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Proposte metodologiche per un regolamento di invarianza idraulica e idrologica nel territorio torinese = Methodological proposals for a regulation of hydraulic and hydrological invariance in the territory of Turin

Marco Pastorello

Proposte metodologiche per un regolamento di invarianza idraulica e idrologica nel territorio torinese = Methodological proposals for a regulation of hydraulic and hydrological invariance in the territory of Turin.

Rel. Stefano Ferrari. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Paesaggistico-Ambientale, 2019

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Abstract:

Il principio dell'invarianza idraulica e/o idrologica emerge nella normativa italiana dalla applicazione delle due Direttive Europee di riferimento ("Water" e "Floods") ai livelli nazionale e di distretto idrografico. Il principio di invarianza idraulica ed idrologica, infatti, è richiamato tra le possibili ed auspicate misure non strutturali elencate nei Piani di gestione del rischio di alluvione (PGRA) nei Distretti idrografici italiani sino dai primi anni. La prima pratica applicazione regolamentata compare in Lombardia nella Legge Regionale 4/2016. In quella, si definiscono: -??"Invarianza idraulica: principio in base al quale le portate di deflusso meteorico scaricate dalle aree urbanizzate nei ricettori naturali o artificiali di valle non sono maggiori di quelle preesistenti all'urbanizzazione"; -??"Invarianza idrologica: principio in base al quale sia le portate sia i volumi di deflusso meteorico scaricati dalle aree urbanizzate nei ricettori naturali o artificiali di valle non sono maggiori di quelli preesistenti all'urbanizzazione". L'approccio lombardo è stata la base di partenza per questa tesi, che verte sulla applicazione del principio nel territorio piemontese, con particolare riferimento alla Città di Torino. Sotto il profilo idrologico, la variazione di portate e volumi di deflusso, dipende dalla capacità idrica dei suoli: quale variabile proxy di riferimento si può individuare il parametro "CN", numero che compare in una metodologia di classificazione della permeabilità dei suoli molto nota e sviluppata nelle applicazioni tecniche. I valori di CN (Curve Number) sono individuati in base a due categorie di informazione: il tipo idrologico di suolo, che deriva dalle caratteristiche geologiche e pedologiche del suolo stesso, e l'uso che si fa del suolo. La tesi ha fatto emergere punti di forza della metodologia e punti di debolezza: se da un lato la mancanza di informazioni e di dati, relativi alla composizione dei diversi strati del suolo e l’altezza della falda e la carta degli usi del suolo, specialmente del 1960, hanno provocato una carenza di precisione nell’assegnazione dei valori di CN, il procedimento svolto per la realizzazione di questo lavoro si rivela molto efficace e innovativo, nonostante ponga le basi su studi americani già abbastanza datati. La forza del metodo sta, infatti, nell'impiego di un indicatore sintetico, il CN, che è in grado di comunicare sia ai più esperti del settore, che al pubblico coinvolto nel processo pianificatorio, formato da persone non pratiche in materia, non necessitando di una codifica rigida e dotato di forte flessibilità. Nonostante i suoi numerosi punti di forza, la metodologia necessita implementazione renderla parte di un regolamento regionale per l’applicazione del principio dell’invarianza idraulica e idrologica nel territorio. Essa si presenta attualmente solo in veste di proposta applicativa e ha bisogno del supporto da parte degli enti coinvolti in materia, soprattutto da parte della Regione Piemonte, che dovrebbe integrare tale processo in una normativa regionale ad hoc.

Relators: Stefano Ferrari
Academic year: 2019/20
Publication type: Electronic
Number of Pages: 113
Subjects:
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Paesaggistico-Ambientale
Classe di laurea: New organization > Master science > LM-48 - REGIONAL, URBAN AND ENVIRONMENTAL PLANNING
Aziende collaboratrici: COMUNE DI TORINO
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/11898
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