Montréal : la genesi della ville souterraine : arte pubblica / spazio pubblico
Chiara Vittone
Montréal : la genesi della ville souterraine : arte pubblica / spazio pubblico.
Rel. Sergio Pace. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2014
Abstract
INTRODUZIONE
Questa ricerca è stata svolta dagli studenti Maicol Negrello e Chiara Vittone, con la supervisione del professor Sergio Pace; essa è frutto di un periodo di ricerca in Québec nella città di Montréal, tra il Marzo e il Maggio del 2014, e di un successivo approfondimento in Italia da maggio a settembre. Lo studio è composto inoltre da una parte di ricerca personale: in questo tomo è presente il capitolo "Arte pubblica / spazio pubblico" di Chiara Vittone, nel tomo precedente è presente "Patrimonio e sviluppo urbano" di Maicol Negrello. Le attività di ricerca sono state effettuate soprattutto presso il Centre Canadien d'Architecture, ma sono stati consultati anche gli archivi della Ville di Montréal, della Canadian National, dell’ Observatoire de la Ville Intérieure, del Héritage Montréal della McGill University e dell' Universitè de Montréal, oltre a numerose biblioteche tra cui la BANQ.
Un particolare ringraziamento per la preziosa collaborazione va a Michel Boisvert, professore onorario all’ UdeM e direttore dell'OVI, a Nancy Dunton, course lecturer presso la McGill e membro dell' Héritage Montréal, ed a Jacques Besner, urban planner e membro fondatore dell' ACUUS, i quali si sono dimostrati sempre interessati e disponibili ad aiutarci nello sviluppo nella nostra ricerca.
INTRODUZIONE (Capito 7)
Scopo del capitolo è analizzare una delle peculiarità della città sotterranea di Montreal, ovvero lo sviluppo della sua relazione con l'arte, in particolare il binomio stazione metropolitana-opera d'arte.
Cosa distingue una rete sotterranea di trasporto, il réseau più generalmente, rispetto alla rete delle fogne, ad esempio? La decorazione (muri ricoperti di ceramica, mosaici, ecc.), il modo di trattare gli spazi, può essere una valida risposta. Perciò poco dopo la nascita delle prime metropolitane ci si dedicò anche alla loro resa estetica in modo da trasformare il luogo sotterraneo (da sempre sinonimo di inospitalità, buio, ecc.) in un luogo piacevole.
Il sotterraneo possiede un carattere proprio e l'architettura deve pensare a riconoscerlo, più che a cercare di banalizzarlo o neutralizzarlo.
La città contemporanea, a differenza di quanto ipotizzato nel moderno, si è andata configurando come un organismo disperso e frammentato interconnesso da un sistema di Infrastrutture in cui quello delle reti di trasporto ha assunto un rilievo e un'importanza sempre crescente. Stazioni ferroviarie e metropolitane, terminal aereoportuali, parcheggi, autostrade, tangenziali - insomma le cosiddette infrastrutture della mobilità - sono luoghi della collettività e connotano più di tanti altri elementi porzioni sempre più rilevanti di paesaggio, senza peraltro riuscire a costruire luoghi, ma anzi creando spesso le condizioni del degrado dei medesimi luoghi da queste attraversati.
La metro di Montreal ha cercato di "umanizzare" questi luoghi grazie alla diversità delle stazioni della metro e all'integrazione in esse delle opere d'arte. Ciò ha fatto sì che la metro di Montreal sia stata spesso considerata come uno del più grandi musei sotterranei nel mondo e abbia la reputazione di essere probabilmente il più bel sistema sotterraneo metropolitano.
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
