Demolire per costruire : dalla città delle quantità a quella delle qualità
Davide Vigna
Demolire per costruire : dalla città delle quantità a quella delle qualità.
Rel. Fabio Minucci. Politecnico di Torino, Master of science program in Territorial, Urban And Environmental Planning, 2010
Abstract
E' difficile dire con esattezza da dove nasca il desiderio di esplorare la demolizione come possibile risposta alla perdita di qualità del territorio in senso lato (perdita di sicurezza, efficienza e vivibilità]. La più comoda e banale delle risposte prevede in questi casi che si attribuisca l'origine dell'argomento principale della tesi al tirocinio curricolare, svolto dal sottoscritto presso il Settore di Rigenerazione Urbana e Sviluppo della Città di Torino, ormai quasi due anni or sono. Effettivamente, la collaborazione con gli uffici che si occupano di recupero urbano ha avuto qualche merito (o colpa...) nello stimolare la trattazione del tema, se non altro per una certa attinenza tra l'attività di riqualificazione urbana e la dequalificazione suddetta.
Ma probabilmente non basta a spiegare la volontà di articolare un discorso che per certi versi sembra negare la dimensione stessa del recupero, ipotizzando l'abbattimento edilizio, o che forse vuole piuttosto sdoganarlo da una scala prettamente architettonica per rilanciarlo invece anche ad una scala urbanistico- territoriale
La volontà di cambiare e il dibattito pubblico sono i primi passi verso qualsiasi grande impresa, per quanto insormontabile essa possa apparire. Al contrario, evitare la difficile sfida di ridare realmente qualità al sistema insediativo, passando per interventi drastici, è sinonimo di paura, oppure di accettazione tutto sommato dello stato di fatto.
Ciò detto, questa tesi potrà forse essere interpretata come uno sfogo sterile e dai deboli argomenti verso una situazione critica che difficilmente risulta modificabile. Addirittura, potrà apparire a qualcuno come un capriccio d'invidia nei confronti di coloro che ammirevolmente riescono a migliorare la qualità del nostro territorio attraverso modeste e concrete iniziative, invece che con pretenziosi interventi campali, e che riescono ad agire sulla lama del rasoio tra bontà dei propositi e attuabilità delle strategie. Tuttavia, le intenzioni originarie sono ben lontane dall'avere qualsiasi spunto di polemica o di vuota chiacchiera, bensì vogliono catturare l'attenzione su un tema border-line del dibattito urbanistico, esaminandone serenamente le argomentazioni. Ci si è sforzati di conservare lucidità e oggettività in ogni passaggio, senza cedere alla tentazione del luogo comune: se ciò non dovesse essere riscontrato nella lettura, ce ne si scusa anticipatamente.
- Abstract in italiano (PDF, 121kB - Creative Commons Attribution)
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