Roberto Le Serre
Acqua, paesaggio e architettura per la comunità : ridisegno degli usi per Baan Unrak a Sangkhlaburi, Tailandia.
Rel. Matteo Robiglio, Rajandrea Sethi. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Costruzione), 2012
Abstract
Il mio lavoro di tesi nasce da una richiesta di aiuto da parte di Baan Unrak, una piccola comunità che opera a San- gkhlaburi, cittadina thailandese a pochi km dal confine Birmano, la Capotale richiedeva di cercare soluzione al problema di approvvigionamento idrico che ogni anno doveva affrontare e che creava non pochi problemi. La tangibile concretezza del tema ha fatto in modo che il problema venisse indagato nella maniera più ampia possibile, tenendo in considerazione i diversi pareri che avrePbero poi influenzato il proseguire dello studio. Tralasciando per un istante il risultato finale di questo progetto, che può sicuramente essere criticabile e migliorabile sotto molti punti di vista, ciò che lo ha reso peculiare sin dal principio, è stata la "collaborazione", già dalla fase di ideazione, di diversi soggetti.
Infatti questa tesi ha potuto avvalersi della "cooperazione" di due dipartimenti del Politecnico di Torino, tra i quali io assumevo il ruolo di intermediario: il DAD (Dipartimento di Architettura e Design) e il DIATI (Dipartimento di Ingegneria per l'Ambiente, il Territorio e le Infrastrutture)
È necessario sottolineare però, che questo studio è stato reso ancora più concreto da una grossa mole di lavoro svolto sul campo, che mi ha impegnato in prima persona per tre mesi, durante ì quali ho potuto dialogare costruttivamente con i vari membri della comunità che aveva richiesto il nostro intervento, particolarmente la direttrice del centro, il capo dei lavori ed il team di costruttori, ricercando di volta in volta soluzioni che potessero essere accettate multi lateralmente. Tutte queste opinioni hanno sicuramente arricchito il progetto, fornendo una grande quantità di informazioni e di spunti di riflessione mai univoche. L'entusiasmo con cui, alla fine dei tre mesi di lavoro in loco, la comunità ha accolto la proposta di progetto preliminare, tanto da far chiedere a privati esterni dei finanziamenti per la costruzione dello stesso, è un segno evidente di come questo caso di collaborazione abbia funzionato.
Mi preme infine sottolineare come il risultato finale non dovrebbe essere percepito come il risultato del lavoro di un singolo attore, bensì come qualcosa di più complesso, in cui l’impegno e le conoscenze di più individui sono stati volti alla realizzazione di un progetto unitario.
Relatori
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