mondo.
E' una città che riesce ad emozionati per la visita di un centro commerciale, un ristorante o per un bar dove la vista è mozzafiato e l'architettura è curata nel minimo dettaglio, nulla è lasciato al caso.
Questa è Dubai un misto di stupore e perplessità. Tutto ciò ha ispirato le riflessioni che sono contenute in questo approfondimento.
Tornando a Torino ho cercato di trasmettere alla mia relatrice e ai miei due correlatori la stessa passione che mi aveva spinto a trattare questo argomento. Non è stato affatto semplice approfondirlo, infatti Dubai è considerata principalmente come "un insieme di edifici stravaganti" e nessuno l'ha mai analizzata in ambito urbano e sociale. Quindi mi sono messa all'opera cercando articoli di giornali nelle più svariate testate nazionali e soprattutto internazionali, libri storici, supporti telematici di ogni genere e cercando di intervistare esponenti nei più diversi settori che potessero aiutarmi a comprendere meglio questa "grande macchina". Come in un percorso ad imbuto, dal generale al particolare, ho analizzato questa città. Per avere una chiave di lettura critica e di facile comprensione ho prima analizzato il quadro generale della regione e della città, come si è sviluppata con la sua cultura e i suoi divieti, per poi soffermarmi sul presente e interrogandomi sul futuro.
Relatori
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