Il disegno dell'architettura al femminile
Alice Vercellino
Il disegno dell'architettura al femminile.
Rel. Anna Marotta. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2007
Abstract
Una grande passione per il disegno manuale mi ha portata, a seguito di un percorso universitario dove la pratica e l'insegnamento di tale disciplina non hanno avuto, a mio avviso, il giusto livello di importanza1, ad indirizzare l'argomento della tesi di laurea proprio sul tema della rappresentazione architettonica a mano libera. L'obiettivo principale è stato dunque quello di voler valorizzare un fondamentale strumento di comunicazione che, in Italia, in questi ultimi anni, è stato relegato ad una posizione secondaria rispetto al più rapido, facile ed efficace disegno informatico. La scelta successiva è stata poi quella di svolgere la ricerca suuna produzione artistica ed architettonica precisa, quella femminile, per indagare un ambito molto spesso rimasto nell'ombra e su cui ancora poco è stato scritto..
Se da Xm lato si è voluto, quindi, riscoprire il disegno manuale, come disciplina preziosa per rendere "operativo" il pensiero, dall'altra è stato analizzato il lavoro di alcune figure femminili -conferendo loro quindi una posizione di rilievo - che sono riuscite, sia in tempi passati come anche più di recente, ad ottenere il ruolo di assolute protagoniste in ambito architettonico.A tale scopo, dopo una prima parte introduttiva all'argomento, nella quale si mette in luce l'importanza del disegno d'architettura a mano libera e si crea un nuovo binomio tra architettura e immagine femminile, nel presente lavoro si procede con una seconda parte di ricerca storica in cui viene analizzato il percorso della donna nella società, dall'antichità ai giorni nostri, per delineare la sua condizione a seconda del momento storico contingente, evidenziandone fattori positivi e negativi. Nella terza parte viene svolto un percorso in ambito artistico che mette in risalto quelle figure femminili che, nel corso del tempo, nonostante le numerose difficoltà, sono riuscite ad emergere e ad affermarsi come artiste.
Donne comuni, aristocratiche, religiose, artigiane che, al contrario di quanto io potessi inizialmente supporre, sono state costantemente presenti in qualsiasi epoca e cultura, sebbene in maniera tutt'altro che omogenea.La quarta parte fecalizza l'attenzione sulla figura femminile in architettura, analizzando prima l'approccio femminile all'ambito tecnologico nel secolo scorso ed in questi ultimi anni e poi considerando la situazione di quelle donne che a partire dai primi anni del Novecento decisero di intraprendere la carriera di architetto. Vengono poi illustrate le figure di professioniste meritevoli, riuscite, in Italia o all'estero ad affermarsi, raggiungendo una posizione di rilievo e di suceesso.Nella quinta parte, quella centrale della tesi, attraverso lo studio di alcune tra le più importanti personalità femminili in architettura, di ieri e di oggi, viene analizzato "il disegno dell'architettura al femminile" e vengono pertanto indagati, attraverso l'analisi del linguaggio grafico utilizzato, i vari modi in cui l'idea architettonica può essere espressa.Nell'ultima parte della ricerca, a seguito questo percorso al femminile, la produzione "di genere" viene confrontata con la produzione architettonica maschile per comprendere se esistano differenze sostanziali nel linguaggio grafico tra i due ambiti; differenze che giustifichino la scelta di averli considerati separatamente.
Molti si esprimeranno al riguardo, aprendo un dibattito che, quando anche non portasse a stabilire una posizione assoluta, sarà comunque stato un'occasione di conoscenza e di riflessione sull'architettura delle donne, sulle mancanze della nostra storiografia, sulle domande eventualmente da porsi, sulle risposte da dare e sugli spazi al femminile ancora da conquistare.
Relatori
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