L'isolato ex-Nebiolo a Torino : un'opportunità di trasformazione urbana
Alessandro Botalla Buscaglia
L'isolato ex-Nebiolo a Torino : un'opportunità di trasformazione urbana.
Rel. Michele Bonino. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Costruzione), 2015
Abstract
"Nessuno sa meglio di te, saggio Kublai, che non si deve mai confondere la città col discorso che la descrive" . Giunti alla conclusione di un ciclo di studi universitari, o meglio alla fine di un percorso formativo sull'architettura risulta fecondo riassumere quanto vissuto con una citazione di Italo Calvino. Il lavoro di tesi di laurea specialistica è il compimento, o meglio, il tentativo di sintesi di un percorso che si concretizza nella proposta progettuale per la
trasformazione di un isolato industriale dismesso nella città di Torino provando a conservare nel progetto una attenzione, uno sguardo che al contempo consideri come fondamentali la dimensione urbana e quella architettonica, più legata al manufatto edilizio.
Il guadagno più significativo ricevuto dagli studi fatti è stato proprio quello di uno sguardo non semplificato sull'architettura. Con il saggio Kublai del libro di Calvino possiamo raccontare che la città è il luogo dove il manufatto architettonico trova la sua collocazione originaria, quindi l'orizzonte entro il quale osservarlo, possiamo raccontare che il manufatto architettonico non coincide semplicemente con le sue rappresentazioni o gli aspetti più tecnici legati alla sua costruzione ma corrisponde ad una pluralità di sguardi frutto di un approccio multidisciplinare all'architettura. Sguardi fondati e arricchiti da un patrimonio di storia urbana e del manufatto architettonico che fanno emergere un pensiero intorno all'architettura che guarda avanti e fa i conti con le virtualità e le criticità della città contemporanea, carica di bellezza come di contraddizioni, senza trascurare la dimensione più tecnica del progetto, la dimensione della costruzione dell'architettura che risplende nel fare architettura dei grandi maestri italiani del dopoguerra .
Il presente lavoro di tesi di laurea specialistica si propone di offrire una soluzione progettuale per la trasformazione e il riuso di un isolato urbano che ospita un edificio industriale dismesso di inizio novecento sito in Torino denominato ex-Nebiolo. Lo sguardo aperto sulla città e le sue trasformazioni individua nelle area industriali dismesse una potenzialità latente molto elevata. Le "cicatrici urbane" lasciate da questi vuoti causati dai processi di deindustrializzazione possono essere occasioni di ridisegno e ri-significazione di brani di città che si sviluppano colmando vuoti e allo stesso tempo conservando la memoria della loro origine.
La soluzione progettuale proposta è attivata da una prima parte di riflessione critico-teorica dalla quale emergono riferimenti e suggestioni che offrono un orizzonte di significato e informano lo sviluppo della soluzione progettuale proposta. L'attenzione e lo sguardo alla città a alle sue
grandi e minute trasformazioni quotidiane e straordinarie, evocate nei racconti di Italo Calvino, offrono alcuni spunti di riflessione per un approccio non eccessivamente semplificato al tema del riuso di un'area che conserva al suo interno immagini e significati non immediatamente visibili ad un osservatore distratto. Una sintesi delle principali trasformazioni che vive la città di Torino, senza ovviamente nessuna pretesa di completezza ed esaustività nella trattazione del tema, apre alla descrizione dell'intervento progettuale proposto che vede in allegato alla presente trattazione le tavole grafiche di presentazione della proposta progettuale.
La seconda parte offre un approfondimento teorico-critico relativamente al riuso delle aree industriali dismesse. Proponendo un approccio non banale e semplificato al tema della riconversione l'approfondimento è proposto attraverso l'analisi di alcuni progetti italiani ed europei dei quali si riconosce una particolare significatività sia a livello architettonico che urbano.
In un primo momento sono offerti gli elementi che si sono riconosciuti come fondamentali per una riflessione critica circa l'approccio dei differenti progetti/progettisti considerati al tema della dismissione in rapporto alle trasformazioni urbane in atto. Un secondo momento è dedicato all'analisi puntuale e dettagliata dei singoli interventi che in un terzo momento sono comparati al fine di far emergere positività e criticità.
La parte finale, a mo' di conclusione complessiva del lavoro di tesi, sottolinea come le aree dimesse possono essere un tema centrale e significativo, un'occasione straordinaria per lo sviluppo urbano della città contemporanea alla luce di quanto affrontato ed evidenziato nella parte di riflessione critico-teorica.
Relatori
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