Permanenza edilizia e presenza urbana: le concerie di Bra
Claudia Scarzello
Permanenza edilizia e presenza urbana: le concerie di Bra.
Rel. Luciano Re, Francesco Bonamico. Politecnico di Torino, , 2006
Abstract
Il tema scelto riguarda la storia delle concerie di Bra, un'attività svoltasi tra la seconda metà dell'Ottocento e la prima del Novecento che aveva fortemente connotato la vita economica ma anche sociale dell'intera cittadina in provincia di Cuneo.
Per affrontare uno studio maggiormente approfondito si è partiti cercando di capire in cosa consistesse, anche tecnicamente, il lavoro del conciatore e quale siano stati i motivi che hanno favorito questo florido sviluppo dì industrie conciarie in città. I fattori principali individuati sono stati essenzialmente quattro : lo sviluppo della ferrovia ( che incrementò e facilitò notevolmente gli scambi commerciali ), la buona produzione zootecnica locale, la folta presenza di boschi nel vicino Roero ( in particolare del castagno da cui si estraeva il tannino, una sostanza conciante naturale in grado di trasformare la pelle grezza in cuoio ) e la ricchezza d'acqua del sottosuolo braidese ( l'acqua era infatti indispensabile in ogni fase del processo di lavorazione delle pelli ).
Ripercorrendo l'evoluzione delle industrie cittadine è emerso inoltre un'interessante collegamento con un'azienda nata dall'indotto del settore conciario, L'A.B.E.T. ( Anonima Braidese Estratti Tannici ), oggi meglio conosciuta come Abet Laminati S.p.a., fondata nel 1946 da un gruppo di conciatori braidesi al fine di produrre il tannino a minor costo rispetto all'Italtannino, che fino ad allora ne deteneva il monopolio. La fine dell'industria conciaria portò poi l'A.B.E.T. nel 1957 a convenire la propria produzione verso un nuovo settore, quello del laminato plastico.
Dopo aver analizzato l'industria conciaria braidese sotto l'aspetto storico - economico, si è passati allo studio degli edifici che ospitavano queste attività di lavorazione delle pelli.
Come primo passo si è cercato di localizzare gli opifici all'interno della città effettuando il riconoscendo delle concerie attive nel 1866 e schedando alcuni edifici campione che ancora oggi sono riconoscibili. Molte concerie sono state infatti abbatute, in particolare quelle del concentrico cittadino per lasciar posto a nuovi edifìci multipiano, alcune sono state invece riconvertite ad altre funzioni.
In particolare si è voluto soffermare maggiormente lo studio sulla conceria Bonamico Carlo di Borgo Veneria, che dopo la chiusura dell'attività è stata adibita ad uso residenziale. Oggi però molti suoi locali sono vuoti ed abbandonati a se stessi. Essendo lo stabile anche un edificio di pregio ( la facciata della manica d'angolo tra via Cuneo e C.so IV Novembre è ricca di decori liberty che necessitano di un rapido intervento di restauro come pure i locali interni ) può essere proposto per l'allestimento di una sede museale, salvandolo così dal degrado e arricchendo la città di un nuovo museo. Dopo aver individuato ed analizzato i principali degradi presenti internamente ed esternamente all'edificio, si è pensato al progetto dell'area espositiva dedicata alla Bra dell'Ottocento con un'ampia sezione riservata in particolare alle concerie, che così profondamente avevano segnato la città di quegli anni. Per quanto riguarda la scelta dei materiali per l'allestimento delle sale espositive ci si è avvalsi di alcuni tipi particolari di laminato, prodotti dall'azienda braidese Abet Laminati come il Parquiet per la pavimentazione, lo Straticolor, il Colorpact, i Metalli per i supporti espositivi, il Digital Print per i pannelli con stampa digitale, l'Engraving Stratificato e il Lumiphos per la segnaletica ed il Silentwall per gli uffici direttivi, tutti materiali che ben rispondevano ai requisiti richiesti quali robustezza, resistenza al fuoco, igiene, isolamento acustico ecc...
Insieme al museo verrebbe inoltre proposto un percorso storico-culturale alla riscoperta dei luoghi di produzione, in questi anni un po' dimenticati, ma ancora in parte riconoscibili nel panorama architettonico braidese.
Relatori
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