Una residenza temporanea per Olimpia : l'architettura della residenza per i Giochi della XXXIII olimpiade a Roma
Massimiliano Kufahl
Una residenza temporanea per Olimpia : l'architettura della residenza per i Giochi della XXXIII olimpiade a Roma.
Rel. Silvia Gron, Roberto Albano. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2017
Abstract
Quando si parla di Roma, è inevitabile pensare al suo ruolo di primaria importanza nel mondo antico. Al contempo è affascinante pensare ai Giochi Olimpici, uno dei più grandi eventi mondiali che ancora oggi genera, nonostante i quasi 3 mila anni di vita, interesse sotto molteplici punti di vista. Pensare a queste due cose legate poi non può che generare almeno interesse e curiosità. Il lavoro di questa tesi non prende però in considerazione gli aspetti più celebrativi, spettacolari e prettamente sportivi di questa manifestazione, ma vuole affrontare il tema della vita degli atleti, quindi dei luoghi in cui essi risiedono e riposano al di fuori delle gare. Diventa centrale il tema della residenza olimpica.
Sono trattate diverse tematiche legate a Roma, ai Giochi Olimpici e ai Villaggi precedentemente realizzati. Il tutto seguendo una logica di scala: da una scala globale, fino ad arrivare alla scala architettonica. Dopo aver introdotto al tema dei Giochi Olimpici e aver dato qualche indicazione su come questi hanno influenzato le maggiori trasformazioni urbane e territoriali delle città ospitanti, vengono analizzate nello specifico le residenze olimpiche. Partendo dalla concezione iniziale di Villaggio del Barone Pierre de Cubertin, ideatore dei Giochi Olimpici moderni, e dalle linee guida del CIO, sono state realizzate delle schede di analisi per i Villaggi Olimpici del nuovo millennio: Sydney 2000, Athens 2004, Beijing 2008, London 2012 e Rio 2016. L’analisi è svolta al fine di confrontare i dati raccolti, traendo i punti comuni, di forza e debolezza di ogni struttura morfologica.
Scendendo ad una scala urbana, viene tracciato un resoconto dei Piani Regolatori romani del Secolo scorso. Questi vengono messi in relazione alla nascita e allo sviluppo della zona periurbana sud orientale romana, nello specifico a Tor Vergata, indicata nel dossier olimpico della candidatura per i Giochi Olimpici del 2024 come luogo in cui verranno realizzate le residenze che ospiteranno avrebbero dovuto ospitare gli atleti. L’analisi è utile anche per rapportare le norme urbanistiche con alcuni tra i grandi eventi che la Capitale italiana ha ospitato nel secolo scorso e che hanno consentito di realizzare con celerità interventi urbani di rilievo: le realizzazioni per il Cinquantennale dell’Unità nazionale del 1911, quando Roma ospitò un’Esposizione Internazionale; il quartiere E42, conosciuto oggi come Eur, pensato per ospitare un’Esposizione Universale, mai realizzata a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale; gli interventi realizzati in occasione dei Giochi della XVII Olimpiade tenutasi a Roma nel 1960.
Scendendo ulteriormente di scala, l’attenzione si sposta su Tor Vergata. Spiegando la nascita del secondo Ateneo romano, si parla del forte rapporto tra Università, area e i grandi eventi: si pensi alla candidatura alle Olimpiadi del 2004, alla Giornata Mondiale della Gioventù in occasione dell’anno giubilare del 2000, o alla decisione di concentrare qui la manifestazione dei Mondiali di Nuoto del 2009, che ha dato il via al progetto Città dello Sport dell’architetto spagnolo Santiago Calatrava, la più grande opera incompiuta di Roma con l’ormai celebre Vela.
Uno degli aspetti interessanti della tesi è il rapporto tra gli strumenti urbanistici e la loro coniugazione in progetto urbano: a questo scopo si è analizzato dapprima il Piano Particolareggiato vigente per l’area, con le relative Norme Tecniche di Attuazione e successivamente la morfologia urbana dell’ambito. Per quest’ultima, considerata come il metodo progettuale, sono tracciati gli aspetti teorici salienti per giungere ad una mappa morfologica analitica del contesto in cui si inserirà la proposta progettuale. A progetto ultimato è stata effettuata la stessa analisi morfologica per giungere ad una mappa di progetto, da utilizzare come strumento di verifica dell’intervento proposto. Questi due strumenti, insieme alle linee guida del CIO per la realizzazione dei Villaggi Olimpici, saranno la base per il progetto urbano vero e proprio.
Al progetto urbano si è deciso di affiancare delle linee guida - o criteri - per la progettazione dei lotti residenziali, da fornire agli ipotetici studi di architettura. Queste servono per definire la coerenza dell’intero intervento e individuano degli elementi unificanti e elementi di variante.
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
