Anna Maria Perotto
Il tempo ritrovato : proposta progettuale per la realizzazione di un monastero cistercense nell'ex Certosa di Banda.
Rel. Michele Bonino. politecnico di torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per La Sostenibilità, 2014
Abstract
La Valle di Susa si caratterizza come un territorio ricco di potenzialità in cui, negli anni, sono state intraviste una serie di opportunità che lo hanno trasformato in palcoscenico su cui cimentare una serie di proposte; dalla sua storica vocazione stradale di collegamento, alla sua attrattività per gli sport invernali che lo ha candidato come sede per i Giochi Olimpici invernali del 2006 oltre alla presenza di un patrimonio storico-culturale -architettonico di notevole importanza tra cui spicca il “bene faro” della Sacra di San Michele che è stato scelto come simbolo della Regione Piemonte.
Questo patrimonio storico-religioso vede, affiancato a centri di notevole rilievo storicoartistico, quali l’Abbazia di Novalesa, la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, l’Abbazia di San Giusto a Susa, ecc... una miriade di piccoli centri o edifici minori che si trovano disseminati sul territorio e che spesso risultano abbandonati o non valorizzati.
La tesi di laurea vuole tentare di approfondire il destino di tali centri, ipotizzando una sviluppo territoriale della Valle di Susa all’interno di una proposta di turismo religioso, concentrandosi sullo studio e la progettazione di un caso puntuale.
In generale, tali centri potrebbero costituire una rete o potenziare quella già esistente a supporto dei “beni faro” che di per se già hanno la capacità di attrazione e potrebbero ospitare funzioni a supporto di tali strutture.
Inoltre la presenza del passaggio di un tratto della Via Francigena rappresenta una grande opportunità poiché introduce la presenza di un’utenza interessata alla riscoperta del paesaggio, dell’ambiente e dei luoghi storici caratteristici minori.
La tesi si èconcentrata dunque sulla riprogettazione della Certosa di Banda, struttura inserita all’interno del sistema storico dei complessi monastici certosini della Valle di Susa, ipotizzandone la riconversione in Monastero Cistercense, in cui associata alla vita della comunità monastica fossero presenti strutture per l’accoglienza e la ricettività degli ospiti che giungono nel monastero per compiere un’esperienza spirituale, un punto tappa per i pellegrini in viaggio sul percorso della via Francigena e uno spazio per i visitatori interessati alla riscoperta della Certosa, inquinato bene storico-artistico.
La scelta della destinazione d’uso è stata dettata quindi, oltre che dalla volontà di riscoprirne l’antica funzione, dalla scelta di voler caratterizzare la struttura all’interno di un percorso di turismo religioso in cui offrire uno spazio multifunzionale finalizzato al raggiungimento di un’esperienza spirituale.
Relatori
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