Trasporto merci in area urbana : la ciclo-logistica come soluzione per l'ultimo miglio
Federico Ricci
Trasporto merci in area urbana : la ciclo-logistica come soluzione per l'ultimo miglio.
Rel. Luca Staricco. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Paesaggistico-Ambientale, 2016
Abstract
Introduzione
La seguente dissertazione si propone di verificare l’efficienza della ciclo-logistica come componente finale della catena di trasporto della merce in ambito urbano.
Il traffico urbano delle merci sta diventando un elemento di grande interesse per le politiche urbane, soprattutto per via delle conseguenze in ambito economico, sociale e soprattutto ambientale. Il trasporto delle merci in città rappresenta circa il 15% del totale del traffico cittadino (COST321) e produce circa il 40% dell’inquinamento atmosferico e sonoro (COST321).
In maniera particolare, ad inficiare molto l’immagine non sostenibile del traffico delle merci è il cosiddetto “ultimo miglio”, cioè la parte finale della filiera della supply chain, durante il quale il prodotto viene consegnato direttamente nelle mani del cliente senza passare da intermediari quali negozi, mercati o supermercati. Il last mile è, infatti, identificato come il ramo meno efficiente e più inquinante di tutta la catena di trasporto.
Le amministrazioni comunali, per limitare questi effetti negativi, hanno a disposizione un ventaglio di iniziative che riguardano soprattutto le limitazione di accesso a determinate zone della città, ad alcune categorie di mezzi e le conseguenti sanzioni pecuniarie per chi non rispetta le misure adottate. Non solo le amministrazioni, anche le stesse compagnie di distribuzione hanno grandi possibilità di rendere l'ultimo miglio più efficiente, attraverso l’utilizzo di flotte di veicoli ecologici, ad emissioni zero, ed attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie ITC.
A favore di una logistica ultimo miglio improntata alla sostenibilità ambientale è sicuramente l’introduzione, o meglio il ritorno all'utilizzo, delle biciclette come mezzo di consegna. In effetti i primi esempi di sfruttamento del mezzo ciclabile come strumento per la distribuzione si riferiscono ai primi anni del 1900, sia in Europa, che in Australia e negli USA. La grande diversità tra ieri ed oggi è determinata dall’evoluzione che ha contraddistinto il settore delle biciclette (compresi i tricicli); i tempi moderni possono infatti contare su mezzi molto più leggeri, agili nonostante abbiano delle capacità di carico molto superiori rispetto alle vecchie biciclette. In più molti di questi veicoli sono ormai dotati di supporti tecnologici che aumentano le prestazioni del biker, senza aumentarne lo sforzo fisico per raggiungerle; si tratta cioè delle biciclette cargo a pedalata assistita e di quelle elettriche.
Secondo alcune ricerche e studi, sono molte le potenzialità di sviluppo di queste cargo-bikes all’interno dell’attuale meccanismo del traffico urbano delle merci. Ad esempio, per il progetto Cyclelogistics di tutti gli spostamenti motorizzati, per il trasporto della merce, che avvengono in città vi è un potenziale di conversione verso lo sfruttamento della bicicletta del 51%. Una variabile importante per determinare l’efficacia della ciclo-logistica è la distanza massima entro cui il servizio su bicicletta possa essere competitivo.
Numerose sono le esperienze che già da qualche anno si sono affacciate al mondo della logistica ciclabile. Di esse si sono analizzate la struttura amministrativa e le modalità della fase operativa. Molti degli esempi riportati sono il frutto della partecipazione alla European Cycle Logistics Federation Conference 2015, a San Sebastian in Spagna.
Partendo da questi esempi, si è cercato di capire quali potessero essere le migliori misure e soluzioni da introdurre per lo sviluppo della ciclo-logistica a Chieri, una realtà ad oggi priva di tale servizio.
Relatori
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