Enrico Giurbino, Matteo Clara
RIEMPIRE I VUOTI OGM_TO DA PASSATO INDUSTRIALE A PRESENTE URBANO.
Rel. Paolo Mellano. Politecnico di Torino, Master of science program in Architecture, 2009
Abstract
Riempire i vuoti: OGM_TO, da passato industriale a presente urbano
La tesi svolta riguarda lo studio e la riqualificazione di uno dei numerosi vuoti urbani derivati dal processo di de-industrializzazione che ha coinvolto molte grandi città europee, e Torino in particolar modo.
E' ormai un ventennio che la città si svuota delle attività produttive a grande scala, conservandone invece la materia, grandi aree dai grandi contenitori, liberati dalla presenza umana ma intrisi della memoria storica di un passato industriale fonda mentale per la città ospite in quanto suo principale motore di crescita. Tale fenomeno urbano permette così alla città e alla sua collettività di riappropriarsi di vasti ambiti locali, siano essi edificati o semplicemente spazi liberi da infrastruttu-re dismesse, da inserire nelle logiche dello sviluppo metropolitano a seconda delle esigenze di crescita di una città che va via via modificando i propri interessi e peculiarità socio-culturali.
Colorare le grey areas è proprio il segno di una città in movimento, in progress. E' questo il punto di partenza del nostro percorso di tesi, che ha portato ad una proposta progettuale di macro-area, attraverso l'elaborazione di un masterplan di riqualificazione e rifunzionalizzazione dell'area Officine Grandi Motori, situata nella prima periferia urbana, a nord del corso della Dora Riparia sulla direttrice per Milano, subito a ridosso del confine della mandorla barocca, cuore del centro cittadino. L'interesse per l'ambito progettuale, e sopratutto quello riguardante la trattazione di un'area già costruita e pienamente coinvolta nello sviluppo del tessuto urbano circostante, sono stati i fattori primari nella scelta dell'argomento. Costruire nel costruito è un po' come sfidare l'onda perfetta senza prima annoiarsi con quelle più dolci. Il confronto con una preesistenza importante, prestigiosa e per molti anche ingombrante, rappresenta contemporaneamente la difficoltà principale e l'obiettivo finale che ha guidato il nostro percorso. Se per domare l'onda, questa va prima studiata ed osservata più volte, così è stato fatto anche nel nostro caso, facendo procedere la fase progettuale con una prima parte di analisi storica, riguardante tanto l'ambito locale (area OGM) quanto un ambito più allargato (area JO-nord), per poi proseguire con un analisi di tipo ambientale ed una di carattere urbano-territoriale. In questo modo è così possibile risalire e dominare quanti più aspetti possibile del luogo, al fine di garantire una resa ottimale della proposta di trasformazione, attenta al recupero e riconversione dei principali emblemi di quel complesso industriale che, sin dagli inizi del secolo scorso, ha rappresentato un'immagine forte e affascinante di quella porzione di periferia urbana stretta tra il nucleo centrale e la principale via di uscita settentrionale.
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