Sonia Verduci
Onde d'urto e cavitazione in ambito biomedico-farmaceutico = Shock waves and cavitation in the biomedical-pharmaceutical field.
Rel. Umberto Lucia, Roberta Cavalli. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Ingegneria Biomedica, 2019
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Abstract
A lungo il nome delle onde d'urto è stato sinonimo della cura elettiva delle calcolosi renali, mediante litotrissia (ESWL, Extracorporeal Shock Wave Lithotripsy). Alla fine degli anni '80, partendo da rilievi occasionali, l'approfondimento degli studi sulla metodica ha portato alla nascita di un nuovo campo d'applicazione. E' quello dell'ESWT, in altre parole dell'Extracorporeal Shock Waves Therapy, che ha dimostrato la propria efficacia soprattutto in ambito osteoarticolare e muscolo-tendineo. Un'onda d'urto è definita come un'onda acustica sul cui fronte di avanzamento la pressione si eleva, nel volgere di frazioni di nanosecondi (10-9 secondi), dal livello della pressione atmosferica (1,01 -1,02 Bar) sino a valori compresi fra 10 e 100 MegaPascal (1 Mpa = 10 Bar), cioè, sino a 100-1000 volte la pressione atmosferica.
In questo progetto di tesi, in particolare, dopo aver descritto approfonditamente il processo di cavitazione acustica, le onde d’urto sono state associate a bolle di dimensioni nanometriche, le quali, visto il loro crescente impiego in campo biomedico possono essere pensate come innovativi sistemi di somministrazione di farmaci decisamente più efficienti di quelli tradizionali
Relatori
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