WonderLAD : progetto di una casa accoglienza per bambini
Stefania Scaglia
WonderLAD : progetto di una casa accoglienza per bambini.
Rel. Silvia Gron, Valerio Roberto Maria Lo Verso. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2015
Abstract
PREMESSA
Lo scopo di questa tesi di laurea è la progettazione di una Casa Accoglienza per bambini affetti da malattie gravi e croniche e per le loro famiglie con analisi fisico - tecniche - ambientali degli ambienti.
Il lavoro si articola in maniera consequenziale con due grandi capitoli: il primo dedicato agli input progettuali, cioè a tutte le componenti che sono state utili per la definizione del progetto, quali il Bando di Concorso, le analisi del territorio e lo studio dei desideri sulla casa dei bambini; il secondo relativo al progetto vero e proprio e a tutte le analisi fisico - tecniche - ambientali per far si che l'edificio raggiungesse un'alta efficienza energetica e un'ottima sostenibilità ambientale, con il raggiungimento della classe energetica A, certificata CasaClima, o superiore.
Nella mia esperienza di vita personale sono molto a contatto con i bambini in quanto sono animatrice di oratorio e volontaria presso la mia parrocchia di residenza. Stare in mezzo ai bambini mi rende felice e rendere felici anche loro è il mio obiettivo quando siamo insieme. Nelle mie attività ho capito che basta poco per farli divertire, perché bastano degli spazi ben organizzati e abbastanza ampi per poter farli giocare o correre, senza chissà quali giochi o invenzioni.
Nel momento in cui mi sono accostata a scegliere l'argomento della tesi il mio desiderio era quello di progettare una struttura adatta ai bambini perché mi sono resa conto che gli ambienti che hanno a disposizione durante la giornata non sono adatti o pensati esclusivamente per loro, ma hanno difetti, seppur piccoli, che non permettono loro di stimolare la loro creatività e allegria. Questi spazi hanno difetti in quanto, tendenzialmente, non sono abbastanza ampi da permettergli di muoversi in libertà, ma sono pieni zeppi di mobili o complementi d'arredo. E' un dato di fatto che i bambini siano naturalmente portati per il gioco e per il divertimento, ma il gioco stesso è alla base del loro apprendimento e del loro sviluppo. Nello stesso tempo non è necessario avere a disposizione grandi dimensioni o budget, ma combinando i giusti ingredienti è possibile creare ambienti stimolanti e sicuri per i nostri piccoli.
L'idea iniziale era quella di progettare una residenza classica per un singolo nucleo familiare con bambini, in cui fare attenzione alle esigenze e alle necessità dei più piccoli, cioè pensarla in senso "kid's friendly", ma nello stesso tempo integrare le due presenze bambini e genitori creando ambienti nuovi che permettano di vivere bene insieme gli spazi senza essere sopraffatti gli uni dagli altri.
Cercando del materiale con cui affrontare tale argomento, si è presentato l'occasione di rispondere ad un bando di concorso che aveva come argomento principale la progettazione di una casa accoglienza per bambini con malattie gravi e croniche insieme alle loro famiglie.
Questo concorso si è presentato subito interessante, in quanto coniuga la presenza dei bambini con una tematica importante dal punto di vista sociale e psicologico: la malattia e tutto ciò che ruota attorno ad essa. Inoltre, all'interno di questa struttura andranno a collocarsi diverse utenze, ognuna con delle esigenze e dei requisiti propri, quindi diventa importante il metodo con cui unire diverse realtà in un unico oggetto edilizio.
L'obiettivo del lavoro, oltre alla ricerca e al soddisfacimento dei requisiti e delle prestazioni in termini architettonici e fisico-tecnici-ambientali relative alle diverse utenze, ma in particolare ai bambini, è il progetto di una Casa Accoglienza in cui si cerca di evocare lo spazio domestico sia all'interno che all'esterno, trasformando l'insieme delle funzioni, quali accoglienza, ospitalità, assistenza, sostegno alle famiglie e ai bambini, in un contesto amichevole e confortante che sia di stimolo alla continua ricerca di miglioramento e di guarigione, al confronto e alla socializzazione, ma che sia nello stesso tempo un ambiente intimo e riservato per vivere la quotidianità insieme alla propria famiglia nel rispetto della privacy.
Questa struttura deve essere un luogo sicuro e sereno, una cerniera tra casa e l'ospedale e tra la casa e la guarigione: un posto dove i bambini possono trovare spazi di normalità, di gioco e di sostegno e un posto di conforto e confronto per i genitori, perfettamente integrato in un tessuto urbano già consolidato.
Relatori
Tipo di pubblicazione
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