Guimard dopo Guimard : la tensione verso il nuovo di un "architecte d'art"
Francesca Giusti
Guimard dopo Guimard : la tensione verso il nuovo di un "architecte d'art".
Rel. Rosa Rita Maria Tamborrino, Cesare Tocci. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2015
Abstract
Obiettivi, fonti e criteri della ricerca
Per convenzione storica, la poetica di Guimard, si lega all’Art Nouveau, nel senso olistico e simbolista del termine, come arte totale, che persegue il mito dell'armonia tra estetica, società, economia. Questi principi, che affondano le loro radici nel movimento di rinascita internazionale dello stile improntato alla qualità artistica dell’artigianato, non mettono tuttavia in discussione la portata produttiva dell’industrializzazione. Fin dal progetto di Castel Béranger e degli ingressi ai Metro parigini che segnano l’apice della sua popolarità, Guimard intraprende un percorso che tende sempre più ad avvicinare il progetto ai processi della produzione seriale. Lo dimostrano non soltanto le esperienze di collaborazione con le fonderie Saint-Dizier che dal 1903 realizzano elementi di serie per il decoro degli edifici e dei giardini, proseguendo la tradizione francese del XIX secolo. Spinto dall'interesse per il nuovo e, in questo, aperto a un confronto costante con la società e con la generazione degli architetti più attivi nei settori innovativi, Cuimard guarda anche alle invenzioni d’oltreoceano, come dimostra il ricorso, per il vano scala del Castel Béranger, ai pannelli di vetro con doppia curvatura molto simili a quelli disegnati da Wright e prodotti dalla Luxfer Prism Company che nel 1898 pubblica un manuale per la messa in opera di questi materiali.
Su queste premesse, la ricerca intende approfondire la conoscenza di un segmento dell’attività di Héctor Cuimard che è stato fino a oggi poco indagato: la produzione degli anni ’20 e ’30 del Novecento legata all’invenzione dei brevetti di elementi costruttivi seriali, pensati per semplificare il processo costruttivo e abbassare i costi di realizzazione, consapevole che i metodi costruttivi tradizionali non potevano più rispondere all’urgenza della ricostruzione. Questa esperienza che può sembrare marginale rispetto al più scoppiettante esordio Art Nouveau di quello che viene considerato un “Architect d'art” a tutti gli effetti, si rivela in realtà particolarmente significativa, se inquadrata nel panorama ella ricerca architettonica degli anni tra le due guerre. Questa esperienza non è solo una risposta alla contingenza economica sociale, ma è la testimonianza di un passaggio consapevole verso la modernità che non può non tener conto dei processi industriali. Come Guimard affronti questo momento, troppo spesso liquidato come tentativo li restare a galla e recuperare ma serie di insuccessi, è quindi [argomento centrale di questa ricerca. Per questo si è ritenuto importante mettere l’accento sulla profonda amicizia con Henri Sauvage, le cui strade sembrano in alcuni momenti procedere simmetricamente con molti punti di contatto, ma che, alla luce di una più attenta analisi dei progetti e delle opere, dimostrano una via tracciata verso l’innovazione, sfatando l’idea di certa critica contemporanea che vede nell'Art Nouveau la “difesa a oltranza dell'artigianato" come “prologo in negativo" dello stesso movimento Art Nouveau.
Quanto il legame con Sauvage sìa importante nel percorso guimardiano lo attesta l’omaggio all’amico nel ricorrere all’impiego del suo brevetto del sistema di elementi tubolari in cemento ed eternit. Un omaggio che giunge fino all’epilogo della sua attività con la costruzione della Ouimardière, la villa che realizza a Vaucresson pochi anni prima di lasciare la Francia (1938) per gli Stati Uniti, già cagionevole e deluso, per morire a New York nel 1942.
Per la ricerca sono stati fondamentali gli archivi dei Brevets d’invention di Parigi, e i disegni con le fotografie d’epoca del cantiere, conservati presso le collezioni Cooper Hewitt e dell’ Avery Architectural and Fine Arts Library at Columbia University, donati dalla signora Guimard nel 1956. Grazie a questi materiali è stato possibile ripercorrere l’intero processo costruttivo: dall’ideazione del prodotto di serie alla sua contestualizzazione strutturale nel progetto grafico e nelle fasi esecutive del cantiere. Il raffronto con l’esistente ha consentito di verifica- re il prodotto finito alle diverse scale del progetto, comprensivo dei dettagli di arredo fisso. Tale elaborazione consente quindi di rapportare gli esiti di questa esperienza all’intero profilo dell’ attività guimardiana, dimostrando come la sua ricerca verso la modernità presenti tutte le difficoltà e contraddizioni di un passaggio epocale, dalla maniera di concepire l’oggetto unico, prodotto artigianale, al pensare standardizzato, ricorrendo alla serialità. A questo processo il linguaggio cerca adattamenti che portano all’epurazione degli stilemi decorativi, ma non rinunciano a quel “sentiment" che Guimard continua a indagare nella concezione vitale della materia.
- Abstract in italiano (PDF, 9MB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 9MB - Creative Commons Attribution)
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