L'obiettivo di questo lavoro è indagare l'evoluzione delle periferie urbane, sia dal punto di vista delle interpretazioni teoriche sia per quanto riguarda le politiche, dirette ed indirette, messe in campo dai soggetti istituzionali per risolvere le criticità presenti in queste "porzioni" di città.
Il cap. 1 tratta di interpretazioni del concetto di "periferia" e intende illustrare come tale termine abbia avuto un'evoluzione nel tempo. Oggi la periferia non è più intesa solo come il luogo al margine della città, in cui si concentrano le attività indesiderate ed i maggiori problemi sociali. Oggi la periferia urbana è molto di più, possiede al suo interno una serie di risorse che, se riconosciute e valorizzate, sono in grado di innescare meccanismi di "riscatto sociale" e di rivitalizzazione territoriale.
Il cap. 2 è volto a sottolineare come il concetto di periferia sia molto ampio, in quanto ricomprende una pluralità di luoghi e spazi urbani non racchiudibili entro un'unica definizione. Non tutto ciò che è al margine di una città è automaticamente periferia, viceversa possono esistere elementi periferici anche in pieno centro storico.
Il cap. 3 è volto all'individuazione e "catalogazione" delle politiche e degli strumenti che hanno permesso (e permettono tuttora) di intervenire, in Italia e nell'Unione Europea, su quelle parti di città che presentano le maggiori criticità in termini fisici ma anche (e soprattutto) sociali ed economici.
Infine, il cap. 4 presenta il caso studio di Torino, la cui amministrazione, più di dieci anni fa, ha deciso di trattare in maniera concreta ed organica il tema delle periferie, predisponendo un'apposita unità interdisciplinare all'interno della propria struttura organizzativa, il Progetto Speciale Periferie. Pur non avendo una solida politica nazionale alle spalle, la città si è dimostrata lungimirante e ha dato vita ad interessanti esperienze nel campo della rigenerazione urbana e sociale di quartieri in difficoltà.