I cantieri e le tecniche costruttive delle cascine reali di Racconigi : problemi di conservazione
Enrica Vaschetti, Maria Rosa Gariano
I cantieri e le tecniche costruttive delle cascine reali di Racconigi : problemi di conservazione.
Rel. Maria Grazia Vinardi, Mirella Macera. Politecnico di Torino, , 2006
Abstract
La tesi ha preso in esame la cascina Streppe, sita nel territorio del Comune di Racconigi. Essa fa
parte del complesso delle Cascine Reali, localizzate sul lato settentrionale del Parco del Castello
Reale.
Lo studio ha compreso, inoltre, l'analisi della cascina Migliabruna Nuova in quanto, il confronto
con questa, ha permesso di risalire alla datazione di alcune parti della cascina Streppe e di
compararne le tecniche costruttive, rendendo chiara la cronologia di impianto e il lungo processo
di trasformazione che ne ha determinato l'attuale consistenza.
11 lavoro di ricerca è stato condotto su documenti conservati presso l'Archivio di Stato di Torino,
l'Archivio Comunale di Racconigi e l'Archivio Comunale di Carmagnola, con l'obiettivo di
metterne in luce i problemi di conservazione e porre in essere proposte ed indicazioni concrete
per la loro tutela e valorizzazione.
L'analisi si è basata in una prima fase attraverso la lettura dei fabbricati per quanto concerne sia
le fonti storiche sia il rilievo degli stessi, ed in una seconda mediante il confronto storico-critico,
in base al quale sono state avanzate delle proposte per gli interventi di conservazione.
L'evoluzione storico-morfologica è stata approfondita attraverso lo studio dei sistemi costruttivi
che sono stati oggetto di rilievo e catalogazione.
La cascina Streppe venne costruita alla fine del Duecento dai monaci benedettini dell'abbazia di
Casanova su un terreno che questi avevano acquistato nel 1266 dal Comune di Racconigi. I
monaci mantennero intatto il loro patrimonio terriero per circa cinquecento anni. La Cascina di
Streppe venne acquisita verso la fine del XVIII Secolo dai Savoia-Carignano, che ne mantennero
il possesso fino alla fase dell'occupazione napoleonica. Durante la Restaurazione la fabbrica rientrò nei possedimenti dei Savoia-Carignano e nel 1832 venne annessa al Patrimonio Particolare di Carlo Alberto.
In quegli anni la vecchia cascina di Migliabruna diventò il fulcro della riorganizzazione infrastnitturale a nord del Parco Reale, dove il territorio venne ristrutturato e "ridisegnato", per volere del Re Carlo Alberto, secondo un sistema razionale di strade e bealere rettilinee incentrate su una nuova grossa azienda, Migliabruna Nuova, costruita ex novo a sud della preesistente. Il progettista fu l'architetto Ernest Melano.
Nella seconda metà del Novecento, con la fine della monarchia, le cascine reali vennero vendute con precedenza agli agricoltori che le avevano condotte.
Le testimonianze di carattere storico e i documenti che riportavano la consistenza della cascina Streppe in epoche successive sono stati confrontati e si è dedotta una ipotesi di stratificazione delle fasi costruttive della fabbrica.
Lo studio si è quindi volto all'individuazione dei caratteri attuali, evidenziando ì segni che conservano la consistenza originaria della fabbrica e quelli che si sono apposti cancellando la testimonianza storica.
Attraverso l'approfondimento della conoscenza della cascina, si sono rilevate sia le problematiche dovute ad interventi passati mal realizzati o legati all'abbandono, sia le attuali emergenze costruttive bisognose di interventi rigorosi e rispettosi.
La comprensione dei metodi di realizzazione e l'analisi dello stato di consistenza generale della fabbrica e, più in particolare, delle coperture, delle murature, degli orizzontamenti e dei serramenti ha evidenziato l'esistenza di un linguaggio architettonico che si è stratificato nel tempo. Ciò caratterizza fortemente l'immagine della cascina dal punto di vista del valore storico-culturale e non dovrebbe essere suscettibile di alterazioni, ma di interventi mirati. In base a questo obiettivo si sono avanzate proposte per il recupero delle parti che evidenziano una maggiore necessità d'intervento come ad esempio la Cappella dell'Immacolata Concezione e la manica nord che ospita il fabbricato del Tiraggio. Entrambi gli edifici sono in un avanzato stato di degrado. Gli indirizzi di restauro interessano anche le parti di più recente ristrutturazione, prendendo in considerazione la possibilità di riadattamento dei caratteri morfologici con i tipi generali dedotti dallo studio e dalla catalogazione dei sistemi costruttivi. La cascina presenta entità architettoniche esterne estranee al contesto: per queste sono stati previsti interventi di schermatura, finalizzati ad una percezione unitaria del complesso architettonico. L'obiettivo del lavoro è stato, quindi, quello di desumere un'ipotesi di conservazione che possa rivelarsi il più possibile realistica, tutelando al tempo stesso l'importanza della testimonianza storica e l'utilizzo odierno della cascina come nucleo di produzione agricola, rispettando le necessità delle persone che vi abitano.
Relatori
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