Stazione in città, città in stazione
Serena Meglio
Stazione in città, città in stazione.
Rel. Agata Spaziante. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Progettazione Urbana E Territoriale), 2010
Abstract
Nell'Italia di oggi, come negli altri paesi del mondo, la mobilità è uno degli aspetti principali da tenere sotto controllo per un ottimale governo del territorio. Diversi sono i modi di trasporto utilizzati, ma l'automobile resta pur sempre il mezzo più diffuso. Ciò non solo causa numerosi problemi relativi al traffico e all'ecologia, ma genera una serie di costi in termini economici, ambientali e sanitari di cui tutta la comunità è costretta a farsi carico. In un simile scenario, la Comunità Europea, vista l'impossibilità di arginare il fenomeno di una mobilità in costante crescita, ha deciso di rilanciare tutti quei modi di trasporto, in particolare il treno, che hanno caratteristiche maggiormente ecosostenibili, così da riportare un maggiore equilibrio sul territorio.
Bisogna altresì considerare che l'ammodernamento strutturale ha un ruolo fondamentale nel mantenimento di un'economia competitiva. Ne consegue quindi la necessità di una riorganizzazione di tutte le reti di trasporto e, in particolare di quella ferroviaria per quanto riguarda i rapporti Alta Velocità/linee regionali e passeggeri/ merci. Questi cambiamenti non sono solo visibili sulla rete in termini trasportistici, ma anche sulle stazioni che, in questi anni, stanno subendo numerosi interventi di adeguamento alle nuove esigenze, sul piano architettonico, sul piano funzionale e, soprattutto, dal punto di vista urbano.
Inoltre, contemporaneamente al cambiamento di orientamento della Comunità Europea, qualcos'altro è successo all'interno delle nostre città.
Un aspetto molto importante da considerare, è quello delle aree dismesse. Con l'avanzare della tecnologia ferroviaria e il cambiamento del modello produttivo industriale, si sono creati all'interno della città numerosi vuoti urbani, soprattutto in corrispondenza delle aree ferroviarie, come il sedime ferroviario, gli scali merci e la stazione stessa.
Nella fase attuale, in cui il tema dominante della pianificazione urbanistica non è più la crescita della città ma il miglioramento degli insediamenti già realizzati, la trasformazione di queste aree assume un ruolo molto importante, poiché queste si trovano nelle zone centrali della città, a ridosso dei centri storici.
La necessità quindi di riqualificare queste parti di città ha messo in moto una complessa macchina di operazioni immobiliari che coinvolgono una molteplicità di attori, sia pubblici, sia privati.
È per questi motivi che le stazioni, da semplici fabbricati dedicati all'attività ferroviaria, si trasformano in un mix di funzioni e servizi estremamente diversi tra loro che vanno dal commercio al settore alberghiero, da attività legate al tempo libero a quelle ricreative, dagli uffici pubblici a quelli relativi al trasporto su ferro; le stazioni iniziano così ad assumere un aspetto del tutto inedito, diventando un vero e proprio "pezzo di città", una "città nella città".
La stazione rivestirà dunque un duplice ruolo:
-quello di complessa struttura intermodale che integra alta velocità, intercity, linee regionali, metropolitana, autobus e automobili, arricchita da attività di servizio, commerciali e terziarie;
-quello di elemento di ricucitura tra quelle parti di città oggi separate dal complesso delle attrezzature ferroviarie.
In questa prospettiva, rivestono una importanza strategica le grandi aree di proprietà delle Ferrovie che, un tempo zone periferiche, oggi si trovano in posizione centrale e quindi rilevante non solo dal punto di vista urbanistico, ma anche da quello immobiliare, poiché costituiscono un enorme patrimonio in termini di potenziali cubature edificabili.
A tale proposito, i programmi di modernizzazione proposti delle Ferrovie dello Stato hanno come obiettivo la valorizzazione di questo patrimonio immobiliare, tramite il riuso delle aree dismesse, il rinnovo delle stazioni esistenti e la costruzione di nuove.
Il tema è molto complesso e a mio parere impone delle riflessioni. Come si pone la nuova stazione in relazione alla città? Crea valore o crea disagio? Riesce a legarsi e a stabilire un rapporto con il suo intorno oppure rimane un grande corpo isolato? In che relazione rimane la stazione con le aree dismesse ora trasformate? Come agiscono gli strumenti urbanistici in questo caso? Riescono a guidare la trasformazione o hanno semplicemente un ruolo marginale? Dal punto di vista trasportistico, la stazione continua a rivestire lo stesso ruolo di nodo o qualcosa è cambiato? È proprio a questi interrogativi che questa tesi tenta di fornire una risposta.
Relatori
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