Una cerniera urbana strategica: la stazione di Porta Nuova a Torino
Paulina Paz Klagges Ormazabal
Una cerniera urbana strategica: la stazione di Porta Nuova a Torino.
Rel. Piergiorgio Tosoni, Rodrigo Saavedra. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2009
Abstract
Modi di accedere da protagonista degli spazi pubblici di una città.
Nella vita quotidiana, all'interno di uno spazio chiuso, che questo sia la propria casa, l'ufficio o altrove, siamo in qualche modo sempre esposti a ciò che capita all'esterno. I rumori della città, dei trasporti pubblici, dei lavori di tipo costruttivo, della gente, provenienti anche solo dal proprio cortile, ci portano ad essere parte di un "sistema" collegato. Questi rumori iniziano ad essere familiari, ovvero riconosciuti, sia dalie persone che abitano in centro, in periferìa o in qualche posto trafficato, prendendo il nome di "istante dell'unione del pubblico e del privato". La convergenza raggiunge il momento di maggiore importanza quando siamo "immersi" in una soglia, lo spazio che da capienza all'atto di vivere verso il pubblico. Anche se vi sono diversi tipi di soglie, da sempre la porta è il passaggio più importante tra pubblico e privato.
Dai tempi in cui, per fare un nuovo modello di città venivano presi in considerazione i pensieri di Socrate, e successivamente, condotte analisi più complete sulle attività e sui percorsi, la porta della città ha sempre avuto un ruolo importantissimo. Inizia a consolidarsi la distinzione tra spazio pubblico e spazio privato: nasce la "polis" come comunità organizzata, con il desiderio dell'incontro, il contatto reciproco tra le persone.
Grazie al nuovo modello organizzativo greco viene formalizzato l'accesso alla città. Ai tempi dei romani, questo modello inizia ad essere molto più preciso: creato su una maglia ortogonale ed organizzato attraverso due vie principali, il cardo e il decumano (dove all'intersezione vengono posizionati gli edifici civici), alle cui estremità vengono ubicate le porte di acceso della città.
Torino, città romana, emblema di questo modello primario, vedrà negli anni successivi alla sua fondazione la necessità di numerosi ampliamenti del "quadrato" originale romano. Nonostante questo, l'importanza delle "porte romane", la porta Marmorea o Principalis Dextra, le porte Palatine o porta principalis sinistra, la porta Praetoria o Casa Forte degli Acaia e la porta Decumana o Porta Segusina, rimane tale: negli anni che seguiranno, il posizionamento delle stazioni ferroviarie avverrà in parte in sostituzione delle stesse, a sottolineare il cambiamento dei "nuovi" tempi. Anche grazie a questo pensiero urbanistico, queste trasformazioni possono esser ancor oggi riconoscibili nel tessuto urbano della città.
In un modo completamente diverso nacque Valparaiso: una città costiera nel centro del Cile, a 100 km da Santiago (la capitale), precisamente nella V regione. I suoi primi abitanti nomadi, non lasciarono nessuna traccia di urbanizzazione, fino alla conquista spagnola nell'anno 1536, quando Juan de Saavedra scopre la Bahia de Alimapu rinominandola Valparaiso, "la valle del paradiso". Già nel 1544, Valparaiso diventa Porto ufficiale della città capitale del regno del Cile, vedendo aumentare la sua popolazione e conseguentemente la sua urbanizzazione.
Relatori
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