Cohousing in città: un modello per l'abitare sostenibile
Alice Furioso
Cohousing in città: un modello per l'abitare sostenibile.
Rel. Silvia Gron, Orio De Paoli. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2009
Abstract
Da un anno e mezzo sono diventata madre. Quando ho iniziato a pensare concretamente alla tesi, mia figlia aveva sei mesi e , da futuro architetto, mi sono domandata quale tipo di città avrei voluto per mìa figlia, affinchè lei possa crescere cittadina consapevole e serena.
Volevo pensare ad un progetto residenziale che potesse includere anche mia figlia fra Isoggetti di attivi che compongono la cittadinanza, e che in generale considerasse i bambini, e di conseguenza tutti gli altri abitanti, un fruitore attivo.
Francesco Tonucci, nel suo libro "La città dei bambini" (Tonucci, 2005), propone di considerare il bambino come nuovo "indicatore ambientale" nella progettazione della città : il bambino a garanzia di tutte le diversità.
"La città è sempre stata pensata, progettata e valutata assumendo come parametro un cittadino medio, maschio e lavoratore, e che corrisponde all'elettorato forte. In questo modo la città si è persa i cittadini non adulti, non maschi e non lavoratori, cittadini di seconda categoria, con meno o senza diritti" (Tonucci, 2005).
Riconsiderare la progettazione a partire dai bambini, significa non dimenticarsi di nessun altro cittadino.
Anche Lewis Munford, nell'editoriale del primo numero della rivista "Urbanistica" del 1945, aveva già descritto come la città si fosse dimenticata dei suoi cittadini, a partire dai bambini (e dalle donne, dai giovani e dagli anziani). È dichiarata la critica alla progettazione urbanistica che dimentica la scala umana, auspicando "una combinazione costantemente variabile di una moltitudine di attività associative, variabili di intensità e durata ed in continuo sviluppo, attraverso il ciclo della vita, dalla nascita alla morte". (Munford, 1945)
Il mio obiettivo è stato provare a progettare su piccola scala una cellula abitativa, dove sia mitigato il rigido rapporto tra spazio pubblico e spazio privato, si ripensino lerelazioni tra i singoli, e dove ogni cittadino, indipendentemente da sesso, età o condizione lavorativa possa usare e vivere gli spazi abitativi da protagonista.
La scelta è quindi caduta sulla progettazione di un cohousing, un modello abitativo di tipo inclusivo, in cui ogni abitante, nelle diverse età della vita, può appropriarsi degli spazi che lo circondano, e di cui ha diritto. La fruizione degli ambienti è totale, l'uso degli spazi esterni è fondamento di uno stile di vita basato sulla condivisione e il rinnovo continuo, pur nel rispetto del proprio spazio e vita privati.
La sfida dei cohousing è il miglioramento generale delle condizioni di vita dei suoi abitanti, non solamente nello spazio intimo del proprio appartamento, ma su scala via via sempre più ampia, fino a diventare cittadina.
- Abstract in italiano (PDF, 159kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 157kB - Creative Commons Attribution)
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