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IMMAGINI DAL TERRITORIO: l'immaginario come forma di strutturazione del territorio in alcune località della provincia di Vercelli e zone attigue

Parigi, Monica

IMMAGINI DAL TERRITORIO: l'immaginario come forma di strutturazione del territorio in alcune località della provincia di Vercelli e zone attigue.

Rel. Alberto Borghini. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2009

Questa è la versione più aggiornata di questo documento.

Abstract:

- Introduzione - La conoscenza del territorio passa anche attraverso l'analisi del folclore e delle tradizioni locali delle popolazioni che lo abitano; questa è uno strumento indispensabile per una progettazione urbanistica e architettonica pienamente consapevole. Nel seguente lavoro si vuole mettere in evidenza proprio tale aspetto della progettazione, troppe volte trascurato o addirittura ignorato. Questa tesi è sostanzialmente di ricerca e fa parte di un progetto più ampio, intitolato: " Immagini dal territorio. L'immaginario come forma di ristrutturazione del territorio", ideato e messo a punto anni or sono dal Prof. Alberto Borghini, che consiste nella raccolta di materiale folclorico e in particolare di storie, leggende, tradizioni, superstizioni, fatti di medicina popolare e in generale di tutte quelle attestazioni orali legate all'immaginario popolare, in apparenza inutile ma che fanno parte del nostro patrimonio culturale e che sarebbe opportuno salvaguardare. Oggi infatti, più che mai, nella società globale si sente il bisogno di ancorarsi alle proprie radici, il territorio tende a perdere gradualmente la sua capacità di trasmettere identità e senso d'appartenenza per i suoi abitanti, così che l'esigenza individuale di autoconsapevolezza e identità sociale resta quasi del tutto insoddisfatta. L'identità di un territorio va estratta dalle tracce della sua storia, dall' insieme dei Beni Culturali disseminati in esso ma anche dal substrato antropologico culturale che inevitabilmente lo caratterizza. Oltre a trattarsi di un bene storico culturale in sé, l'immaginario popolare offre in effetti un codice interpretativo in grado di leggere fatti di una cultura materiale nonché artistica, architettonica, ecc. attraverso tale codice, inoltre, si delinea quella che è, la modalità dall'interno delle collettività stesse, di pensare e di "vivere" il territorio. Momento principale, fondamentale e strutturale di questa prima fase è stata l'indagine sul campo, vale a dire la registrazione di testimonianze tramandate oralmente. La zona presa in esame è la regione Piemonte con particolare riguardo al Vercellese. Ne consegue una descrizione immaginaria del territorio, che viene così colto nelle sue più specifiche e capillari particolarità, una sorta di geografia dell'immaginario da cui emergono degli elementi paesaggistici (significanti) che producono narrazione e che in un certo senso si possono considerare prodotti, a loro volta, della narrazione stessa. In questo senso un prato o un corso d'acqua diventano luoghi da cui i bambini devono stare lontani perché popolati da esseri negativi, oppure una radura in mezzo al bosco diventa un luogo d'incontro di streghe, e così via. Si possono, in questo modo, individuare delle costanti nell'organizzazione territoriale che possibile unire tramite isoglosse (termine tecnico usato per indicare le linee che congiungono luoghi che utilizzano i medesimi motivi). In parallelo si è affiancata una ricerca bibliografica, essenziale per confrontare i racconti, nonostante le frequenti manomissioni a favore di una presunta " bellezza" narrativa che il più delle volte sconvolge testi rendendoli inutilizzabili da un punto di vista scientifico. Le attestazioni sono state in alcuni casi tradotte dal dialetto all'italiano, mantenendo tuttavia la sintassi, e l'andamento dello stile orale; i vocaboli, quando ritenuti particolarmente significativi, sono stati riportarti in dialetto locale, evidenziandoli tra virgolette, ma senza alcuna pretesa di correttezza dialettologica che necessiterebbe di studi specifici in materia. Tutto ciò si è reso necessario per non stravolgere il documento orale che diversamente perderebbe di valore e di " stile" popolare. Rientra nello stesso discorso la raccolta delle varianti narrative, in quanto nel campo dell'immaginario non ha senso cercare la versione giusta tra racconti analoghi (che non esiste), e neanche la versione più "bella", e risulta problematico, se non impossibile decidere quale sia la versione più antica. In quest'ottica, tendente alla ricostruzione del codice simbolico immaginario, diventa altresì fondamentale il recupero anche dei " frammenti di memoria". Tutto ciò permette di confrontare il materiale, di coordinarlo secondo delle dinamiche di sistema sul cui sfondo sta il modo storico culturale di appropriazione fantastica del territorio e del paesaggio. Per le medesime ragioni non si è voluto privilegiare l'informatore capace di raccontare, proprio perché abituato a inventare laddove non ricorda, ma si è posta l'attenzione anche all'incertezza, che si basa, comunque, su dinamiche associative. Nel delineare l'impostazione della tesi si è cercato di smembrare il meno possibile il materiale, evitando classificazioni fuorvianti, superficiali e poco utili; si è infatti preferito in questa logica evitare di dare un titolo alle testimonianze, presente solo quando l'informatore lo ha ricordato esplicitamente. Si è scelto di raccogliere le interviste a seconda delle zone di appartenenza, questa però non risulta essere una divisione rigorosa perché molte persone intervistate spesso raccontano anche fatti accaduti in paesi vicini. Le domande poste dall'intervistatore sono riconoscibili perché scritte in corsivo. Al centro dell'interesse permane il rapporto tra immaginario e territorio In questa chiave il paesaggio diventa significante (nell'accezione impiegata da A. Borghini: con valore di participio presente attivo in grado di significare , e di significare sempre altro) nel racconto folklorico: quindi con questo valore attivo il racconto "dice qualcosa d'altro", qualcosa in più del racconto stesso e in un certo senso lo orienta secondo ben precise direzioni. Ad aggiungersi a tutte queste considerazioni molto generali, sì può pensare anche ad una valorizzazione del territorio, ipotizzando, ad esempio, un nuovo tipo di turismo, sotto forme di percorsi a temi, in modo da rivalutare zone poco conosciute, ma interessanti da un punto di vista territoriale, paesaggistico e architettonico, in un'ottica di recupero delle peculiarità e delle attrattive di zone che possono costituire una valida alternativa a luoghi già conosciuti e ampiamente sfruttati. Al fine di ottenere un'indagine conoscitiva è stata messa in atto in alcune scuole della provincia di Vercelli e della provincia di Biella , una ricerca tramite questionario, successivamente si è proceduto alla raccolta degli elaborati prodotti e alla trascrizione del materiale raccolto. Il risultato ottenuto nelle scuole ovviamente, ha fornito dati assai variegati e meno omogenei rispetto all'intervista condotta personalmente ma nel suo insieme è stato di fondamentale importanza per la funzione di raccordo che ha avuto nel presente lavoro. I principi e le linee teorici metodologici seguiti sono quelli ideati ed elaborati dal Prof. A. Borghini. Ad alcuni di essi ho qui sopra accennato. Sulla base di tali teorie e di tale metodo è stato istituito oramai da anni un archivio generale, il "Centro Documentazione della Tradizione Orale" di Piazza al Serchio (Lu), che attualmente è di gran lunga il più ricco in Italia, e uno dei massimi (forse il massimo) al mondo. Richieste di collaborazione scientifica sono giunte da altri continenti, oltre che da vari paesi europei, nonché da varie università italiane.

Relatori: Alberto Borghini
Tipo di pubblicazione: A stampa
Soggetti: U Urbanistica > UG Pianificazione del paesaggio
G Geografia, Antropologia e Luoghi geografici > GG Piemonte
Corso di laurea: Corso di laurea in Architettura
Classe di laurea: NON SPECIFICATO
Aziende collaboratrici: NON SPECIFICATO
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/1656
Capitoli:

- Indice -

- Introduzione

- Cartina Regione Piemonte

- Cartina Provincia di Vercelli

- Interviste Provincia di Vercelli :

Alice Castello

Arborio

Asigliano

Cigliano

Costanzana

Crescentino

Fontanetto Po

Livorno Ferraris

Motta dei Conti

Olcenengo

Palazzolo Vercellese

Pezzana

Ronsecco

San Damiano di Carisio

San Genuario

San Germano Vercellese

Stroppiana

Trino

Vercelli

Cartina Provincia di Alessandria Interviste Provincia di Alessandria:

Balzola

Casale Monferrato

Cerrina

Mincengo

Murisengo

Pozzengo

Rosignano

Terranova

Terruggia

Villamiroglio

Villanova

Cartina Provincia di Biella Iterviste Provincia di Vercelli

Biella Curino

Cartina Provincia di Torino iterviste Provincia di Torino

Castellamonte d'Ivrea

Issiglio

Mazze

Pavone

Quagliuzzo

San Giovanni

Vidracco

Ricerca sull'immaginario popolare nelle scuole. Questionario :

Arborio ( VC ) Olcenengo ( VC ) Salussola ( BI )

ateriale realizzato dai bambini delle scuole:

Istituto Comprensivo di Arborio ( VC )

" leva 'na vira"

Edizione Provincia di Vercelli 2002

Scuola elementare Viverone ( VC )

II Castello di Roppolo tra storia e leggenda. Cd-rom

Scuola elementare di Cerrione ( BI ), III Anno 2002-03

"Bessa: non solo pietre.

Le leggende: viaggio fra fantasia e realtà" - Cd rom.

Scuola elementare di Cerrione - Vergnasco ( BI ), III,Anno 1999/2000 "Dalla leggenda alla storia"

Scuola elementare di Cerrione - Vergnasco ( BI ), V Annol993/1994 ,1994/1995, 1995/1996 "Con una penna magica si può...."

Scuola primaria di Castellamonte ( TO ), III, Anno 1997-1998 "Scoprire il Canavese"

Scuola primaria di Castellamonte ( TO ), V Anno 2006-2007 "Ieri, oggi...domani"

Scuola primaria di Quagliuzzo ( TO ), Anno 1998 "I nonni raccontano..."

Bibliografia:

- Bibliografìa -

CENTINI Massimo, " Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle

curiosità del Piemonte ", Newton Compton editori, 2009.

BORGHINI Alberto, "Semiosi nel folklore I. Prospettive tipologiche e analisi

locali", Piazza al Serchio, 1998.

BORGHINI Alberto, "Semiosi nel folklore II. Prospettive tipologiche e analisi

locali", Piazza al Serchio, 2001.

BORGHINI Alberto, "Semiosi nel folklore III. Prospettive tipologiche e analisi

locali ", Piazza al Serchio, 2003.

BORGHINI Alberto, "Pascoli, Canti di Castelvecchio: a proposito dell'evento paesaggistico (e del paesaggio pensato) ", "Scritti in ricordo di Luciano i Dondoli", Università di Cassino, 2007

BORGHINI Alberto, "Il messaggio come fatto di lingua: linee di orientamento per una grammatica del simbolico ", in "Scritti in ricordo di Edoardo Vineis", 2008.

BORGHINI Alberto, "Gorani: La danza, il tempo, lo spazio. Il messaggio progettuale e l'impiego dell 'antico come acronico conativo nella scrittura di viaggio ", prossima pubblicazione.

BORGHINI Alberto, "Varia Historia", Roma, Aracne, 2005

BORGHINI Alberto - de CARLO Francesco- TARDITI Giuseppe, "Stilistica e Filologia di un territorio: Poetica del territorio come poetica della mente.

Il Simbolico - Immaginario nella sua efficacia per il progetto ", "Appunti di politica territoriale", 14,2008.

FERRAROTTI E. - BAZZACCO F., " Ustorie dalla stalla" , Società di Storia Archeologia e Belle Arti " Tridinum", 2007. GRASSO Giacomo, " Dalla lingua Piemontese una variante di dialetto locale (Bassa Baraggia Vercellese), Saviolo Edizioni, 2009.

GREMMO Roberto, " Streghe e magia", Edizioni ELF Biella, 1994. GREMMO Roberto, " Stregoni e malfattori di campagna", in Storia ribelle, grafica santhiatese, 2006.

INNER WHEEL CLUB TORINO 45° PARALLELO, La nonna racconta", 2002-2003.

Istituto Geografico De Agostini, " La grande Enciclopedia ". MARCONE Pino, " Voci su Vercelli di Barba Paulin ", Gallo arti grafiche, 2008.

SPALASSO Rita e Istituto Comprensivo C. Serra, "Mi racconti una storia? ",materiale didattico, 2001.

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