L'utilizzo della Analitic network process nell'ambito della valutazione ambientale e strategica: il caso del bacino del fiume Po
Alessandra Cicigoi
L'utilizzo della Analitic network process nell'ambito della valutazione ambientale e strategica: il caso del bacino del fiume Po.
Rel. Patrizia Lombardi, Grazia Brunetta. Politecnico di Torino, Master of science program in Architecture (Urban And Territorial Design), 2008
Abstract
Problematiche
A fronte della portata planetaria della gran parte dei problemi legati alla tutela e allo sfruttamento delle risorse naturali in particolare quelle idriche, ha assunto sempre maggiore importanza l'utilizzo della valutazione all'interno del processo di pianificazione.
La valutazione consente di affrontare i problemi sempre più complessi che pone lo sviluppo sostenibile e di aiutare i processi decisionali, con i quali va ricercata di volta in volta la soluzione capace di comporre al più elevato livello possibile obiettivi economici, ecologici, sociali e culturali (Fusco Girard, 2000).
Tale consapevolezza ha come punto di partenza il Rapporto Brundtland che nel 1987 definiva "sviluppo sostenibile quello sviluppo capace di soddisfare i bisogni dalla attuale generazione senza compromettere il soddisfacimento dei bisogni delle future generazioni". Da questa definizione emerge innanzitutto la logica del lungo periodo che caratterizza la sostenibilità, e questo aspetto obbliga non solo ad un approccio strategico alla sostenibilità, ma anche ad affrontare questioni di valutazione di lungo periodo, cioè rispetto alle generazioni future e quindi in condizioni di incertezza che rendono estremamente complessa la valutazione stessa.
In tale ottica, la valutazione rappresenta lo strumento della comunicazione, di apprendimento e di auto-apprendimento. Serve ad aiutare nella scelta dei fini e nella costruzione del consenso su di essi. Come tale si configura come un'attività capace di persuadere, di convincere, dì comunicare quanto è incorporato in un piano/progetto di sviluppo, e quindi di fondare il consenso (Fusco Girard, 2000).
Dall'ulteriore consapevolezza della necessità di sorvegliare fin dalle prime battute sui piani e sui programmi che mettono le basi per gli sviluppi futuri del territorio è nata l'ipotesi di sottoporre a valutazione ambientale i piani e i programmi fin dalla loro impostazione, affinché sia garantita la necessaria attenzione al rapporto fra le trasformazioni ipotizzate e le ricadute in termini ambientali, sia positive che negative.
Dopo circa un decennio di dibattito è stata approvata la Direttiva comunitaria 2001/42/CE che introduce I' obbligo di un'azione preventiva di valutazione ambientale, con I' intento di prevedere che le problematiche ambientali siano considerate sin dalle prime fasi di discussione ed elaborazione dei piani e programmi e di garantire che le trasformazioni territoriali che si intendono attuare siano correlate al raggiungimento di un livello accettabile di sostenibilità.
La Direttiva indica l'esigenza di integrare la valutazione ambientale durante la fase preparatoria del piano/programma e anteriormente alla sua adozione o all'avvio della relativa procedura legislativa.
Per quanto riguarda le risorse idriche, l'importanza delle tematiche inerenti la gestione sostenibile delle acque è ormai riconosciuta da tutte le principali istituzioni internazionali, dai governi nazionali e dalle organizzazioni non governative. Il problema legato alle risorse idriche investe infatti vaste e numerose aree, molte di queste sono costrette ad affrontare fenomeni quali la scarsità idrica, i problemi di inquinamento, le sempre più frequenti alluvioni, la gestione degli scarichi e la protezione ambientale. Risulta quindi sempre più evidente l'urgenza di un radicale cambiamento delle politiche di sviluppo, orientato ai principi della sostenibilità, per preservare la risorsa e renderla disponibile nel futuro.
La gestione sostenibile dell'acqua rappresenta oggi un obiettivo ambizioso ed assolutamente necessario. Garantire, infatti, un uso sostenibile delle risorse idriche è una necessità strategica ampiamente riconosciuta in Europa, e la protezione delle risorse idriche tramite una corretta gestione sono indispensabili per sostenere tutti gli aspetti della vita umana e di quegli ecosistemi che dipendono da esse.
Una razionale gestione deve poter assicurare usi differenti quali: l'uso irriguo, potabile, industriale, idroelettrico, nonché usi non direttamente produttivi, quali il deflusso vitale degli alvei a valle degli invasi, la conservazione delle zone umide e tutto ciò che occorre alla conservazione degli ecosistemi naturali.
Per ciò che concerne il caso specifico del Bacino del Po, si è nel tempo preso coscienza della gravità della situazione del fiume e dei problemi che un uso dissennato delle risorse fluviali può rappresentare anche in termini di sicurezza delle popolazioni e dei loro beni. Allo stesso tempo è anche cresciuto l'interesse per gli usi turistici e del tempo libero che al fiume possono essere collegati.
Da alcuni anni a questa parte, perciò, l'Autorità di Bacino del fiume Po si sta muovendo per sostenere il raggiungimento di obiettivi qualificanti per il miglioramento delle condizioni di sicurezza delle popolazioni insediate nella valle, la tutela delle fasce fluviali, il potenziamento della rete ecologica e la conservazione quali-quantitativa della risorsa idrica, promuovendo, al contempo, la fruizione delle risorse ambientali e storico-culturali e il turismo fluviale. Tutti gli obiettivi che l'Autorità di Bacino si è posta sono contenuti all'interno del documento: Progetto Strategico Speciale "Valle del fiume Po" (PSS) in fase di formulazione e adozione, con il quale l'Autorità stessa cerca di dare avvio ad una politica integrata di intervento nel settore della difesa del suolo, della tutela delle risorse idriche e ambientali, e della valorizzazione del territorio, superando logiche di intervento settoriali e favorendo l'utilizzo coordinato e sinergico dì diversi strumenti a disposizione.
Il processo di Valutazione Ambientale Strategica si inserisce all'interno del processo di formazione del PSS in cui sono già state condotte valutazioni preliminari della sua sostenibilità e rispondenza alle strategie delle politiche comunitarie, nazionali e regionali, e si inserisce nell'ambito del costante aggiornamento delle attività di pianificazione dell'Autorità di Bacino alle Direttive europee. Tale progetto è, infatti, finalizzato a definire metodologie e procedure atte a garantire l'efficace implementazione della Direttiva 2001/42/CE concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente.
Il progetto si connota per il carattere innovativo e sperimentale a livello nazionale, in quanto la VAS verrà attuata nei confronti del PSS per garantire la piena rispondenza ai criteri di sostenibilità anche alla luce delle recenti disposizioni correttive e integrative del D.lgs. 152/2006 recante norme in materia ambientale.
Nel quadro di tale processo di pianificazione, la valutazione ambientale deve assumere a sua volta una logica di stretta interazione con la dinamica dei cambiamenti, degli atti di pianificazione e di progettazione che si sviluppano sui e per i territori interessati. Quindi anch'essa deve essere intesa in una logica processuale, per accompagnare man mano la costruzione di scenari di sostenibilità ambientale, congruenti con le diverse realtà economico e sociali. Di conseguenza, deve configurarsi come un aiuto allo svolgimento del processo di pianificazione. In tal senso la metodologia di Vas applicata alla pianificazione di bacino viene conformata in modo da adattarsi nella fase di sperimentazione ai processi di cambiamento dei sistemi pianificatori e territoriali assumendo quindi carattere flessibile e adattivo nella logica di supportare la costruzione del processo.
Poiché il fine ultimo della Direttiva, dichiarato all'art. 1, è quello di promuovere lo sviluppo sostenibile, il tema della processualità della pianificazione e della valutazione ambientale assume particolare rilievo, anche per quanto riguarda il coinvolgimento della società interessata alle scelte di pianificazione. Ad essa spetta di definire la "soglia di accettabilità" della trasformazione ambientale e di assumere responsabilità in merito alle scelte dei processi di sviluppo.
Il presente lavoro di tesi, nello specifico, tratta l'applicazione di una tecnica valutativa di tipo multicriteriale, la Analytic Network Process (ANP), utilizzata sperimentalmente e per la prima volta nei confronti della tematica riguardante le risorse idriche e rientrante nel processo di Valutazione Ambientale Strategica relativa al PSS.
In particolare, questa applicazione di Analytic Network Process rientra in una delle fasi del contratto di ricerca denominato: "Progetto Pilota per l'applicazione della Valutazione Ambientale Strategica alla pianificazione di bacino e alle fasi di recepimento nei piani territoriali" tra l'Autorità di bacino del fiume Po e il Corep - Consorzio per la ricerca e l'educazione permanente che coinvolge numerosi docenti ed esperti di vari settori disciplinari.
Obiettivi
Il lavoro di tesi di prefìgge i seguenti obiettivi:
1)dimostrare l'efficacia e l'utilità della tecnica Analytic Network Process -ANP a giungere ad una graduatoria condivisa di interventi in un campo complesso e sperimentato per la prima volta proprio in questa tesi, riguardante il Piano di Bacino del Po e quindi la complessa tematica delle risorse idriche;
2)allo stesso tempo dimostrare l'efficacia e l'utilità della tecnica ANP applicata in questo specifico caso ad una macro area, ovvero un ambito sovra-regionale con rilievo strategico nazionale quale è il Bacino del fiume Po, con tutte le difficoltà di conciliare interessi e prospettive di sviluppo differenti tra le varie regioni interessate
- Abstract in italiano (PDF, 225kB - Creative Commons Attribution)
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