La tesi affronta il tema della tutela, conservazione e ridestinazione dell’architettura d’autore del secondo Novecento oggetto, in particolare in questi ultimi anni, di interventi di adeguamento e riqualificazione funzionale molto spesso poco rispettosi dei caratteri originari dell’opera architettonica e degli stessi intenti del progettista. Da una ricerca più generale sui casi studio dell’architettura italiana portata avanti nel percorso di Laurea magistrale in Architettura per il restauro e valorizzazione del patrimonio abbiamo individuato, per l’approfondimento di tesi, il caso studio della Colonia Marina per dipendenti della Società Enel, progettata e realizzata a Riccione da Giancarlo De Carlo tra il 1960 eil 1963 per conto della Società Idroelettrica Piemontese (SIP), dismessa alla fine degli anni Novanta e oggi in condizioni di allarmante degrado.
Gli innovativi principi pedagogici, sociologici e comportamentali sottesi all’idea progettuale di De Carlo per una colonia “a misura di bambino”, la costante attenzione, anche nella distribuzione spaziale, alle esigenze relazionali dei più piccoli nella «scelta di stare con molti, pochi o da soli», oltre a richiamare precedenti e suggestive esperienze di protagonisti del Novecento italiano sui temi della formazione, del tempo libero e dell’accoglienza per l’infanzia – l’Istituto Marchiondi a Baggio, Milano (1953-57) di Vittoriano Viganò, il Villaggio del Fanciullo a Opicina, Trieste (1950-57) di Marcello D’Olivo, il Villaggio Eni di Borca di Cadore (1954-63) di Edoardo Gellner –, sono diventati elementi condizionanti lo sviluppo della ricerca e nel contempo, insieme alle qualità figurative, tipologiche, costruttive dell’opera architettonica, punto di partenza per il progetto di valorizzazione dell’intera area di intervento